Ri-Legno, da start up a impresa del legno simbolo dell’economia circolare

Rigenerazione di strutture e nuovi edifici di legno con materiali rinnovabili e mobili di design dagli scarti di produzione, così la giovane impresa trentina chiude il cerchio della sostenibilità e si prepara ad creare posti di lavoro in Trentino.

Pubblicata il: 18/01/2017 10:59

Redazione ImpresaGreen

Da start-up a giovane impresa modello dell'economia circolare. Questa la storia di Ri-Legno, società nata a Rovereto dall'incubatore di Progetto Manifattura, l'hub della green economy di Trentino Sviluppo, che si occupava fino a oggi di recuperare e rigenerare strutture di legno come tetti delle case, palazzetti, ponti, parchi gioco.Ora, sull'onda del successo commerciale ha deciso di allagare il business e chiudere il cerchio della materia, affacciandosi anche al settore delle nuove abitazioni di legno super efficienti, recuperando – sia dalle riqualificazioni sia dagli scarti di costruzione dei nuovi edifici – legname per fare arredamento di interni. 
«Ri-Legno è molto cresciuta e stiamo per superare il muro del milione di Euro di fatturato, dopo tre anni di attività» spiega Lavinia Sartori, co-fondatore di Ri-Legno. «Vogliamo puntare sia sulle grandi strutture sfruttando il nostro know-how sul legno sia allargare il nostro lavoro di rigenerazione di strutture in legno, una specialità che in Italia è quasi assente e che invece può aiutare a preservare un grande patrimonio, in particolare nelle aree alpine».
La svolta è venuta dall'acquisizione di un grosso centro taglio legna in Trentino, non lontano dal Lago di Garda, che garantisce 1600 mq di area manifatturiera. Un'acquisizione svolta tutelando i lavoratori della vecchia segheria e pensata per creare nuovi posti di lavoro nel settore dell'industria del legno trentina. In questo modo Ri-legno ha raggiunto lo scopo di non esternalizzare nessun lavoro e tenere le attività nella provincia.
«Oggi abbiamo finalmente un'offerta integrata. In questo modo ci dotiamo di una filiera a 360 gradi: progettazione, produzione, lavorazione, messa in opera. In questo modo diventiamo autonomi su tutto e possiamo aprirci su nuovi segmenti di business come grandi strutture e il riuso degli scarti», commenta Giulio Franceschini co-fondatore Ri-Legno.Il 2017 si apre per Ri-Legno con grandi novità. Il primo progetto per realizzare un nuovo edificio sarà a Bologna, con una palazzina di quattro piani. Si tratta di 800 mq di appartamenti, interamente in legno, con cappotto in sughero tostato portoghese, finiture di pregio e serramenti super performanti. Ci sarà poi la parte che chiude il cerchio e farà di Ri-legno un esempio italiano di vera economia circolare, con un ciclo chiuso della materia. Infatti dagli scarti di produzione del centro taglio legna e dal legname raccolto dalla rigenerazione degli edifici (vecchi tetti, strutture in disuso, parti di ponti di legno da sostituire) in futuro lo spazio verrà aperto ad designer e creativi che verranno selezionati e ospitati da Ri-Legno, in una vera e propria residenza d'artista, con lo scopo di trasformare gli scarti di lavorazione in mobili di design, come sedie, letti e armadi. In primavera si aprirà una vera e propria selezione che verrà annunciata sul sito www.ri-legno.it

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