Efficienza energetica in edilizia: ecco come dimezzare i consumi negli edifici condominiali

Oggi il convegno di Legambiente e AzzeroCo2. "Si possono attivare 3 miliardi di euro di investimenti e 120mila posti di lavoro l’anno".

Pubblicata il: 20/03/2013 12:19

Redazione ImpresaGreen

Un nuovo sistema di incentivo per la riqualificazione energetica che consenta di dimezzare i consumi negli edifici condominiali. E’ la proposta presentata da Legambiente nell’ambito del convegno Efficienza energetica in edilizia organizzato oggi a Roma dall’associazione ambientalista e da AzzeroCo2.
L’incontro è stata l’occasione per fare il punto sugli obiettivi delle direttive europee in materia di efficienza, analizzare le prospettive e i limiti degli strumenti vigenti, quindi avanzare e valutare proposte per una riqualificazione diffusa del patrimonio edilizio italiano.
Alla luce della situazione attuale, e dai risultati degli strumenti in vigore emerge, secondo Legambiente, la necessità di nuove politiche che inneschino uno scenario diffuso di riqualificazione energetica in edilizia. Con un occhio in particolare per gli edifici condominiali, dove vivono circa 24 milioni di persone in Italia e dove molto spesso i consumi energetici sono più alti della già elevata media nazionale, in particolare se costruiti dopo gli anni 50. Secondo le stime di Istat e Cresme, sono infatti oltre un milione gli edifici con più di cinque alloggi nei quali vi è una gestione condominiale. E, purtroppo per chi ci abita, le speranze di ridurre la spesa per la bolletta energetica sono pochissime, visto che gli strumenti in vigore risultano inefficaci e spesso impossibili da applicare.
Nel corso del convegno è stata presentata una ricerca realizzata dall’Istituto di ricerca Ambiente Italia “Lo scenario dell'efficienza energetica in edilizia. L'utilizzo dei Titoli di efficienza e delle ESCO per la riqualificazione dei complessi edilizi”, che ha messo in evidenza i risultati prodotti dagli incentivi per l’efficienza energetica in Italia ma anche i limiti. A partire dal 1998 attraverso le detrazioni fiscali (36-41%) sugli interventi di ristrutturazione edilizia sono stati effettuati complessivamente interventi su oltre 5,5 milioni di abitazioni, senza però alcun vincolo di tipo energetico.
Nel 2007 sono state introdotte detrazioni pari al 55% per interventi di efficienza di energetica in edilizia che hanno mosso oltre 1,6 milioni di interventi: sostituzione di infissi, caldaie, pannelli solari termici, pompe di calore. Ma occorre fare di più, perché se le detrazioni del 55% sono state senza dubbio lo strumento di maggiore successo, oltre a scadere a giugno 2013, non sono legate a risparmi reali e presuppongono redditi da detrarre, quindi comportano difficoltà per molte famiglie, in particolare in un periodo di recessione. Il sistema di incentivo legato ai Titoli di efficienza energetica (TEE) ha mosso pochissimi interventi di riqualificazione in edilizia ed è sostanzialmente fallito rispetto al ruolo delle ESCO in edilizia.
L’ultimo sistema introdotto, il conto energia termico, finanziato attraverso le bollette del gas, prevede invece incentivi per gli interventi di efficienza energetica dell’involucro per i soli edifici pubblici, ma non è basato sul risparmio ottenuto bensì sul costo dell’intervento e presenta dei limiti di attuazione legati al patto di stabilità e alle difficoltà degli enti locali di reperire risorse.
Una riduzione media del cinquanta per cento dei consumi delle abitazioni, certificata dal salto di classe energetica, è l’obiettivo posto da Legambiente con la sua proposta per la riqualificazione energetica di complessi edilizi residenziali con almeno 5 alloggi attraverso l’utilizzo dei titoli di efficienza energetica e delle ESCO.
L’idea è quella di una nuova scheda da introdurre nel sistema dei titoli di efficienza energetica (TEE), basata sui valori derivanti dalla certificazione energetica delle abitazioni prima e dopo l’intervento e che premierebbe la riqualificazione globale dell’edificio. Gli interventi di miglioramento delle prestazioni energetiche - operazioni di retrofit delle pareti e di sostituzione di materiali e impianti - saranno realizzati da Esco, in accordo con le imprese di costruzioni, che si impegnano a garantire il raggiungimento dei risultati di riduzione dei consumi energetici attraverso la certificazione energetica di tutti gli alloggi coinvolti.
Sulla base di una simulazione effettuata su edifici condominiali a Milano, Roma e Bari il rientro medio attraverso gli incentivi varia in un range del 31-36%, a cui aggiungere il vantaggio legato proprio al meccanismo delle ESCO e dunque alla possibilità di legare agli interventi dei contratti di gestione del riscaldamento condominiale, per il cofinanziamento degli interventi. Gli inquilini beneficerebbero da subito di una riduzione in bolletta e del migliore comfort estivo e invernale. E, a seconda dell’intervento e del contributo, avrebbero una riduzione delle bollette per il riscaldamento circa del 50% entro un massimo di 11 anni per una cifra che varia tra gli 800 e i 1300 euro l’anno.

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