Epson, le strategie per risparmiare in ufficio

Epson ha recentemente presentato i risultati di uno studio che illustra abitudini e modalità di stampa negli uffici di cinque paesi europei. In Italia, gli sprechi dovuti alla cattiva gestione del parco stampanti generano costi per 20 milioni di Euro.

Pubblicata il: 28/01/2013 16:28

Daniele Preda

Epson ha illustrato i risultati di alcune ricerche realizzate in collaborazione con Coleman Parkes Research e condotte per evidenziare l’approccio verso la stampa e la produzione di documenti negli uffici.
epson-come-ridurre-gli-sprechi-in-ufficio-2.jpgL’analisi comprende oltre 24mila aziende a livello italiano e copre paesi come la Gran Bretagna, la Francia, la Germania e la Spagna. Per quanto riguarda il nostro paese, lo studio ha preso in esame oltre 15mila micro imprese, con un numero di dipendenti inferiore a 10 e le PMI fino a 100 dipendenti circa.
Le società considerate sono comprese nel settore dei servizi professionali, relativo al segmento delle attività legali, finanziarie e di servizio. Osservando la situazione è opportuno considerare l’andamento del mercato stampanti degli ultimi anni.
epson-come-ridurre-gli-sprechi-in-ufficio-6.jpgDavide di Scioscio, Business Manager Office Product di EpsonDavide di Scioscio, Business Manager Office Product di Epson, ci ha proposto una retrospettiva a partire dal 2005, periodo che ha visto una rapida crescita dei punti di stampa, all’interno delle aziende, sino al 2007. In quel periodo la tendenza era quella di creare aree specifiche per il parco stampanti, localizzando i dispositivi in specifici ambienti dell’ufficio.
Successivamente, sino al 2010, è stata osservata una fase di razionalizzazione dei parchi stampanti, volta a ottimizzare costi e modalità di stampa. La storia degli ultimi anni mette invece in evidenza la volontà di equilibrare la disponibilità di stampanti di rete per workgroup più o meno estesi, e la presenza di stampanti personali.
In questo contesto si inseriscono i dispositivi business inkjet, una realtà che esiste da molti anni e incostante crescita dal 2005, con un indice di +10,5% a livello di quota di mercato (dati per il IDC 2012). In alcuni segmenti d'azienda, dunque, si preferisce sempre più integrare modelli a getto di inchiostro ad alta velocità, per ottimizzare i costi per pagina e bilanciare il rapporto tra le stampanti disponibili e gli utenti che effettivamente ne fanno uso. 
In questo senso, per alcuni campi di impiego, le laser hanno subito una flessione di -15,7%, soprattutto in quelle aziende che dispongono di un installato relativamente basso, da una a tre stampanti. Le società con molti dipendenti prediligono solitamente un supporto laser ed è stato riscontrato un quantitativo sempre minore di unità a getto.
epson-come-ridurre-gli-sprechi-in-ufficio-8.jpgNel dettaglio la diffusione delle stampanti laser e getto.Per poter analizzare sprechi ed eventuali comportamenti errati per quanto riguarda la stampa in ufficio, la ricerca si è focalizzata, non solo sulla tipologia del parco macchine installato, ma soprattutto sulle abitudini di stampa.
Gli uffici soggetti ad analisi, stampano prevalentemente documenti personali, fogli di calcolo, documenti professionali di testo, documenti tecnici, a colori e B/NNella maggior parte degli scenari, la stampa laser domina rispetto a quella a getto, ma si è notata una marcata predilezione per i sistemi a inchiostro nel caso di documentazione testuale e tabellare, tramite software di videoscrittura e elaborazione dati. 
Nella maggior parte dei casi, i documenti non superano le 10 pagine e solo nel 18% dei casi i file stampati eccedono le 20 pagine. Proprio per questo, la velocità specifica della stampante non dovrebbe essere il vincolo di giudizio preponderante, nella scelta del modello per l’ufficio. Può contare maggiormente la capacità di gestire i task di stampa e la velocità di produzione della prima pagina, particolare solitamente a vantaggio dei modelli ink-jet. 
Secondo la ricerca, in Italia, ogni azienda stampa circa 2mila pagine/mese tramite laser e 800 con dispositivi a getto. Il dato, che di per sé può risultare poco significativo, serve per quantificare gli sprechi dell’ufficio medio. 
In base a questi valori, circa il 9% delle pagine stampate non vengono neppure raccolte, oppure vengono ristampante perché errate. Non solo, il 7% delle stampe utili ha una vita media inferiore ai 10 minuti. Proprio questo tipo di gestione delle stampe produce costi aziendali che potrebbero essere evitati e quantificabili in 299 Euro per ciascuna stampante ink-jet e 538 Euro per i modelli laser. 

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