Siemens: nella città del futuro sarà più facile muoversi

Presentato da Siemens Italia il rapporto Siemens-Cittalia sulle Città modello per lo sviluppo del Paese. La mobilità al centro degli investimenti (10,7 miliardi di Euro complessivi), seguono la sostenibilità degli edifici e l’acqua.

Pubblicata il: 08/11/2012 15:13

Redazione ImpresaGreen

Siemens Italia ha presentato il rapporto Siemens-Cittalia sulle Città modello per lo sviluppo del Paese.
La ricerca ha come oggetto 54 città medio grandi - capoluoghi di provincia con più di 90.000 abitanti - analizzate sulla base di alcuni indicatori: verde urbano, acqua, aria, rifiuti, patrimonio immobiliare e qualità dell’abitare, energia, sanità, mobilità e logistica.
L’obiettivo è stato triplice, individuare una sintesi della dotazione infrastrutturale per ciascun ambito di analisi, definire cluster omogenei di città in cui le diverse componenti si combinassero, individuando all’interno di ciascun gruppo un comune modello che meglio rappresenti i caratteri del gruppo di appartenenza. Infine, offrire una visione della città cheverrà.
Sul fronte della qualità dell’ambiente urbano (che comprende gestione dei rifiuti e ciclodell’acqua) spiccano nelle primissime posizioni le città della Puglia, Foggia, Andria, Barlettae Lecce. Nell’ambito del patrimonio immobiliare la ricerca ha rilevato alcuni aspetti inediti, e cioè la presenza nelle prime posizioni di Salerno (6° posizione) – presa sempre più a modelloper l’efficienza nei servizi al cittadino – e Bolzano, una delle città più ricche - ma anche più“efficienti” - d’Italia.
La categoria della mobilità sostenibile individua chiaramente una divisione geografica: tutte lecittà settentrionali o del Centro si collocano in alto nei valori, mentre quelle del Sud presentano valori bassi o medio-bassi. Milano, con la sua ottima performance, si collocadietro solamente a Bergamo.
Passando all’energia rinnovabile, Forlì, Trento e Ravenna hanno i valori più elevati di attenzione a questo tema. Più in generale le città del Nord registrano performance marcatamente superiori a quelle del Sud. Delle eccezioni positive nel Sud sono rappresentate dai centri della Puglia, soprattutto Foggia (4° a livello nazionale) e Lecce (7°).
La geografia della salute che emerge dalle analisi presenta una realtà multipolare. Pertanto aree di eccellenza nell’ambito sanitario si trovano in città sia settentrionali sia meridionali. Tra queste ultime spunta Napoli, insieme a Bari e Catanzaro. Poi, vi sono due poli sanitari di riferimento per le due isole, Cagliari per la Sardegna e Catania per la Sicilia. Inoltre, Napoli è la città con l’offerta sanitaria più eterogenea, seguita da Torino e Roma.
Le città ideali sono rappresentate da un piccolo gruppo di città, ubicate in Veneto, in Trentino e in Lombardia, di media dimensione demografica e che presentano caratteristiche di eccellenza in tutti gli ambiti di analisi. Si tratta di Bergamo, Brescia, Padova e Trento. Il carattere di eccellenza riscontrato nei valori degli indicatori definisce le città di questo gruppo come quelle nelle quali la qualità della vita per i cittadini residenti è tra le migliori.
E’ Trento a risultare città ideale.
Per quanto riguarda il buon abitare e la mobilità spiccano sette città che, a parte Bolzano, sono tutte metropolitane (Bologna, Firenze, Milano, Roma, Torino e Venezia). Il gruppo si caratterizza da un lato per gli alti valori degli indicatori sulla mobilità sostenibile e, dall’atro, per la qualità del patrimonio immobiliare presente. In questo cluster è Venezia a primeggiare. 
L’analisi dei Piani triennali degli interventi mette in evidenza che le amministrazioni comunali intendono investire in particolare sulla mobilità. 10,7 dei 23 miliardi di euro dei Piani triennali delle città sono investiti in questo ambito. Gli altri settori di investimento rilevanti sono la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e la riqualificazione urbana conrispettivamente 2,4 e 2,1 miliardi di euro in interventi preventivati.
Di un qualche interesse anche il ciclo dell’acqua, settore nel quale gli investimenti previsti ammontano a 1,8 miliardi dieuro.
Il valore complessivo dei Piani triennali di tutte le 54 città è stimato in 37,7 miliardi di euro. Questo valore, se confrontato al dato del PIL italiano dell’anno 2011, il cui valore è pari a1.579,7 miliardi di euro, porta a concludere che l’ammontare complessivo di investimenti dei Piani, se effettivamente realizzato, rappresenterebbe il 2,39% del PIL italiano. Un valore che non tiene conto degli effetti moltiplicativi indiretti e indotti degli investimenti medesimi. Infine, sempre nell’ipotesi che i progetti trovassero effettiva copertura finanziaria, il tempo medio per la realizzazione delle opere sarebbe di 21 mesi circa.

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