Rifiuti, ricerca LUISS: concorrenza non fa sempre rima con tutela dell’ambiente

La ricerca si è soffermata ad analizzare i principali profili e criticità concorrenziali dell’attuale organizzazione della gestione dei rifiuti di imballaggio.

Pubblicata il: 26/01/2017 16:37

Redazione ImpresaGreen

Nella gestione dei rifiuti di imballaggio, tutela dell’ambiente e della concorrenza sono obiettivi che si intersecano, ma che non convergono necessariamente. È questo il risultato principale emerso da una ricerca, promossa da CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) e realizzata dall’Università LUISS-Guido Carli, intitolata “La gestione dei rifiuti di imballaggio in Italia: profili e criticità concorrenziali”, e presentata alla presenza di Giovanni Pitruzzella, Presidente AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), Raffaele Bifulco, Vice Capo Gabinetto Ministero dell’Ambiente e Claudio Andrea Gemme, Presidente Gruppo Tecnico Industria e Ambiente di Confindustria.
La ricerca evidenzia che vi sono casi “in cui i meccanismi concorrenziali non riescono a garantire un adeguato livello di tutela ambientale, giustificando l’adozione di misure limitative della concorrenza”.Il modello italiano, “basato sulla centralità del sistema consortile in funzione sussidiaria rispetto agli altri operatori” appare “giustificabile al fine di garantire la prestazione universale del servizio, che assicura la gestione dei rifiuti di imballaggio su tutto il territorio nazionale e per tutti i tipi di rifiuti di imballaggio”.
I requisiti di legge per la nascita dei sistemi autonomi e il raccordo tra Conai e la Pubblica Amministrazione, fanno sì che “non si creino problemi di cherry picking”, lasciando scoperte le aree geografiche o le frazioni merceologiche che non generano ritorni economici.
La ricerca evidenzia che al fine di poter utilizzare al meglio la “leva concorrenziale” per soddisfare gli obiettivi ambientali “possa essere attuato un miglior collegamento tra il livello contributivo ambientale e i costi dell’impatto ambientale delle fasi di fine vita e nuova vita degli imballaggi”.
“Abbiamo commissionato all’ateneo LUISS una ricerca sui profili e criticità concorrenziali nella gestione dei rifiuti di imballaggio per aggiungere un contributo di valore al dibattito su questo tema” ha dichiarato Roberto De Santis, Presidente di CONAI. “Noi riteniamo che, qualora si intenda procedere ad interventi di evoluzione della normativa, ciò debba avvenire in maniera organica, evitando interventi legislativi parziali che potrebbero mettere a repentaglio gli importanti risultati di riciclo conseguiti. Occorre che tutti i soggetti coinvolti si facciano carico degli oneri ambientali connessi alla loro attività e siano chiamati ad obblighi di compliance e di trasparenza”.
“L’introduzione di ulteriori misure di concorrenza all’interno di un mercato come quello della gestione dei rifiuti di imballaggio deve necessariamente tenere conto di alcune peculiarità tipiche del contesto, come l’interesse pubblico delle Amministrazioni a non lasciare frazioni di rifiuti non raccolte per strada” ha commentato Michele Grillo, Professore Ordinario di Economia Politica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e già componente del Collegio dell’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato. “Per questo, una eventuale riforma del mercato dovrà assicurare il fine ultimo ambientale e il raggiungimento degli obiettivi di legge, garantendo allo stesso tempo la trasparenza dei flussi gestiti e adeguati meccanismi di controllo”.   
“Le esperienze internazionali mostrano che, nel settore dei rifiuti, più concorrenza non equivale a costi più bassi e a maggiore tutela dell’ambiente” ha aggiunto Gustavo Olivieri, Professore Ordinario di Diritto Commerciale dell’Università LUISS-Guido Carli. “A partire dal modello duale tedesco, più costoso e che causa distorsioni della concorrenza per via di una maggiore elusione contributiva, fino alla liberalizzazione della gestione dei rifiuti su superficie pubblica in Irlanda e Svezia, che ha portato ad una selezione delle utenze e delle aree da fornire in base alla loro profittabilità”.

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