EBS: la Sen penalizza ancora gli impianti a biomasse solide

Tonon, presidente di EBS (Associazione Energia da Biomasse Solide): "Incentivi confermati e zero contributi per lo sviluppo di nuovi impianti, ecco come uccidere un settore in crescita".

Pubblicata il: 07/12/2017 15:22

Redazione ImpresaGreen.it

"L'impegno del Governo sulla Strategia Energetica Nazionale (SEN) pone degli obiettivi ambiziosi condivisi dall'Associazione Energia da Biomasse Solide (EBS). Tuttavia ribadiamo che la posizione della SEN - riguardo agli impianti a biomasse solide - preoccupa il nostro settore. Nonostante il presidente del Consiglio abbia ricordato l'impegno profuso dal Governo e posto l'accento sugli obiettivi in termini di competitività, sicurezza e sostenibilità, l'attuale strategia si limita a confermare l'impegno al mantenimento della quota di produzione dagli impianti già esistenti ma non prevede sostegni da parte dello Stato finalizzati alla realizzazione di nuovi impianti." 
Con queste parole Simone Tonon, presidente dell'Associazione EBS (Associazione Energia da Biomasse Solide), commenta l'intervento del presidente Paolo Gentiloni al convegno organizzato da Enel "L'Italia e le energie rinnovabili", tenutosi lo scorso 5 dicembre.
EBS - che raggruppa più della metà degli operatori del settore, con una potenza complessiva installata di oltre 300 MW e un impiego di quasi 3 milioni di tonnellate annue di biomassa solida - continua a sostenere la necessità di rendere ancora più centrale la posizione delle biomasse e delle agro-energie nella SEN
"Queste fonti rinnovabili hanno delle caratteristiche uniche che non possono essere ignorate, soprattutto guardando al contributo sotto il profilo socio-economico, ambientale, di gestione del territorio e di integrazione sinergica con il mondo agricolo e forestale" aggiunge Tonon. "I dati sui quali si è soffermato il presidente Gentiloni, in particolare su un aumento dell'8% della capacità dei nostri impianti rispetto allo scorso anno, dovrebbero incentivare il Governo a incrementare gli investimenti sugli impianti già presenti in Italia e a finanziarne di nuovi, anche considerando il contributo fornito alla sicurezza e al bilanciamento del sistema elettrico dagli impianti a biomasse, caratterizzati da produzioni certe, costanti e continuative."
Inoltre, l'Associazione sottolinea i punti di forza del proprio operato grazia al quale è stato possibile mitigare i costi e i danni ambientali in relazione ai rischi naturali. Per questo, secondo EBS, un'apertura della SEN a questo settore - con una visione di lungo periodo - contribuirebbe a riaccendere la fiducia degli investitori verso una tecnologia, come appunto la produzione di energia da biomasse solide, già in passato oggetto di provvedimenti incoerenti.

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