Wwf: in pericolo la metà delle coste italiane

Il Wwf punta a proteggere tre preziose aree costiere italiane, e invita tutti a contribuire con un Sms al 45503.

Pubblicata il: 30/04/2012 10:30

Redazione GreenCity

Sui quasi 8000 chilometri di costa italiana, più della metà è antropizzata tanto che meno del 30% delle nostre coste sono ancora allo stato naturale. La costruzione di infrastrutture come strade, abitazioni, negozi, piccole fabbriche, porti ha infatti completamente preso il posto degli habitat naturali. 
E' quanto emerge dal rapporto preparato dal Wwf per lanciare una campagna di salvaguardia delle nostre coste.A oggi meno dell'1% del Mediterraneo (che ospita 17.000 specie animali e vegetali tra cui posidonie, squali, balene, delfini e tartarughe marine) è tutelato da aree protette e la sua salute è messa a rischio ogni giorno da inquinamento e pesca eccessiva, dal turismo di massa che conta 220 milioni di visitatori all'anno, dal traffico marittimo che arriva a 200.000 grandi navi in transito ogni anno, anche nelle aree protette.
Per tutti questi motivi il Wwf ha lanciato la nuova campagna "Un mare di Oasi per te" per proteggere tre preziose aree costiere, in Sardegna, Puglia e Veneto
Dal 29 aprile al 20 maggio, si può aiutare il Wwf a realizzare questo progetto inviando un Sms al 45503.



Grazie ai contributi si potrà dare vita alla nuova Oasi WWF Scivu ad Arbus, in Sardegna, un vero paradiso di dune alte sabbiose e fitta macchia mediterranea, detta "parlante" per il vento di maestrale, dove sopravvive il cervo sardo, ma anche minacce come il taglio dei ginepri secolari o il passaggio di fuoristrada. 

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Inoltre si potrà bonificare e dare nuova vita alla bellissima spiaggiache costeggia la Riserva naturale e Oasi WWF Le Cesine, nel Salento, dove i rifiuti portati dal mare e mai rimossi hanno creato strati di sabbia e plastica con gravi danni alla vegetazione e agli animali.

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Infine si potranno riforestare e riqualificare le zone umide dell'Oasi WWF Golena di Panarella, in Veneto, un paradiso di biodiversità alle porte del  Delta del Po, che d'inverno ospita fino a 130-140.000 uccelli e che per questo è meta ambita da bracconieri e cacciatori illegali.

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Per tutte le informazioni basta collegarsi al sito del Wwf.

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