Tagli CO2, Francia e Germania frenano

Domani il commissario Ue al clima, la danese Connie Hedergaard, presenterà ufficialmente la proposta di tagliare ulteriormente le emissioni di CO2 passando dal 20 al 30% entro il 2020, ma Francia e Germania frenano.

Pubblicata il: 25/05/2010 19:20

Redazione GreenCity

Domani il commissario Ue al clima, la danese Connie Hedergaard, presenterà ufficialmente al collegio la proposta di tagliare ulteriormente le emissioni di CO2 passando dal 20 al 30% entro il 2020, in quanto, secondo il commissario, la crisi economica ha ridotto i costi di questo passaggio rendendolo tecnicamente fattibili ed economicamente sostenibile.
In una conferenza stampa congiunta del ministro tedesco dell'economia Rainer Bruderle e il ministro francese dell'industria Christian Estrosi hanno messo in evidenza la loro riluttanza nel perseguire l'obiettivo. I ministri non hanno fatto altro che esprimere le preoccupazioni che derivano dalle industri più energivore come quella siderurgica, per i quali il passaggio dal 20 al 30% provocherebbe una perdita di attività e di posti di lavoro.
Il commissario dal canto suo sembra non voler retrocedere argomentando che altri paesi si stanno muovendo nella stessa direzione e l'Europa non può permettersi di arrivare in ritardo.
Secondo l'analisi della Commissione Ue la riduzione del 30% delle emissioni al 2020 costa circa 81 miliardi di euro all'economia europea, cioè lo 0,54% del Pil. Circa 11 miliardi di euro in più rispetto alla spesa prevista tre anni fa per il target del 20%, ma con effetti moltiplicati per la leadership nella transizione globale verso un'economia a basso contenuto di carbonio e per i "posti di lavoro verdi" creati.
"Bisogna difendere l'industria del ventunesimo secolo e non quella del ventesimo'" ha replicato la Hedegaard alle osservazioni dei colleghi.
Dopo il dibattito di domani, la questione sarà esaminata dai ministri dell'ambiente nel consiglio dell'11 giugno a Lussemburgo. Poi passerà sul tavolo del Vertice Ue, del 17 e 18 giugno.

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