Tra luglio e settembre rallenta la caduta del valore aggiunto agricolo

Nel trimestre, prezzi alla produzione in calo (-3,2%), credito più difficile (-13%), e occupazione stabile (-0,1%). Clima di fiducia in risalita, ma sulla ripresa del settore continua a pesare il calo dei consumi alimentari delle famiglie italiane

Pubblicata il: 13/01/2014 10:16

Redazione ImpresaGreen

Nel 2013, nonostante l’andamento climatico sfavorevole e l’impatto del prolungato ciclo recessivo dell’economia nazionale, l’agricoltura archivia un’annata in moderata flessione, soprattutto se confrontata con la dinamica negativa del settore industriale. Migliora, seppure gradualmente, la situazione sul fronte dei costi di produzione, anche se i prezzi all’origine registrano diffusi cedimenti, soprattutto nel comparto delle coltivazioni, a causa delle forti pressione dell’offerta sui mercati internazionali.
Un aspetto positivo è sicuramente legato alla dinamica occupazionale, che mostra in agricoltura un andamento decisamente migliore rispetto a quello degli altri settori. I consumi alimentari hanno chiuso i primi nove mesi del 2013 ancora con il freno tirato, cedendo nei volumi l’1,7% su base annua.
Avanzano invece a un ritmo sostenuto le esportazioni agroalimentari, con gli ultimi aggiornamenti che da gennaio a settembre indicano una crescita del 5,8%, grazie ai progressi riscontrati per tutti i principali prodotti del made in Italy.  
Sono alcuni degli spunti messi in luce da “AgrOsserva”, l’Osservatorio Ismea-Unioncamere sulla congiuntura del settore agro-alimentare.  
“L’agroalimentare è un settore strategico per il rilancio dell'economia nazionale – ha detto il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - ma va conosciuto e studiato meglio per essere sostenuto e promosso. In questi anni di crisi, grazie alla proiezione sull'estero di tante produzioni alimentari italiane di qualità, ha dato un contributo importante alla tenuta del Paese”.

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