Agenda digitale: aumenta il numero di cittadini UE che si avvale di servizi pubblici online

Aumenta l'offerta di servizi in via telematica da parte delle amministrazioni pubbliche nell'UE: vantaggi e benefici per i cittadini, le imprese e l'ambiente.

Pubblicata il: 22/02/2011 12:30

Franco Cavalleri

L'informatizzazione dell'amministrazione pubblica, e dei servizi ai cittadini ed alle imprese che vengono in questo modo offerti, è uno dei capisaldi dell'azione della Commissione Europea.  I vantaggi che derivano dalla disponibilità di un maggior numero di servizi pubblici online sono diversi, a partire dalla diminuzione dei costi della pubblica amministrazione per arrivare alla riduzione delle formalità amministrative per le imprese e per i cittadini. A risentirne positivamente è anche l'ambiente: una minore necessità di spostarsi, per recarsi negli uffici pubblici, significa meno congestione nei mezzi di trasporto, meno emissioni di CO2 e particolato. In definitiva, una qualità della vita più elevata.La relazione di analisi comparativa sull'amministrazione online (e Government Benchmark Report) pubblicata oggi indica che un maggior numero di persone nell'UE può ora accedere a servizi pubblici online. Dal 2009 al 2010 la disponibilità media di questi servizi nell'UE è passata dal 69 all'82%.
La relazione svela quali Stati dell'UE sono risultati più efficaci e quali meno in tale ambito, prendendo in esame due servizi pubblici essenziali: "ricerca di un lavoro" e "avvio di un'impresa". Le amministrazioni pubbliche nazionali in Europa stanno procedendo nella giusta direzione, ma permangono disparità tra i diversi paesi. Inoltre vi è un margine per migliorare la diffusione degli appalti elettronici (eProcurement).
Nell'ambito dell'Agenda digitale europea, l'Unione europea intende fare in modo che il 50% dei cittadini e l'80% delle imprese fruiscano dei servizi di eGovernment entro il 2015.
Le conclusioni della relazione offrono utili informazioni sugli obiettivi dell'eGovernment Action Plan, avviato dalla Commissione nel dicembre 2010 al fine di collaborare con le autorità pubbliche degli Stati membri per ampliare e migliorare i servizi da esse prestati tramite internet.
Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea e responsabile dell'Agenda digitale, ha dichiarato: "Sono lieta che un numero sempre maggiore di cittadini europei possa ora utilizzare servizi pubblici online per questioni importanti come la ricerca di un lavoro, la dichiarazione dei redditi o la registrazione di nuove imprese. Gli Stati membri che rendono integralmente disponibili in linea i servizi pubblici fondamentali non soltanto semplificano l'esistenza dei cittadini e delle imprese ma riducono anche i propri costi." 
Disponibile online oltre l'80% dei servizi pubblici fondamentali
La disponibilità online di 20 servizi pubblici fondamentali, come il registro automobilistico, la dichiarazione dei redditi o la registrazione di una nuova impresa, ha raggiunto l'82% nell'intera Europa ed è quindi notevolmente aumentata rispetto al 69% del 2009. I migliori risultati sono stati conseguiti in Austria, Irlanda, Italia, Malta, Portogallo e Svezia, in cui tutti questi servizi fondamentali sono integralmente disponibili online. Nell'ultimo anno sono stati constatati notevoli progressi nella messa a disposizione di servizi elettronici in Bulgaria, Italia e Lettonia. Dalla relazione risulta che i servizi a disposizione delle imprese sono più avanzati di quelli forniti ai cittadini. 
Qualità dei servizi
Quest'anno la relazione si concentra sulle esigenze dei disoccupati e di coloro che aspirano a diventare imprenditori, prendendo in esame le modalità seguite dagli amministratori per ridurre le formalità burocratiche e per rendere disponibile, in modo semplificato, l'intera gamma di servizi pubblici necessari per avviare un'impresa o per ritrovare un lavoro. Ciò può essere fatto tramite un portale elettronico o in modo automatico, come quando una start-up che chiede un numero di identificazione fiscale riceve automaticamente anche un numero di partita IVA. Dalla relazione risulta che in Austria, Danimarca, Estonia, Irlanda, Svezia e Regno Unito il 55% dei servizi necessari per avviare un'impresa è fornito tramite un apposito portale o in modo automatico. Tuttavia, soltanto il 46% dei servizi utili per i disoccupati viene attualmente prestato tramite un apposito portale. 
Appalti elettronici
Il 70% delle autorità pubbliche ha iniziato a lavorare con gli appalti elettronici, ma la bassa percentuale di utilizzazione complessiva (pari, secondo le stime più favorevoli, al 5% di tutti gli appalti) non permette ancora di constatare particolari benefici. Se gli appalti elettronici fossero integralmente disponibili e più utilizzati, sugli appalti pubblici si potrebbero realizzare risparmi dell'ordine del 30% circa. 
Piccoli comuni, meno servizi online
Per la prima volta la relazione si interessa anche alla dimensione regionale e locale dell'eGovernment e mette in evidenza le notevoli disparità esistenti nei diversi paesi. Per i servizi prestati principalmente a livello locale, i piccoli comuni propongono soltanto la metà dei servizi online disponibili nei comuni più grandi. Ad esempio, mentre i siti web di piccole città offrono informazioni sulle modalità da seguire per chiedere una copia del certificato di nascita, quelli di città più grandi contengono anche i formulari da scaricare. Ciò può essere dovuto al fatto che le piccole amministrazioni locali e i loro cittadini preferiscono il contatto personale o altri canali più tradizionali, oppure che le piccole circoscrizioni amministrative risultano meno capaci (per strategia, mezzi, abilità) di offrire servizi online.

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