impresagreen.it http://www.impresagreen.it Notizie da ImpresaGreen.it Tue, 26 Aug 2014 10:29:00 +0000 it hourly 1 http://www.mrwebbit.com Banche: imprese più competitive con sviluppo sostenibile http://www.impresagreen.it/news/7185/banche-imprese-piu-competitive-con-sviluppo-sostenibile.html.html Tue, 26 Aug 2014 10:29:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7185/banche-imprese-piu-competitive-con-sviluppo-sostenibile.html  Finanziamenti ‘verdi’ dal 90% del settore. Nelle strategie delle banche anche la riduzione del proprio impatto ambientale .

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Banche sempre più impegnate a sostenere soluzioni ecosostenibili e per la riduzione dell’impatto ambientale di imprese e famiglie. Secondo la rilevazione di ABI ESG Benchmark 2013, sulle politiche ambientali, sociali e di governance del settore bancario, la maggior parte delle banche operanti in Italia hanno costituito in questi anni specifiche strutture e servizi dedicati alla promozione di strategie e prodotti con finalità ambientale e sociale come ad esempio il finanziamento delle energie rinnovabili e per l’incremento dell’efficienza energetica.
Lo studio è stato condotto su un campione rappresentativo del 70% del totale attivo di sistema, pari a circa il 60% degli sportelli sul territorio. L’indagine rileva le azioni delle banche a sostegno dello sviluppo sostenibile come contributo all’espansione della green economy nel Paese, e la crescente e condivisa consapevolezza che la sostenibilità è fondamentale per essere una impresa competitiva.

Prodotti ‘verdi’
Secondo la recente rilevazione condotta da ABI, banche che rappresentano oltre il 90% del totale attivo del campione offrono prodotti finanziari e servizi ‘verdi’ tarati sulle specifiche esigenze di famiglie, imprese ed enti pubblici. In particolare, per quanto riguarda la clientela corporate, offrono finanziamenti per favorire l’approvvigionamento da fonti energetiche e l’efficienza energetica (il 94% del campione), servizi per lo scambio di permessi negoziabili di emissione di gas serra (66%), strumenti di finanziamento per specifiche categorie di imprese attive sul fronte della ecosostenibilità (50%).
Sul fronte della clientela al dettaglio: prestiti a tassi agevolati per favorire la riduzione di CO2 (90%), investimenti a supporto di finanziamenti ‘verdi’ per privati, imprese, enti (78%); servizi di consulenza (68%). Infine, nell’attività di gestione del risparmio, l’85% del campione offre alla clientela fondi di investimento sostenibili.

Gestione ambientale
Da parte delle imprese bancarie, attenzione all’ottimizzazione energetica anche sul fronte interno, tramite l’adozione di soluzioni di governance utili per una migliore gestione dei propri consumi di energia elettrica sia in termini di ottimizzazione dei processi, sia riguardo agli investimenti.
Secondo infatti l’ultima indagine condotta dall’Osservatorio ‘Banche e Green Economy’ – coordinato da ABI e ABI Lab – il 75% del campione ha fissato obiettivi in ambito energetico-ambientale, tra i quali la riduzione dei consumi di energia e delle emissioni in atmosfera. Mediante la rilevazione è stato inoltre possibile registrare 253 interventi, realizzati dal 2008 al 2013 che hanno generato un risparmio annuo di energia elettrica di circa 39 milioni di kWh e di gas di circa 200.000 metri cubi.

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Crotone: contributi per check up energetici http://www.impresagreen.it/news/7184/crotone-contributi-per-check-up-energetici.html.html Tue, 26 Aug 2014 10:07:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7184/crotone-contributi-per-check-up-energetici.html  La domanda di concessione del contributo deve essere presentata alla Camera di Commercio di Crotone entro e non oltre il 30 settembre 2014.

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La Camera di Commercio di Crotone rende noto che nell’ambito dei progetti ammessi a valere sul Fondo Perequativo- Accordo di Programma MISE-Unioncamere 2012 è stato pubblicato un bando per sostenere ed incentivare interventi tesi al risparmio ed all’efficienza energetica.
Il bando intende finanziare, tramite la concessione di voucher dell’importo massimo di € 3.000,00 ad impresa, la diffusione sul territorio provinciale di check-up energetici relativi agli edifici ed ai processi produttivi delle imprese, da effettuare secondo le linee guida definite nell’Allegato 1) del bando.
Possono beneficiare dell’intervento camerale tutte le imprese che, al momento della presentazione della domanda di contributo, risultino: a) iscritte al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Crotone b) aventi la sede o unità locale oggetto dell’investimento nella Provincia di Crotone c) attive ed in regola con la denuncia di inizio attività al Rea della Camera di Commercio di Crotone (per le nuove imprese questi requisiti saranno verificati al momento della liquidazione del contributo); d) in regola con il pagamento del diritto annuale; e) non soggette ad amministrazione controllata, ad amministrazione straordinaria senza continuazione dell’esercizio, a concordato preventivo, a fallimento o liquidazione.
La domanda di concessione del contributo deve essere presentata alla Camera di Commercio di Crotone entro e non oltre il 30 settembre 2014 esclusivamente per via telematica, con sottoscrizione digitale e da casella di posta elettronica certificata, al seguente indirizzo di posta elettronica certificata della Camera di Commercio: protocollo@kr.legalmail.camcom.it.
Bando completo e relativi allegati sono disponibili sul sito web della Camera di Commercio di Crotone www.kr.camcom.it.

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Schneider Electric e HP insieme per ottimizzare l'efficienza del Data Center http://www.impresagreen.it/news/7183/schneider-electric-e-hp-insieme-per-ottimizzare-l-efficienza-del-data-center.html.html Fri, 22 Aug 2014 11:12:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7183/schneider-electric-e-hp-insieme-per-ottimizzare-l-efficienza-del-data-center.html  Schneider Electric integra la propria soluzione DCIM, StruxureWare for Data Center, con la soluzione di gestione IT (ITSM) di HP per la gestione integrata di IT e facility.

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Schneider Electric ha annunciato il completamento dell'integrazione della propria soluzione di DCIM (Data Center Infrastructure Management), StruxureWare for Data Center, con Universal Configuration Management Database (UCMDB) di HP. Si tratta di un’integrazione che, grazie a un livello più approfondito di comunicazione tra le piattaforme di gestione dei servizi IT (ITSM) e DCIM, consente ai responsabili data center una gestione più coerente delle risorse incluse all’interno dei data center stessi.
 "Oggi i responsabili dei data center si trovano a dover gestire l'IT e le facility con una serie di strumenti  “a silos”, che non comunicano fra loro e che ostacolano il percorso verso la semplificazione delle operazioni, l’efficienza e la riduzione dei costi", afferma Soeren Jensen, Vice President, Enterprise Management e Software, Schneider Electric.
"Con questa collaborazione con HP vogliamo offrire un approccio olistico alla gestione degli asset e dei processi di business oltre che dei carichi di lavoro IT, colmando il divario tra IT e facilities e dare ai fornitori di servizi IT la visibilità sui dati e la comprensione di cui hanno bisogno per gestire la propria infrastruttura a un livello ottimale."
Il più delle volte, infatti, le piattaforme DCIM e i software di gestione IT (ITSM) operano in modo isolato, con i responsabili dei data center che utilizzano e risorse team differenti per gestire il cambiamento all'interno e tra ogni dominio, aumentando la possibilità di conflitti di risorse che possono essere lunghi e costosi.
L'integrazione della suite StruxureWare for Data Center di Schneider Electric con UCMDB di HP abilita la comunicazione di dati e le attività di riconciliazione tra le piattaforme DCIM e ITSM. Questo consente ai responsabili dei Data Center di gestire i servizi IT e l’infrastruttura fisica del Data Center in modo olistico e integrato.
L'accesso a HP "Single Instance of Truth", offre inoltre una maggiore visibilità delle prestazioni e del ciclo di vita degli asset - sulla base di garanzia, leasing o altri parametri di proprietà - su tutte le piattaforme di gestione IT di HP, mentre la funzionalità inter-piattaforma di segnalazione delle modifiche degli eventi e degli asset può anche avvisare gli operatori di Data Center relativamente a potenziali conflitti di asset, come in caso di limitazioni nell’utilizzo dell'infrastruttura o di violazioni delle policy di servizio.
Una volta integrate, il livello di dettaglio di questo tipo di visibilità sulle performance degli asset fornisce agli operatori una migliore comprensione degli scenari di impatto a livello di infrastruttura,  di macchine virtuali, e di utenti dei servizi. Inoltre, il collegamento dei servizi e dei processi IT agli asset fisici, oltre che ai requisiti di alimentazione e raffreddamento, consente agli operatori di Data Center di avere una visione diretta e realistica sul consumo energetico dell’IT. Questo si traduce nella capacità di misurare il carico di lavoro espresso in watt, che consente ai responsabili dei Data Center di comprendere il vero costo totale dei servizi forniti all'utente finale. 
"L’utilizzo non integrato di piattaforme DCIM e ITSM indipendenti le une dalle altre non solo è costoso e richiede tempo, ma può rendere difficile per gli operatori di Data Center gestire l’ IT e le funzioni degli impianti in modo regolare ed efficiente”, commenta Rick Einhorn, VP, Worldwide Data Center Consulting di HP. "Universal Configuration Management Database di HP aiuterà i clienti a capitalizzare la soluzione DCIM di Schneider Electric, StruxureWare for Data Centers, consentendo una maggiore comunicazione con il software di gestione IT (ITSM) per una gestione olistica e integrata delle risorse dei Data Center." 
La suite software DCIM end-to-end di Schneider Electric permette di monitorare, gestire, analizzare e ottimizzare alimentazione, raffreddamento, sicurezza ed energia all’interno dei Data Center.
Testata per l'interoperabilità e l'integrazione tramite il Enterprise Management Alliances Program (EMAP) di HP, l'integrazione con UCMDB di HP è già disponibile in StruxureWare Data Center Operation v7.4.
Ulteriori informazioni son disponibili al seguente indirizzo: http://www.apc.com/struxureware

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Enel pubblica il bilancio di sostenibilità 2013 http://www.impresagreen.it/news/7182/enel-pubblica-il-bilancio-di-sostenibilita-2013.html.html Fri, 22 Aug 2014 10:43:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7182/enel-pubblica-il-bilancio-di-sostenibilita-2013.html  Il Bilancio di sostenibilità 2013 di Enel si conferma inoltre “GC Advanced“ secondo lo standard di ”Communication on Progress“ del Global Compact delle Nazioni Unite.

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Il Bilancio di Sostenibilità 2013 di Enel ha ottenuto il massimo livello di A+ del Global Reporting Initiative (GRI). Il riconoscimento premia per l’ottavo anno consecutivo l’impegno di Enel per una rendicontazione trasparente e accurata della responsabilità d’impresa conforme alle linee guida del GRI. Inoltre, il Bilancio di Sostenibilità 2013 di Enel si è basato sulla ”analisi di materialità”, anticipando i trend più evoluti della rendicontazione di Sostenibilità, che permette di valutare quanto il posizionamento strategico dell’azienda sia allineato con le aspettative degli stakeholder rispetto ai temi della sostenibilità.  
Inoltre, il Bilancio di Sostenibilità di Enel rispetta l’impegno di informare sui progressi annuali ottenuti nell’ambito dei diritti umani, delle pratiche di lavoro, dell’ambiente e dell’anticorruzione. Per questo Enel ha dichiarato che la “Communication on Progress” è andata oltre i criteri di trasparenza e completezza a livello “GC Advanced” del Global Compact delle Nazioni Unite.  
“La sostenibilità è diventato un driver strategico in una prospettiva di creazione del valore”, ha sottolineato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel, Francesco Starace. “Il Bilancio di sostenibilità ha un ruolo cruciale, dato che misura la responsabilità sociale dell’azienda dal punto di vista economico, etico, sociale e ambientale”.  
Giunto al suo undicesimo anno di vita, il Bilancio di Sostenibilità riporta i principali eventi legati alla strategia del Gruppo in questo campo come ad esempio il Programma “ENabling ELectricity”, attraverso il quale Enel contribuisce al progetto decennale delle Nazioni Unite “Sustainable Energy for All” (2014-2024). Nell’ambito di questo programma nel 2013 sono stati realizzati più di 30 progetti in 20 Paesi di cui hanno beneficiato più di 2 milioni di persone.  
L’impegno profuso per il raggiungimento dei più alti standard di sostenibilità è riconosciuto dall’interesse dei Fondi di investimento etici che, nonostante la difficile situazione economica, è continuato a crescere. Al 31 dicembre del 2013 l’azionariato di Enel comprende 117 Investitori etici (rispetto ai 108 del 2012), che rappresentano il 15,6% degli investitori istituzionali (rispetto al 14,6% del 2012).  
L’impegno di Enel per la sostenibilità si ritrova nella strategia di medio/lungo periodo per la lotta al cambiamento climatico, con oltre il 46% del totale della produzione del Gruppo a “zero emissioni”.  
Per migliorare il monitoraggio delle performance sulla sostenibilità Enel ha preso parte all’innovativo Programma GRI G4 a cui hanno aderito le aziende leader a livello globale nell’ambito della reportistica. Il GRI è il più avanzato standard economico, ambientale e sociale adottato dalle principali compagnie su scala internazionale. Enel, oltre a inserire indicatori di settore EUSS (Electric Utilities Sector Supplement) che consentono di cogliere le particolarità del business Elettrico, rendiconta le performance ESG secondo la versione G3.1.  
Il Bilancio di Sostenibilità 2013 di Enel è disponibile sul sito Enel all'indirizzo: http://www.enel.com/en-GB/doc/report2013/enel_sustainability_report_2013.pdf

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Campobasso: incentivi per l'efficientamento energetico http://www.impresagreen.it/news/7181/campobasso-incentivi-per-l-efficientamento-energetico.html.html Wed, 06 Aug 2014 10:47:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7181/campobasso-incentivi-per-l-efficientamento-energetico.html  L’ammontare del contributo è del 50% delle spese ammissibili esclusa Iva e ritenute per un massimo di € 1.500,00 ad impresa.

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Scade il 20 agosto 2014 il termine ultimo per presentare la domanda di partecipazione all’Avviso promosso dalla Camera di Commercio di Campobasso: l’obiettivo  è quello di  supportare le PMI della provincia di Campobasso, tramite la concessione di voucher, promuovendo l’attivazione di interventi di efficientamento energetico partendo dalle diagnosi energetiche.
Nello specifico, l’intervento consisterà nell’erogazione di incentivi  a fondo perduto per le spese  finalizzate alla realizzazione di diagnosi energetiche per la rilevazione dei consumi d’energia degli involucri edilizi e delle attività economiche in esse esercitate, al fine di evidenziare le criticità attuali e i possibili ambiti di intervento per migliorare l’efficienza energetica di strutture e impianti ubicati nella provincia di Campobasso.
L’ammontare del contributo è del 50% delle spese ammissibili esclusa Iva e ritenute per un massimo di € 1.500,00 ad impresa.
La domanda, da redigere su apposito modulo e corredata dalla necessaria documentazione, dovrà essere inviata, SU UNICO FILE, dalla propria casella di Posta Elettronica Certificata alla casella di Posta Elettronica Certificata dell’Entecciaa@cb.legalmail.camcom.it evidenziando nell’oggetto dell’e-mail la seguente dicitura  “concessione di incentivi finalizzati  al miglioramento energetico”.
E’ esclusa qualsiasi altra modalità di invio, pena l’inammissibilità della domanda.

La modulistica e il Regolamento sono presenti sul sito www.cb.camcom.gov.it.

Le domande saranno esaminate secondo l’ordine cronologico stabilito sulla base dell’orario risultante dalle ricevute di accettazione dei messaggi nel sistema di Posta Elettronica Certificata dell’Ente.
Le imprese interessate ad presentare la propria domanda dovranno allegare, inoltre tre preventivi di spesa riguardanti le diagnosi energetiche rilasciati da consulenti presenti nell’apposito elenco di esperti (presente sul sitowww.cb.camcom.gov.it) messo a diposizione dall’Ente camerale, o, in alternativa, tre preventivi di spesa riguardanti le diagnosi energetiche necessariamente accompagnati dal curriculum vitae del consulente che li ha formulati, dal quale risulti il possesso dei seguenti requisiti:
- A) Diploma di Laurea v.o./specialistica in discipline tecnico-scientifiche (es. Ingegneria, Architettura etc.) ed esperienza professionale almeno triennale in progetti e/o iniziative nel campo energetico e della sostenibilità ambientale;
oppure
- B) Diploma di Scuola Media Superiore in discipline tecnico/scientifiche (es. geometra, perito industriale etc.) ed esperienza professionale almeno quinquennale in progetti e/o iniziative nel campo energetico e della sostenibilità ambientale.Per ulteriori informazioni 
Contattare l’Ufficio “Promozione e Sviluppo del Territorio” al numero 08744711

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Conergy in Bosnia per una pipeline di impianti per oltre 1,2 mw http://www.impresagreen.it/news/7179/conergy-in-bosnia-per-una-pipeline-di-impianti-per-oltre-1-2-mw.html.html Fri, 01 Aug 2014 10:01:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7179/conergy-in-bosnia-per-una-pipeline-di-impianti-per-oltre-1-2-mw.html  Dopo un impianto da 110,25 kWp realizzato nel 2013, Conergy prende parte ad altri due progetti da 250 kWp e 240 kWp.

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A fine 2013 Conergy ha partecipato alla sua prima commessa in Bosnia avviando così un progetto di pipeline nel Paese che a fine novembre arriverà a completare 3 impianti realizzati per un totale di oltre 1,2 MW.
Il primo impianto nella Repubblica di Bosnia è stato realizzato e allacciato a fine 2013 dall’installatore e Partner Conergy locale. L’impianto da 110,25 kWp è situato in una raffineria di petrolio nella cittadina di Modriča Bitt. Nell’occasione Conergy ha fornito 450 moduli Conergy PowerPlus 245 P posati su una superficie di circa 720 m2. La produzione di energia annua prevista è di circa 1121 kWh/kmp ed è in grado di alimentare 57 abitazioni e di evitare l’emissione di 110 mila tonnellate di CO2 all’anno.  
Conergy ha siglato inoltre due accordi per la realizzazione di impianti su tetti commerciali che saranno completati dal Partner Conergy locale entro la fine di novembre. Il primo è di 250 Kw, il secondo 240 kWp per un totale di 1,2 mW e anche in questi progetti Conergy fornirà i moduli Conergy PowerPlus monocristallini che garantiscono alti rendimenti del sistema fotovoltaico e un funzionamento affidabile a lungo termine, in qualsiasi condizione climatica. Moduli che sono prodotti con i più alti standard qualitativi e grazie alla tolleranza di potenza solo positiva e alle eccellenti prestazioni con basso irraggiamento, l’impianto è in grado di produrre una quantità maggiore di energia nel corso della sua vita utile.  
Oltre alla fornitura di moduli Conergy PowerPlus, i tre impianti accedono tutti al sistema FIT (Feed-in-Tariff) di incentivi statali.

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Legambiente: sbloccare l’eolico off-shore e fermare la corsa al petrolio http://www.impresagreen.it/news/7178/legambiente-sbloccare-l-eolico-off-shore-e-fermare-la-corsa-al-petrolio.html.html Thu, 31 Jul 2014 09:28:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7178/legambiente-sbloccare-l-eolico-off-shore-e-fermare-la-corsa-al-petrolio.html  Legambiente: “È arrivato il momento che il Governo sblocchi la situazione dei troppi progetti di eolico off shore fermi in Italia. Inaccettabile che si accolgono a braccia aperte progetti di nuove estrazioni petrolifere e si fermino quelli da fonti rinnovabili”.

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"Nessun impianto eolico off-shore, malgrado a largo delle coste italiane siano stati presentati in questi anni 15 progetti di impianti eolici, nel più totale disinteresse di Governo e Confindustria. Eppure da Termoli a Brindisi, da Manfredonia a Gela, negli stessi ambiti dove gli impianti eolici off-shore si trovano di fronte a barriere insormontabili, potrebbero invece aprirsi nei prossimi mesi cantieri per nuove piattaforme petrolifere. Una scelta miope, che va contro gli interessi dell’ambiente, del clima, del Paese e dei suoi cittadini. Le stesse Regioni e Soprintendenze, solerti nel fermare l’eolico a largo delle coste, continuano invece a chiudere entrambi gli occhi di fronte alle proposte di villette, villaggi turistici, palazzi e porticcioli. Al solito in Europa la situazione è ben diversa: crescono le installazioni di impianti eolici off-shore - oltre 5.000MW complessivi, con 58mila posti di lavoro creati -, e una prospettiva di arrivare a 40 GW al 2020 capaci di soddisfare almeno il 4% della domanda elettrica europea, anche per i continui miglioramenti tecnologici e di produzione. In Italia le potenzialità dell’eolico off shore sono significative in alcuni tratti di mare e potrebbero soddisfare i fabbisogni elettrici di 1,9 milioni di famiglie. Da Per questi motivi Legambiente chiede al Governo di scegliere una strada realmente innovativa, come avrebbe detto qualcuno, che #cambiaverso alle politiche per il Mediterraneo e l’energia. Una strada che premi l’innovazione e la tutela ambientale, puntando sullo sviluppo dell’eolico off-shore attraverso progetti integrati nel paesaggio".
È l’appello che arriva da Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente a difesa dei mari e delle coste italiane, in navigazione  a ridosso del Gargano, nel presentare il dossier “Trivelle SI, Eolico off-shore NO. Da Taranto a Termoli, da Gela a Manfredonia tutte le barriere all’eolico in mare e il via libera alle trivelle”.
“Senza ipocrisie è arrivato il momento che Renzi e i suoi Ministri si esprimano sull’eolico off-shore – dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente - Il premier dovrebbe dare il via libera al decreto Sblocca-Italia proprio in questi giorni e gli abbiamo in più occasioni segnalato cosa davvero serve al Paese per aprire nuove e significative prospettive di sviluppo. A partire proprio dalle rinnovabili, il cui contributo nel 2013 in Italia è stato pari al 33% dei consumi complessivi, attraverso un mix di fonti diverse e un sistema sempre più distribuito. Continuare in questa crescita è possibile e nell’interesse dell’Italia e dell’ambiente, per fermare i cambiamenti climatici. L’eolico off-shore può contribuire in questo mix di produzione pulita. Purtroppo, invece, nelle scelte fino ad oggi di Governo si sta scegliendo una strada completamente diversa, quella del via libera al petrolio e tasse e barriere contro le fonti rinnovabili, come purtroppo è avvenuto con il fotovoltaico con il Decreto Spalma-incentivi. Eppure le stesse stime del ministero dello Sviluppo economico calcolano che le riserve di petrolio presenti nei fondali marini italiani coprirebbero il fabbisogno nazionale per sole 7 settimane. I vantaggi per le compagnie petrolifere sono più che evidenti, visto che in Italia trovano una sorta di Eldorado con royalties bassissime, ma quali sono quelli per il nostro Paese e quali i rischi ambientali per l’intero Mediterraneo? Noi proponiamo un’idea diversa: fare del Mediterraneo un  laboratorio di innovazione energetica pulita, accessibile e distribuita”.
"L’ipocrisia delle politiche energetiche italiane sta nel fatto che in teoria l’Italia, obbligata dalle direttive Europee, nel Piano di azione nazionale sulla promozione delle fonti rinnovabili prevedeva per gli impianti eolici off-shore un obiettivo crescente dai 100 MW che si sarebbero dovuti installare nel 2013 fino ad arrivare a 680 MW nel 2020. Nel 2012, con la revisione degli incentivi alle fonti rinnovabili (DM 6 luglio 2012), per gli impianti off-shore eolici erano stati previsti 650 MW da assegnare tramite aste. In teoria. Perché nella pratica nessun impianto eolico off-shore è in funzione o in cantiere, addirittura le aste sono andate deserte.
Per tutti i progetti di impianti eolici off-shore presentati in Italia sono sorti problemi nelle autorizzazioni
 - malgrado alcuni procedimenti si siano conclusi con pareri di VIA positivi - con ricorsi amministrativi, contrapposizioni tra Ministeri, Soprintendenza, Regioni, Enti Locali. La ragione è semplice da spiegare: per gli impianti eolici off-shore non esistono riferimenti normativi che definiscano in maniera adeguata le regole per le autorizzazioni o per confronto con il territorio, e neanche sono in vigore le linee guida per le valutazioni che ad esempio valgono per i progetti presentati sul territorio italiano. Eppure per lo stesso Renzi, come per il Ministro dello Sviluppo economico Guidi, semplicemente l’eolico off-shore non esiste, tanto che non hanno neanche risposto a una lettera inviata dalle imprese che hanno i progetti bloccati. Per altri impianti, in una situazione del genere, Confindustria avrebbe fatto sentire alte le proprie grida.L’assenza di regole chiare è tale per cui una soprintendenza può bloccare un progetto eolico off-shore anche se posizionato a diversi chilometri dalla costa o di fronte a un impianto siderurgico. Per motivi estetici e senza che vi siano riferimenti da seguire di alcun tipo nell’analisi dei progetti.  
Spesso poi è quantomeno discutibile la posizioni di molte Regioni che sull’eolico off-shore riscoprono improvvisamente una vena ambientalista. Esemplare, ad esempio, la posizione del Presidente della Regione Sicilia Crocetta, schierato in prima linea contro un impianto eolico in mare a Gela e disponibile a contrattare con Eni e altri perforazioni a terra e nei mari siciliani" afferma Legambiente.
“Chiediamo al Governo italiano, semplicemente, di copiare quanto fatto negli altri Paesi europei dove  la gestione dei progetti avviene in maniera molto diversa e trasparente – conclude Zanchini -. Renzi potrebbe fare come in Spagna, dove sono state individuate le aree da tutelare per ragioni ambientali o di rotte commerciali e dove non è consentito presentare progetti, in modo da escludere proposte ed evitare polemiche come avvenuto in questi anni da noi per progetti, come in Sardegna, presentati in aree di straordinaria qualità ambientale, paesaggistica e vocazione turistica. Oppure di fare come in Francia dove il Governo, attraverso il confronto con gli Enti Locali, ha individuato le aree dove è possibile presentare impianti eolici e ha messo a gara la realizzazione”.

Il dossier completo è scaricabile al seguente link: www.legambiente.it/contenuti/dossier/trivelle-si-eolico-shore-no

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Schneider Electric fornisce a Baidu le soluzioni per Data Center prefabbricati http://www.impresagreen.it/news/7177/schneider-electric-fornisce-a-baidu-le-soluzioni-per-data-center-prefabbricati.html.html Wed, 30 Jul 2014 10:06:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7177/schneider-electric-fornisce-a-baidu-le-soluzioni-per-data-center-prefabbricati.html  Questo nuovo contratto è il più recente ampliamento di una partnership in espansione, che lega Baidu e Schneider Electric; l’azienda ha già fornito a Baidu rack e UPS per il sito di Yangquan e rack su misura per il progetto “Scorpio Plan”.

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Schneider Electric ha annunciato che il motore di ricerca cinese Baidu ha scelto le sue soluzioni per Data Center prefabbricati per costruire un nuovo Data Center containerizzato.
Per Baidu si tratta del primo progetto di realizzazione di un Data Center containerizzato: sarà una soluzione, sostenibile dal punto di vista ambientale, che potrà essere implementata velocemente, consentendo di offrire con poco sforzo le grandi capacità operative richieste nell’era del cloud computing e dei big data. Si tratta di un progetto pioneristico che, oltre a rispondere alle esigenze di Baidu e del suo business in rapida espansione, è destinato a diventare un punto di riferimento per il futuro della costruzione di Data Center nel mercato cinese.
Baidu è il più grande motore di ricerca cinese, e il più grande sito web cinese al mondo; ogni giorno le sue infrastrutture processano miliardi di richieste di ricerca e analisi immesse da utenti del web di tutto il mondo.
Il Data Center M1 di Baidu, che avrà il compito di gestire questa immensa quantità di dati, sarà il Data Center di produzione principale dell’azienda e rappresenterà un ulteriore passo avanti nella sua strategia green.
Rispettando esattamente le specifiche richieste da Baidu, Schneider Electric ha progettato e prodotto due moduli prefabbricati del Data Center M1, dotati di soluzioni che esaltano performance e risparmi energetici quali le soluzioni di condizionamento ad aria In-Row e il software DCIM (Data Center Infrastructure Management) integrato; includendo anche rack, UPS, sistemi di gestione del cablaggio, sistemi anti incendio, sistemi per la sicurezza e per il controllo degli accessi.
Ogni unità è fornita al cliente come soluzione completa, con l’infrastruttura IT preinstallata nei moduli e pronta per essere messa rapidamente in attività. I moduli sono costruiti con pareti isolanti resistenti a qualsiasi condizione atmosferica; sono altamente sicuri e adatti ad essere utilizzati in qualsiasi tipo di ambiente.


 I Data Center prefabbricati di Schneider Electric consentono efficienza nella gestione dell’energia e nell’uso dello spazio senza sacrificare funzionalità e prestazioni. Inoltre, questo tipo di Data Center è pronto ad adattarsi a nuove esigenze, in quanto è possibile reinstallarlo, espanderlo, destinarlo a nuovi compiti con rapidità e flessibilità.

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Siemens: in America raggiunti i 10 GW di capacità eolica installata http://www.impresagreen.it/news/7176/siemens-in-america-raggiunti-i-10-gw-di-capacita-eolica-installata.html.html Tue, 29 Jul 2014 10:42:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7176/siemens-in-america-raggiunti-i-10-gw-di-capacita-eolica-installata.html  Le turbine eoliche Siemens hanno la capacità di fornire energia a circa 3 milioni di famiglie americane.

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Siemens Energy ha raggiunto il significativo traguardo di 10 gigawatt (GW) di capacità eolica installata in America.
Siemens ha installato più di 5.600 turbine eoliche in Canada, negli Stati Uniti e in Sud America, tra cui Perù, Cile e Brasile. Questa capacità è sufficiente per fornire energia pulita e rinnovabile a circa tre milioni di famiglie – pari a una città più grande di New York City. 
Siemens ha raggiunto il traguardo dei 10 GW, con la messa in servizio della 38esima turbina eolica per il progetto South Kent in Ontario, Canada, alcuni settimane fa. Con una capacità di 270 megawatt, South Kent è uno dei più grandi progetti eolici in Canada. 
"I mercati eolici in America sono stati il nostro motore di crescita più importante negli ultimi anni," afferma Jan Kjaersgaard, CEO Onshore di Siemens Wind Power. "Gli Stati Uniti, il Canada e l'America Latina hanno rappresentato fino al 50% dell’installazione annuale nel corso degli ultimi 10 anni. Questo ci ha permesso di investire in modo significativo in America proprio per servire, nei migliori dei modi, questi mercati eolici". 
Il business eolico di Siemens è cresciuto significativamente da quando la società ha aperto una sede Americana della Divisione Wind Power in Orlando, Florida, nel 2005.
Nel 2006, l’azienda ha iniziato la produzione di pale eoliche presso l'impianto Siemens Blade Facility a Fort Madison, in Iowa. Il Gruppo ha quindi aperto un impianto di assemblaggio navicelle a Hutchinson, Kansas, nel 2010, seguito da un altro sito produttivo di pale a Tillsonburg, Ontario, Canada, nel 2011. Inoltre, Siemens ha investito nel Service Wind Power in diverse località della regione, tra cui le due sedi Americane e il nuovo e all’avanguardia centro di formazione nel settore dell’energia eolica, a Orlando, Florida, oltre a centri di assistenza a Houston, Texas; Goldendale, Washington; Woodward, Oklahoma; e Chatham, Ontario, Canada.

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EGP inizia la costruzione del suo primo impianto eolico in Uruguay http://www.impresagreen.it/news/7175/egp-inizia-la-costruzione-del-suo-primo-impianto-eolico-in-uruguay.html.html Tue, 29 Jul 2014 09:26:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7175/egp-inizia-la-costruzione-del-suo-primo-impianto-eolico-in-uruguay.html  Per la realizzazione del nuovo parco eolico è previsto un investimento di circa 98 milioni di dollari.

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Enel Green Power ha dato il via alla costruzione del suo primo parco eolico in Uruguay, Melowind, situato nella zona di Cerro Largo, a circa 320 chilometri dalla capitale, Montevideo.  
Con 50 MW di capacità installata, il parco eolico, una volta completato, sarà in grado di produrre più di 200 milioni di chilowattora all'anno, evitando l'emissione in atmosfera di oltre 62 mila tonnellate di CO2. Melowind sarà caratterizzato da un "load factor" di oltre il 47%, equivalente a più di 4.100 ore di produzione all'anno.  
Per la realizzazione del nuovo parco eolico è previsto un investimento di circa 98 milioni di dollari.  
L'elettricità prodotta dal nuovo impianto sarà venduta a UTE (Administración Nacional de Usinas y Trasmisiones Eléctricas), la società statale per la trasmissione, distribuzione e vendita dell'energia elettrica in Uruguay, grazie a un "Power Purchase Agreement" della durata di venti anni, già firmato.  
L’avvio dei lavori per l’impianto di Melowind, unitamente all’apertura della sede di EGP nel Paese, segna il nostro ingresso nel promettente mercato dell’Uruguay, un paese connotato da abbondanza di risorse naturali, in rapida crescita economica e demografica e con un quadro normativo stabile - ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Enel Green Power, Francesco Venturini – "Tali caratteristiche costituiscono le coordinate della nostra strategia di crescita che, basandosi sulla diversificazione tecnologica e geografica, prevede ogni anno l’ingresso in uno o due nuovi, promettenti, mercati.”  
L'Uruguay ha una capacità installata di circa 2,9 GW, con il 62% circa della sua produzione elettrica da energia rinnovabile. Nel 2010, il Governo uruguaiano ha reso pubblico il piano per la "National Energy Policy 2030" che mira a diversificare il mix energetico nazionale, incrementando l'utilizzo delle risorse locali e la partecipazione dei privati nella generazione di energia.

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Brin69: sostenibilità ambientale per la rigenerazione urbana http://www.impresagreen.it/news/7174/brin69-sostenibilita-ambientale-per-la-rigenerazione-urbana.html.html Tue, 29 Jul 2014 09:04:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7174/brin69-sostenibilita-ambientale-per-la-rigenerazione-urbana.html  A Napoli l’originale riadattamento di una fabbrica esistente dei primi del 900 acquista nuova vitalità colloquiando con le ampie aperture vetrate realizzate con i sistemi in alluminio Schüco, per divenire il nuovo landmark di sviluppo della periferia industriale.

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Il ripristino di vecchi edifici destinati a nuove funzioni, fa parte di quel sistema di mutamenti propri delle grandi metropoli contemporanee in avanzata fase di trasformazione, attraverso la riconversione di aree industriali dismesse. Brin 69, infatti, sorge sull’area di una ex grande fabbrica della produzione metallica manifatturiera nell’area post industriale di Napoli.  
L’intervento architettonico, commissionato allo Studio Vulcanica  dalla Società Aedifica con Asset Management di Cittamoderna consiste nella realizzazione di un business park destinato al terziario e organizzato su quattro livelli: un grande progetto urbano per aziende, studi professionali, redazioni giornalistiche e laboratori, che all’interno dell’edificio interagiscono grazie alla grande galleria aperta su cui si affacciano i ponti trasparenti e sospesi di tutte le diverse funzioni. Una sorta di piazza che restituisce il verde che la periferia industriale aveva divorato, accogliendo un nuovo paesaggio naturale in cui gli alberi d’alto fusto, l’acqua, la luce solare, la ventilazione naturale, assicurano una situazione climatica interna salubre e confortevole.  

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Il complesso è una struttura piacevolmente inserita nel contesto locale che si pone come motore di sviluppo di una zona a est di Napoli caratterizzata da un territorio de-strutturato, affastellato da segni confusi, in una posizione strategica lungo le arterie principali del traffico, sul crocevia degli assi metropolitani. Un progetto nitido e forte, contemporaneo ma insieme legato all’ordine e alla memoria del tempo: la grande fabbrica dei primi del 900 con il suo impianto geometrico rigoroso, rappresenta una forte preesistenza e una suggestione capace di sviluppare una nuova relazione con il paesaggio urbano e naturale al contorno.  
L’architettura si insinua nelle maglie dell’esistente rilancia gli oggetti come dei ready-made e crea con le sue articolazioni dinamiche trasparenti, spazi interstiziali tra nuovo e preesistente. I nuovi volumi, trasparenti in direzione della città storica, pieni verso la città industriale, appaiono sospesi, immersi nello spazio della grande fabbrica e attraversano la griglia strutturale a differenti quote, oltrepassano le facciate, ritmano i prospetti, svelano l’interno/esterno dell’architettura.  

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La ricerca della dissoluzione della soglia o del limite che separano solitamente l’esterno dall’interno, ha indotto il ricorso ai sistemi in alluminio di facciata Schüco che generano un gioco di luci e ombre che danno un’identità nuova allo spazio architettonico, creano una sorta di nuovo linguaggio teso più alla percezione visiva che alla forma architettonica a sé stante, una sorta di ordine gigante fatto di cristalli che diviene un’icona contemporanea di riferimento, pur sempre entro quel racconto urbano che si esprime per allineamenti e proporzioni che nascono da un’osservazione attenta dell’intorno.  
Tutto l’edificio è retto da una strategia ambientale che ha scelto di rendere permeabile la costruzione, esaltare la qualità dell’aria circolante, utilizzare le coperture per captare luce e acqua.

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Acqua e Gas: al via a Bari progetto di telelettura http://www.impresagreen.it/news/7173/acqua-e-gas-al-via-a-bari-progetto-di-telelettura.html.html Mon, 28 Jul 2014 10:12:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7173/acqua-e-gas-al-via-a-bari-progetto-di-telelettura.html  L’Authority seleziona il progetto-pilota di Amgas, Enel Distribuzione, AQP e Comune Di Bari per la telelettura e la telegestione integrata di gas e acqua.

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Bari si conferma città dell’innovazione: l’Autorità per l’Energia, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) ha infatti selezionato il progetto FRII Bari (Facciamo Rete Integrando Innovando per Bari), progetto pilota per la realizzazione di un sistema integrato di telegestione multi -servizi promosso da AMGAS, Enel Distribuzione, Acquedotto Pugliese e Comune di Bari.
Il progetto è uno dei sette selezionati dall’Autorità per il finanziamento, come previsto del bando pubblicato con Deliberazione 393/2013/R/gas del 19 settembre 2013. 
Nella logica di “Smart City”, il Progetto prevede l’implementazione di un sistema di telelettura e telegestione multi- servizio, con infrastruttura di comunicazione condivisa, di contatori  di gas naturale e di acqua congiuntamente ad altri servizi di pubblica utilità, quali calore, illuminazione pubblica e gestione energetica. E’ previsto inoltre un canale web che consentirà ai clienti di verificare periodicamente i propri consumi ed un’applicazione su piattaforma innovativa per l’accesso a tali dati da tablet o smartphone.
Il costo totale del progetto di Bari è di oltre 2.6 milioni di Euro, finanziati dall’AEEGSI
AMGAS, Acquedotto Pugliese, Comune di Bari ed Enel Distribuzione hanno inteso avviare il Progetto facendo leva sulle sinergie derivanti dalla messa a fattor comune di specifiche e distintive esperienze nei propri settori di competenza in qualità di soggetti operanti a diversi livelli territoriali (nazionale ed internazionale Enel, regionale AQP e comunale AMGAS), con l’obiettivo di rendere disponibile alla Città di Bari una infrastruttura “Smart” per offrire nuovi servizi che creino valore per il singolo e la collettività basati su investimenti che possano costituire un benchmark nazionale in termini di valenza di sistema. 
Enel Distribuzione sarà il partner tecnologico di questo importante progetto di innovazione installando nelle proprie cabine elettriche concentratori multiservizio, in grado di teleleggere e telegestire contatori del gas, dell’acqua e di altri servizi . 
La telegestione dei contatori d’utenza offre diversi benefici:
  • il contenimento dei costi e l’ottimizzazione della gestione;
  • una corretta gestione dei flussi di dati e dei livelli di servizio;
  • la eliminazione di incertezze e presunti nella fatturazione;
  • la possibilità di intervento da remoto;
  • la messa a disposizione del cliente finale delle informazioni relative ai propri consumi storici;
  • la possibilità di applicazioni smart home;
  • un più efficace controllo del malfunzionamento dei contatori e delle frodi;
  • un valido supporto nelle operazioni di pianificazione ed ammodernamento reti di distribuzione;
  • la possibilità di applicazione di tariffe multi-orarie.
In aggiunta a tali benefici, ve ne sono altri, non meno importanti, specifici dell’erogazione del servizio di distribuzione idrica, legati alla conoscenza del bilancio idrico ed al controllo delle perdite di rete.  
Tali dati possono essere d’aiuto, infatti, per programmare con efficacia sempre maggiore, gli investimenti di manutenzione nelle reti di distribuzione, o per l’implementazione di metodologie evolute di pre-localizzazione delle perdite, anche sulla base di modelli statistici che elaborano dati storici mediante specifici algoritmi.  
Nelle reti di distribuzione, l’infrastruttura potrà gestire altresì grandezze quali la pressione, i parametri di qualità dell’acqua, i dati per la ricerca perdite. Tali dati potranno in futuro costituire la base conoscitiva di un modello integrato di gestione intelligente delle reti idriche (“water smart grid”), consentendo significativi benefici gestionali.  
La sperimentazione riguarderà oltre 10.000 punti telegestiti e verrà effettuata su tre differenti aree territoriali, tutte ricadenti nel Comune di Bari. In particolare l’area coinvolge i quartieri Picone, Poggiofranco, San Pasquale e Carrassi, Loseto, Torre a Mare - San Giorgio.  
L’attività sperimentale durerà circa due anni: 12 mesi per consentire il completamento delle installazioni dei misuratori e dell’infrastruttura di comunicazione, ulteriori 12 mesi per la gestione e trasmissione dei dati.

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Enel Green Power rileverà il 100% della fabbrica 3Sun http://www.impresagreen.it/news/7172/enel-green-power-rilevera-il-100-della-fabbrica-3sun.html.html Fri, 25 Jul 2014 09:39:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7172/enel-green-power-rilevera-il-100-della-fabbrica-3sun.html  La Società rileverà le quote di STMicroelectronics e Sharp nella joint-venture paritetica 3Sun costituita per la produzione di pannelli fotovoltaici.

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Enel Green Power rileverà le quote di Sharp Corporation e STMicroelectronics, pari ciascuna ad un terzo del capitale sociale di 3Sun, la joint-venture paritetica tra Enel Green Power, Sharp e STMicroelectronics.  
La 3Sun produce attualmente nella fabbrica di Catania circa 200 MW all'anno di pannelli fotovoltaici a film-sottile multi giunzione. I pannelli prodotti dalla fabbrica di 3Sun, particolarmente adatti alle alte temperature, sono utilizzati da Enel Green Power per la realizzazione dei suoi impianti fotovoltaici in diverse aree geografiche emergenti contemplate nel piano industriale 2014-2018, tra cui il Sud America e il Sudafrica.
In particolare, in quest'ultimo Paese, Enel Green Power si è aggiudicata, ad ottobre dello scorso anno, il diritto di concludere dei contratti per la fornitura di energia da progetti fotovoltaici, per oltre 300 MW di capacità installata.  
L’accordo con STMicroelectronics, che fa seguito alle intese raggiunte con Sharp Corporation la scorsa settimana, prevede il versamento da parte della stessa STMicroelectronics a Enel Green Power di un importo pari a 15 milioni di euro, che comporta la liberazione di STMicroelectronics da ogni impegno nei riguardi della joint-venture o di Enel Green Power.  

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Comieco e Elbana Servizi Ambientali siglano accordo per raccolta differenziata carta http://www.impresagreen.it/news/7171/comieco-e-elbana-servizi-ambientali-siglano-accordo-per-raccolta-differenziata-carta.html.html Thu, 24 Jul 2014 09:56:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7171/comieco-e-elbana-servizi-ambientali-siglano-accordo-per-raccolta-differenziata-carta.html  Tra le iniziative in programma, un “marchio di eco-compatibilità” per le migliori esperienze di raccolta differenziata, istituzione della sezione elbana del Club dei Comuni EcoCampioni, attività di sensibilizzazione per le scuole dell’isola.

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Consorzio Nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica - e Elbana Servizi Ambientali Spa, società che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti nei Comuni dell’isola d’Elba, hanno siglato un accordo di programma quadro per aumentare la quantità e qualità della raccolta differenziata di carta e cartone in tutto il territorio.
Il progetto, che avrà durata triennale, si articola in una serie di azioni e iniziative rivolte a cittadini, Istituzioni e comunità locali che avranno come obbiettivo principale l’incremento delle quantità di carta e cartone raccolte sull’Isola d’Elba e il miglioramento qualitativo della raccolta stessa. 
Tra le iniziative previste dall’accordo quadro, la promozione di un sistema di riconoscimento per quei Comuni che hanno messo in atto le migliori e più efficaci esperienze di raccolta differenziata (“Club dei Comuni EcoCampioni”); l’attivazione presso gli uffici dei Comuni elbani del progetto “Carta Ufficio” per una più efficace raccolta di carta e cartone; il lancio sperimentale di un Marchio di eco-compatibilità” per le migliori esperienze di sistemi di raccolta differenziata e riciclo delle strutture di accoglienza turistica dell’Isola d’Elba; la promozione di attività di sensibilizzazione rivolte alle scuole, finalizzate alla diffusione delle buone pratiche di conferimento per il miglioramento della qualità della raccolta. Rientra nell’accordo il lancio dell’edizione elbana delle Cartoniadi, il campionato della raccolta differenziata di carta e cartone che partirà in autunno, durerà un mese e vedrà i Comuni elbani contendersi il titolo di “Campione del riciclo.  
L’iniziativa, che dal 2006 ha già coinvolto milioni di italiani in diverse città e Regioni del territorio nazionale, vuole sensibilizzare i cittadini sull’importanza di effettuare una corretta raccolta differenziata di carta e cartone, sui benefici ambientali ed economici che ne derivano e più in generale stimolare una maggiore attenzione alla tutela dell’ambiente.

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SAP CYCLE 4 YOUTH: i dipendenti SAP salgono in sella a scopo benefico http://www.impresagreen.it/news/7170/sap-cycle-4-youth-i-dipendenti-sap-salgono-in-sella-a-scopo-benefico.html.html Thu, 24 Jul 2014 09:29:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7170/sap-cycle-4-youth-i-dipendenti-sap-salgono-in-sella-a-scopo-benefico.html  In Italia l’iniziativa ha visto la partecipazione di 13 persone tra dipendenti, partner e clienti, che hanno superato le Alpi percorrendo oltre 650 km.

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Si è conclusa con successo la seconda edizione della SAP Cycle 4 Youth, la sfida ciclistica non competitivaorganizzata da SAP con l’obiettivo di devolvere 1€ per ogni miglio percorso alle associazioni benefiche Good Future and Hope FoundationSepp Herberger Foundation e World Bicycle Relief, che supportano programmi educativi e sociali per i giovani in Africa e in Europa. 
A salire in sella sono stati 68 dipendenti SAP, partner e clienti, partiti dalle rispettive sedi SAP in 5 Paesi (Italia, Germania, Gran Bretagna, Belgio e Francia) per raggiungere in 5 giorni la sede centrale dell’azienda a Walldorf, in Germania. I partecipanti hanno attraversato l’Europa in bicicletta percorrendo ciascuno 100 km al giorno, per un totale di 32.000 km: tanto quanto la strada da Walldorf a Sydney e ritorno o la circonferenza del pianeta calcolata dalla nostra latitudine. La gara ha consentito a SAP di raccogliere un totale di 60.000 euro per supportare le attività delle tre associazioni.          
L’Italia, in particolare, dove l’iniziativa è stata supportata dal partner ICM.S, ha visto la partecipazione di 13 persone tra dipendenti, partner e clienti, che hanno superato le Alpi percorrendo oltre 650 km
In particolare, grazie ai fondi ricevuti World Bicycle Relief acquisterà delle biciclette per i bambini che vivono in zone rurali particolarmente povere del Sud Africa e dello Zambia per permettere loro di percorrere il tratto casa-scuola-casa in tempi rapidi. Il bisogno di biciclette in queste zone è molto elevato, le statistiche sono chiare: su 12 milioni di bambini che camminano ogni giorno per raggiungere la propria scuola in Sud Africa, mezzo milione deve camminare per oltre 4 ore al giorno. Queste enormi distanze da coprire a piedi hanno un impatto significato sul tasso di abbandono scolastico, sul rendimento, sulla possibilità di studiare – anche considerato che quando i bambini rientrano a casa spesso è già sera inoltrata e, in zone dove non esiste l’elettricità, questo impedisce di studiare.

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Il Gruppo DADA compensa l’impatto ambientale della propria piattaforma tecnologica http://www.impresagreen.it/news/7169/il-gruppo-dada-compensa-l-impatto-ambientale-della-propria-piattaforma-tecnologica.html.html Thu, 24 Jul 2014 09:25:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7169/il-gruppo-dada-compensa-l-impatto-ambientale-della-propria-piattaforma-tecnologica.html  Al via un importante progetto di Responsabilità Sociale in collaborazione con Treedom, che rende i server virtuali offerti da Register.it “CO2 neutral”.

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Il Gruppo DADA ha avviato una collaborazione con Treedom, azienda fiorentina che promuove progetti agroforestali su scala mondiale, e dà inizio ad un’importante iniziativa di CSR per rendere i propri server “CO2 Neutral”. Adottando in vivaio e piantando 150 alberi a compensazione delle emissioni, il Gruppo azzera l’impatto della piattaforma tecnologica che ospita i server virtuali offerti da Register.it e rende di conseguenza le proprie macchine virtuali una scelta ecosostenibile.    
Sulla base dei consumi energetici e delle emissioni da climatizzazione, gli specialisti di Treedom hanno calcolato un consumo annuo di 54.460 kg di COe hanno progettato uno specifico intervento di impianto forestale-fruttifero in Haiti, per compensare la produzione di anidride carbonica con alberi adeguati per tipologia e numero.
Treedom è presente in diverse zone del mondo dove gli alberi sono un elemento cruciale per l'ambiente e per la vita e il lavoro delle comunità locali.
DADA ha scelto di sostenere il progetto agroforestale di Haiti, Paese dove, anche a causa delle drammatiche calamità naturali abbattutesi sul territorio negli ultimi anni, il degrado ambientale è molto esteso, soprattutto rispetto alle risorse forestali. 
Quella di DADA è la prima piattaforma di hosting e server ad attuare un progetto di questo tipo, che non implica una semplice piantumazione, ma una sorta di adozione con cui l’azienda si fa carico della preparazione del terreno, della piantumazione degli alberi e della manutenzione delle piante per 10 anni.All’attività di riforestazione e compensazione dei consumi di anidride carbonica, si associa inoltre un importane valore sociale nei confronti delle popolazioni locali che avranno pieno diritto di beneficiare dei frutti prodotti dagli alberi piantati.
Gli alberi di avocado, caffè e cassia adottati e piantumati dal Gruppo DADA sono iscritti al registro di Treedom e monitorabili alla paginahttp://treedom.net/dada. Al momento si collocano in un vivaio forestale di Haiti e nel periodo adatto verranno piantati e sarà possibile geolocalizzarli online.

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Inquinamento zero con il carburante ALGAMOIL Dual-Fuel di Teregroup http://www.impresagreen.it/news/7168/inquinamento-zero-con-il-carburante-algamoil-dual-fuel-di-teregroup.html.html Mon, 21 Jul 2014 09:47:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7168/inquinamento-zero-con-il-carburante-algamoil-dual-fuel-di-teregroup.html  ALGAMOIL Dual-Fuel una miscela di metano e Biodiesel ottenuto dalle alghe che abbatte a zero particolato ed emissioni di CO2 dei motori a combustione interna alimentati a gasolio.

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Dopo l’avvio del primo impianto pilota a Modena per la produzione di Biodiesel dalle alghe, Teregroup ha presentato il nuovo carburante ALGAMOIL Dual-Fuel nel corso di un recente Convegno il 25 giugno scorso all’Università di Modena e Reggio Emilia dal titolo “Soluzioni innovative per la riduzione in atmosfera delle emissioni di anidride carbonica e particolato dei motori a combustione interna”.  
Realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari di UNIMORE, Teregroup, HPE Group, Studio STM e cofinanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, il Convegno è stato organizzato nella “terra dei motori” in occasione dei festeggiamenti dei 100 anni della Maserati e ha affrontato due tematiche rilevanti nell’ambito della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica. In primis la possibilità di ricavare Biodiesel dalle alghe: una tecnologia ad oggi sviluppata a livello sperimentale che permette di ottenere combustibili da colture intensive di alghe che possono essere installate senza sottrarre terreno alle colture tradizionali destinate all’alimentazione.
In secondo luogo di mostrare al pubblico i dati della sperimentazione al banco prova dei motori Dual-Fuel alimentati per il 50% con il metano prodotto da cogeneratori Autoctoni e per il 50% con il Biodiesel ALGAMOIL ricavato dalle alghe. I risultati hanno evidenziato l’eliminazione del particolato (fumo nero) e delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera. Inoltre la potenza e la coppia sono uguali al diesel commerciale così come l’autonomia di percorrenza.  
Al Convegno - dove era presente una folta delegazione di ricercatori e investitori italiani ed internazionali interessati a conoscere le potenzialità della tecnologia ALGAMOIL Dual-Fuel - sono intervenuti il Professor Giuseppe Cantore, Ordinario di Macchine presso il DIEF (Dipartimento Ingegneria Enzo Ferrari di UNIMORE) e i Professori Enrico Mattarelli e Carlo Rinaldini di UNIMORE che hanno presentato lo stato dell’arte della sperimentazione dei motori a gasolio alimentati con il Biodiesel dalle alghe e i dati dei test al banco prova.
Al termine del Convegno gli ospiti e i relatori sono stati invitati a visitare i laboratori e gli impianti di produzione di alghe combustibili nella sede Teregroup a Modena.

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Enel confermata negli indici di sostenibilità Euronext-Vigeo http://www.impresagreen.it/news/7167/enel-confermata-negli-indici-di-sostenibilita-euronext-vigeo.html.html Fri, 18 Jul 2014 14:59:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7167/enel-confermata-negli-indici-di-sostenibilita-euronext-vigeo.html  Il Gruppo fa parte degli indici Euronext-Vigeo World 120, Europe 120 and Eurozone 120 fin dalla loro nascita nel 2013.

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Nel 2014, Enel e la controllata Endesa sono state ammesse negli Euronext-Vigeo; gli indici, aggiornati con cadenza semestrale, che valutano l’impegno dalle principali aziende nell’inserimento della sostenibilità nelle strategie di business. Le due aziende hanno fatto parte di questi indici fin dalla loro nascita nel 2013.  
In particolare, Enel è stata inserita negli indici Euronext-Vigeo World 120, Euronext-Vigeo Europe 120 e Euronext-Vigeo Eurozone 120.
Endesa è stata inserita negli indici Euronext-Vigeo Europe 120 e Eurozone 120. Questi indici classificano le 120 società con il livello più alto di Responsabilità sociale d’impresa, scelte tra le 1.500 società quotate col livello più alto di capitale flottante. I tre indici si riferiscono rispettivamente al mercato mondiale, a quello europeo e all’Area Euro.  
Gli indici sono stati creati da Euronext, la prima borsa valori paneuropea, e Vigeo; l’azienda francese leader nella valutazione delle politiche e delle performance ambientali, sociali e di governance di società e istituzioni.   Le analisi Vigeo prendono in considerazione per ogni azienda 330 indicatori, suddivisi in 38 aree tematiche che includono la salvaguardia dell’ambiente, l’impegno per il rispetto dei diritti e del capitale umano, le relazioni con gli stakeholders, la corporate governance e il codice etico, l’integrità e la lotta alla corruzione, la prevenzione del dumping sociale e ambientale nella catena di approvvigionamento e di subappalto.  
L’inserimento nei tre indici si aggiunge alla presenza di Enel nei più importanti indicatori mondiali sulla sostenibilità come il Dow Jones Sustainability Index World, il Dow Jones Sustainability Index Europe, il Carbon Disclosure Leadership Index, il Carbon Performance Leadership Index, il FTSE4Good e il Newsweek Green Ranking. Con l’inclusione in questi indici, Enel conferma di essere, oltre che un riconosciuto modello di sostenibilità, un riferimento globale per l’inclusione della responsabilità sociale nella strategia aziendale.

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Ecolight presenta la Guida rifiuti: una bussola per le aziende nella gestione dei rifiuti professionali http://www.impresagreen.it/news/7166/ecolight-presenta-la-guida-rifiuti-una-bussola-per-le-aziende-nella-gestione-dei-rifiuti-professionali.html.html Thu, 17 Jul 2014 09:22:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7166/ecolight-presenta-la-guida-rifiuti-una-bussola-per-le-aziende-nella-gestione-dei-rifiuti-professionali.html  Dal consorzio una pubblicazione dedicata ad imprese e professionisti per non naufragare in mezzo ad obblighi e prescrizioni. Disponibile online gratuitamente.

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Tra obblighi e nuove normative talvolta c’è il rischio di perdersi. Ecolight, consorzio nazionale per la gestione dei rifiuti elettronici, delle pile e degli accumulatori esausti, ha realizzato una guida per le imprese ed i professionisti che si trovano a dover gestire i loro rifiuti.
Un vademecum scritto da Paolo Pipere - esperto di Diritto dell’Ambiente, di Politiche ambientali pubbliche e di Gestione ambientale d’impresa nonché responsabile del Servizio Ambiente ed Ecosostenibilità della Camera di Commercio di Milano - che si propone di essere una bussola nel mare degli obblighi e delle prescrizioni. «Nell’ottica di dare un contributo significativo alla tutela dell’ambiente, abbiamo voluto promuovere questo testo quale strumento per affrontare e comprendere le normative che regolano la gestione dei rifiuti professionali -spiega il direttore generale di Ecolight, Giancarlo Dezio-. Prescrizioni complesse che Ecolight ha voluto semplificare attraverso il proprio servizio di gestione dei rifiuti professionali Fai Spazio per andare incontro alle esigenze delle aziende».
Il testo, che è disponibile gratuitamente in formato elettronico (è sufficiente registrarsi su www.ecolight.it), è strutturato in cinque capitoli: cosa si intende per rifiuti professionali; la loro gestione e gli adempimenti richiesti; cosa sono e come devono essere compilati i formulari di trasporto; i registri di carico e scarico e l’avvio al recupero e smaltimento.
L’appendice è dedicata alla dismissione dei beni aziendali. «In modo sintetico ma esaustivo, affrontiamo un tema delicato per i rischi che comporta -ci muoviamo in ambito penale con sanzioni che possono arrivare fino a 26mila euro- e per la complessità in quanto le normative non sempre sono di facile interpretazione», prosegue Dezio.
Un dato di partenza: «La gestione dei rifiuti professionali è responsabilità di chi li produce. Ovvero, le aziende e i professionisti hanno l’obbligo di assicurarsi che siano gestiti in maniera corretta conservando la documentazione necessaria che attesti il giusto trattamento». Per questo è importante saper distinguere un rifiuto pericoloso da uno non pericoloso, saper leggere i codici che vengono attribuiti ai diversi materiali di scarto e conoscere come e perché devono essere compilati i vari formulari richiesti. Fondamentale non solamente ai fini ambientali ma anche fiscali, la questione legata al decespitamento dei beni aziendali.
La legge introduce la cosiddetta “presunzione di cessione” per i beni che non si trovano più nell’azienda. Ma se sono materiali vecchi, quindi rifiuti, cosa fare? «Per “vincere” la presunzione di cessione occorre provare che i beni sono stati regolarmente avviati a distruzione e non sono stati, invece, venduti evadendo le imposte dovute», ricorda il direttore di Ecolight. In questo mare di normative, emergono però anche dei vantaggi per le imprese. «È possibile una riduzione della tassa comunale sui rifiuti». Precisa Dezio: «La legge infatti scorpora dalla tassa quelle superfici dove vengono prodotto rifiuti di cui è la stessa azienda che si occupa di gestire. Ovviamente con la documentazione alla mano». Conoscere il quadro normativo è importante. Importante è anche sapere cosa fare. «Per questo, come consorzio nazionale ci siamo messi a disposizione delle aziende per guidarle tra gli obblighi garantendo una corretta gestione dei loro rifiuti con un servizio dedicato».

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Il progetto italiano Rhome vince la competizione internazionale Solar Decathlon 2014 http://www.impresagreen.it/news/7165/il-progetto-italiano-rhome-vince-la-competizione-internazionale-solar-decathlon-2014.html.html Wed, 16 Jul 2014 09:51:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7165/il-progetto-italiano-rhome-vince-la-competizione-internazionale-solar-decathlon-2014.html  Tecnologia innovativa per un progetto di casa sostenibile e ad alta efficienza energetica che premia l’eccellenza italiana anche nel settore universitario che sta preparando i nuovi professionisti ad un futuro ormai prossimo.

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Il team dell’Università Roma Tre vince la competizione Solar Decatlhon con il progetto Rhome sviluppato interamente con tecnologia Autodesk per il BIM (Building Information Modeling). Il contest Solar Decatlhon è stato promosso dal Dipartimento dell’Energia del Governo degli Stati Uniti, e poi trasferito in Europa e ora anche in Cina e Sud America.
La competizione di quest’anno è partita il  27 Giugno scorso nel Parco della Reggia di Versailles dove è stata realizzata la “città solare”: un villaggio di più di venti case ad alta efficienza energetica, i visitatori hanno potuto così vedere le prestazioni e le caratteristiche fisiche delle case del futuro, di un ‘futuro prossimo’.
La gara richiedeva una decina di prove -  dall’aspetto architettonico, strutturale, sino all’impiantistico – che dovevano concorrere al perseguimento degli obiettivi di sostenibilità ed efficienza energetica per le abitazioni che i 20 team dei paesi partecipanti dovevano realizzare. 
Il progetto italiano ha soddisfatto gran parte di queste caratteristiche e ha rappresentato una punta di eccellenza nell’uso delle tecnologie BIM (Building Information Modeling), che proprio in questo momento sono fortemente all’attenzione dei professionisti del mercato edilizio e architettonico a livello globale, grazie a nazioni come il Regno Unito o quelle di area Scandinava che ne spingono l’adozione, recentemente ratificata anche dalla Direttiva Europea che raccomanda l’uso di queste tecnologie in tutti gli appalti pubblici a partire dal 2016. 
Il team ha costruito con tecnologie Autodesk una struttura integrata di modelli digitali a supporto di tutto il processo progettuale.
Il cuore del progetto è un modello BIM impostato in modalità multiutente workset, con una media di 15 utenti al lavoro contemporaneamente, impostato in Autodesk Revit 2014. I  modelli digitali sono stati collegati ad una struttura innovativa, integralmente multidisciplinare, che integra gli studenti con specialisti, ricercatori e aziende partner del progetto provenienti dai settori più diversi e dal mondo dell’innovazione italiana, dal fotovoltaico flessibile, alle tecnologie per l’agrospazio. 
"Una vittoria nel Solar Decathlon viene dalla gestione della complessità di un edificio innovativo, altamente tecnologizzato e allo stesso tempo semplice, vivibile, economico e realizzabile.”  Ha dichiarato ilProfessor Stefano Converso, Project Manager e BIM Coordinator, Ricercatore BIM e Docente di Progettazione Parametrica presso la Università Roma Tre. “Un prodotto quindi della alta integrazione di tutte le componenti tecniche, economiche e spaziali che solo una progettazione di nuova generazione può garantire: per questo abbiamo strutturato da subito tutto il lavoro basandoci su modalità e software BIM. E i modelli digitali, basati sul contributo parallelo, in tempo reale di più utenti del nostro team, dagli studenti, ai ricercatori, ai partner, hanno accompagnato tutto il nostro lavoro, dalla concezione, alla realizzazione, fino alla gestione della casa in fase di gara."

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Huawei illustra le proprie strategie green nel Rapporto sulla Sostenibilità 2013 http://www.impresagreen.it/news/7164/huawei-illustra-le-proprie-strategie-green-nel-rapporto-sulla-sostenibilita-2013.html.html Wed, 16 Jul 2014 09:46:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7164/huawei-illustra-le-proprie-strategie-green-nel-rapporto-sulla-sostenibilita-2013.html  Huawei ha confermato l’impegno a sviluppare un Ciclo Globale degli Approvvigionamenti sempre più sostenibile.

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Huawei conferma l’impegno a sviluppare un Ciclo Globale degli Approvvigionamenti “green” al fine di rendere le proprie attività più sostenibili per l’ambiente. Il progetto pilota, che attualmente vede coinvolti 24 partner, sarà esteso gradualmente a più fornitori e l’attenzione all’ambiente diventerà un requisito fondamentale per i rapporti commerciali futuri.
Questa iniziativa è stata annunciata da Huawei in occasione della pubblicazione del Rapporto sulla Sostenibilità 2013, che evidenzia come l’azienda abbia ridotto il consumo di energia di ulteriori 42 milioni di kWh nel 2013, l’equivalente di 38.000 tonnellate di emissioni di carbonio. 
Alex Deng, Presidente del Corporate Sustainable Development Committee di Huawei “Per Huawei, non è sufficiente raggiungere ottimi risultati commerciali. Crediamo fermamente di dover fornire un importante contributo sociale in tutti i 170 paesi del mondo in cui operiamo, e intendiamo impegnarci a ridurre le nostre emissioni di carbonio, sensibilizzando anche i nostri clienti e partner della Supply Chain. Inoltre siamo  orgogliosi di essere stati in grado di garantire le connessioni di rete nel corso dei circa 200 eventi critici e disastri naturali avvenuti quest’anno”, ha commentato Alex Deng, Presidente del Corporate Sustainable Development Committee di Huawei. “La strategia di sostenibilità di Huawei si basa su quattro pilastri: colmare il Digital Divide, garantire operazioni di rete stabili e sicure, promuovere la tutela dell’ambiente e sostenere un modello di sviluppo vantaggioso per tutti”. 
Grazie al miglioramento dell’efficienza energetica dei più recenti prodotti Huawei, il consumo delle nuove apparecchiature di rete, nel 2013, è stato inferiore di circa il 10/40% rispetto al 2012. Huawei ha adottato i concetti fondamentali della sostenibilità durante l’intero ciclo di vita di tutti i propri prodotti e punta sulla continua innovazione per migliorarne l’efficienza energetica, con l’obiettivo di realizzare infrastrutture di comunicazione sostenibili.
Nel 2013, Huawei è stata eletta tra le 100 aziende “green” della Cina dal Chinese Entrepreneur Club e ha ricevuto un importante riconoscimento dalla United Nations Global Compact Network China per la gestione sostenibile del Ciclo degli Approvvigionamenti. 
Negli ultimi anni, Huawei ha stanziato ingenti investimenti per innovare e rendere sempre più sostenibili i propri prodotti; nel 2013, l’azienda ha destinato circa 5 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo, gran parte dei quali volti al miglioramento delle prestazioni ambientali. In futuro, Huawei intende raccogliere tutte le opportunità offerte dall’’economia circolare’, nella quale i prodotti sono pensati fin dalla fase di progettazione per essere sempre più riciclabili. 
Nel 2013, Huawei ha perseguito il suo impegno a costruire un mondo sempre più connesso, cercando di garantire a 4,4 miliardi di persone, che non hanno ancora accesso alla banda larga, l’opportunità di accedere a questi servizi. “Abbiamo l’ambizione di costruire una società in cui la banda larga sia a disposizione di tutti e dove persone e dispositivi siano connessi tra di loro”, ha aggiunto Alex Deng. Durante il 2013, Huawei ha installato la propria soluzione SingleSite per fornire la copertura 2G a otto milioni di persone in aree remote del Nepal occidentale. Con i servizi vocali ora disponibili in queste zone, Huawei conta di fornire anche connettività a banda larga, garantendo accesso a servizi assolutamente innovativi.
In Nigeria, attraverso in stretta collaborazione con gli operatori locali, Huawei ha implementato nella capitale Lagos una rete LTE che riduce il costo di connettività 20GB per nucleo familiare da 80 dollari/mese a 35 dollari/mese, offrendo servizi a banda larga alla portata di molte più persone. Huawei ha, inoltre, continuato a investire nel suo programma di sviluppo di competenze digitali in tutto il mondo.
Nel 2013, l’iniziativa ‘Telecom Seeds for the Future’ è stata avviata in 23 paesi, coinvolgendo oltre 10.000 studenti. “Sappiamo che l’accesso a Internet cambia la vita delle persone e favorisce la conoscenza, l’istruzione e le opportunità di fare carriera. Huawei continuerà a collaborare con clienti, partner e istituzioni per colmare il Digital Divide”, ha concluso Alex Deng. 
Per scaricare il Sustainability Report 2013 di Huawei: http://www.huawei.com/en/about-huawei/sustainability/sustainability-report/index.htm.

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I tabelloni ecologici di Ricoh sono a quota quattro http://www.impresagreen.it/news/7163/i-tabelloni-ecologici-di-ricoh-sono-a-quota-quattro.html.html Mon, 14 Jul 2014 18:10:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7163/i-tabelloni-ecologici-di-ricoh-sono-a-quota-quattro.html  L’insegna luminosa di Ricoh Company di Tokyo è il quarto pannello Ricoh ecosostenibile al 100%, confermando ancora una volta l’impegno dell’azienda verso l’ambiente.

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Entro la fine di agosto il pannello Ricoh installato a Tokyo in cima al San ai Dream Center Building diventerà il quarto pannello Ricoh alimentato al 100% da energia eolica e solare.
Gli altri pannelli sono situati a New York (inaugurato nel 2010), a Londra (inaugurato nel giugno 2011) e a Sydney (inaugurato nel luglio 2011).  
I pannelli eco-sostenibili si illuminano solo quando c’è energia ‘green’ a sufficienza e in caso contrario rimangono spenti. In questo modo Ricoh vuole incoraggiare le persone ad adottare comportamenti che favoriscano una società sostenibile. Non si tratta quindi solo di un messaggio pubblicitario per promuovere il business.   L’installazione di questi pannelli fa parte della strategia di Ricoh che punta alla conservazione dell’energia. Da sempre Ricoh si impegna per rendere eco-sostenibili le proprie attività: l’azienda si è posta l’obiettivo di ridurre a livello globale le proprie emissioni di CO2 dell’87,5% entro il 2050 rispetto ai valori del 2000.
L’eco-board è alimentato dall’energia elettrica di 20 batterie che vengono ricaricate da 78 pannelli solari e 4 turbine eoliche. Ogni giorno vengono generati 39,000 wh di energia.

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Ternienergia: aggiudicata gara nazionale indetta da Ecopneus per il recupero dei PFU http://www.impresagreen.it/news/7162/ternienergia-aggiudicata-gara-nazionale-indetta-da-ecopneus-per-il-recupero-dei-pfu.html.html Wed, 09 Jul 2014 15:04:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7162/ternienergia-aggiudicata-gara-nazionale-indetta-da-ecopneus-per-il-recupero-dei-pfu.html  Confermato l’investimento per la realizzazione del secondo impianto di trattamento PFU nel nord Italia.

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TerniEnergia si è aggiudicata la gara nazionale bandita da Ecopneus per le “Attività di granulazione/frantumazione dei PFU (CER 160103)” per il triennio 2015-2017.
Si tratta di un importante riconoscimento della leadership della Società nel settore del business ambientale e dell’economia del recupero e riciclo di materia – ha dichiarato Stefano Neri, Presidente e Amministratore Delegato di TerniEnergia –. E’ ancora più rilevante che questa attestazioni giunga da un soggetto come Ecopneus che rappresenta un esempio virtuoso di come si possano integrare le esigenze di protezione ambientale e di sostenibilità con la creazione di valore economico e occupazionale. Come TerniEnergia, confermiamo la nostra volontà di proseguire nel processo di rafforzamento del perimetro degli asset ambientali, completando un nuovo impianto per il trattamento e il recupero di “materia prima seconda” di pneumatici fuori uso (PFU) nel Nord Italia. L’implementazione del secondo impianto ci consentirà di raddoppiare la capacità di trattamento e di conseguire una quota di circa il 20% dell’intero mercato nazionale”.
TerniEnergia potrà trattare nell’impianto di Nera Montoro (TR) fino a un totale di 15.000 tonnellate annue di PFU conferite dalla sola Ecopneus per un corrispettivo triennale aggregato di Euro 4,1 milioni circa. L’impianto di trattamento PFU di Nera Montoro ha una capacità di circa 20.000 tonnellate/anno e riceve materiali per la frantumazione e il recupero di materia prima seconda (granulato e polverino di gomma e acciaio armonico) anche da altri consorzi di raccolta e operatori privati.
Nel 2013, Ecopneus ha evitato emissioni per 347 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti grazie all’utilizzo di gomma riciclata al posto di gomma vergine, 3,2 miliardi kWh di energia risparmiata; 1,3 milioni di m3 acqua non consumata nel ciclo produttivo della la produzione di gomma vergine, dell’acciaio e degli altri componenti del pneumatico.

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Dimension Data pubblica il suo primo report annuale sulla sostenibilità http://www.impresagreen.it/news/7161/dimension-data-pubblica-il-suo-primo-report-annuale-sulla-sostenibilita.html.html Wed, 09 Jul 2014 11:27:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7161/dimension-data-pubblica-il-suo-primo-report-annuale-sulla-sostenibilita.html  “L’ICT può essere un elemento chiave per un cambiamento positivo del mondo,” afferma il CEO del Gruppo Brett Dawson.

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Dimension Data, specialista di soluzioni IT e fornitore di servizi da 6 miliardi di dollari, ha annunciato la pubblicazione delSustainability Report 2013.
Il Report – il primo per il Gruppo – analizza l’impatto dei futuri cambiamenti, tra cui la crescita della popolazione e i mutamenti climatici, nelle aziende e di come l’ICT potrebbe dare un contributo positivo per la creazione di un futuro sostenibile. 
Nel 2008, quando Dimension Data aveva lanciato il proprio programma di sostenibilità ambientale globale, per apportare ulteriori miglioramenti alle proprie performance ambientali attraverso la propria strategia di business, l’azienda si era resa conto che, nonostante non fosse un produttore di beni di consumo, le proprie attività potevano comunque contribuire a indirizzare le cause del cambiamento climatico
Brett Dawson, Group CEO di Dimension Data ha commentato ”La strategia per la sostenibilità aziendale di Dimension Data si basa sulla riduzione dei viaggi, dei consumi energetici e degli sprechi per i nostri clienti, la nostra azienda e i nostri dipendenti, fornendo soluzioni ICT che riducono i costi, minimizzano i danni ambientali, a beneficio della società. Da sempre, e oggi ancora di più, Dimension Data prende molto seriamente questa responsabilità nei confronti del pianeta e della società.  Gli ultimi dieci anni hanno visto cambiamenti senza precedenti nel modo di comunicare, lavorare e di come noi individui conduciamo la nostra vita. La tecnologia è stata la forza trainante per molti di questi cambiamenti e sono convinto che il prossimo futuro porterà nuovi e ulteriori sviluppi che oggi non possiamo nemmeno immaginare. Ciò nonostante, così come innoviamo, allo stesso tempo, dobbiamo diventare più responsabili,” ha spiegato Dawson. 
All’interno del Report, Dimension Data afferma di aver identificato nelle trasferte e nei data centre le voci che hanno più peso in termini di emissioni nocive all’interno della propria organizzazione e sottolinea di aver fissato i propri obiettivi sulla base della riduzione dei viaggi e del risparmio energetico, in quanto entrambi hanno un relazione diretta con i costi e le emissioni. 
Il Sustainability Report 2013 riporta altri esempi concreti dell’operato di Dimension Data a favore di alcuni dei suoi clienti per ridurre i consumi energetici e idrici, i costi e i rifiuti elettronici attraverso soluzioni ICT
Uno dei principali fornitori di servizi finanziari Sudafricani è stato in grado di ridurre i consumi energetici e di acqua consolidando le esigenze di storage ed elaborazione di quattro divisioni distinte all’interno di un unico data centre intelligente, fornendo così una maggiore stabilità, scalabilità e flessibilità. 
Attraverso i propri servizi di cloud computing Dimension Data ha aiutato uno dei maggiori produttori di giocattoli a ridurre i costi del 30%, diminuendo, al contempo, l’utilizzo energetico e i rifiuti elettronici. Studi dimostrano che le grandi aziende americane possono creare aggregati risparmiando, entro il 2020, 12,3 miliardi di dollari e 87,5 milioni tonnellate di carbonio spostando l’infrastruttura IT su cloud.  
Negli ultimi due anni, il programma globale eWaste di Dimension Data ha contribuito a ridurre l’ammontare di rifiuti elettronici, destinati alle discariche, di molti clienti. Inoltre, Dimension Data è stata in grado di ridurre le proprie emissioni nocive, derivanti dalle attività di business, del 16% nel FY13 rispetto al FY12.
“Con più di sette miliardi di persone che abitano il pianeta il peso e la portata dell’umanità non sono mai stati così importanti ed è proprio per questo che dobbiamo imparare a “muoverci” più delicatamente. La gestione delle conseguenze sulla società e sull’ambiente è responsabilità di tutti e non solo dei governi o dei leader. Credo infatti che anche le aziende abbiano una chiara responsabilità che va al di là dei ritorni economici,” ha concluso Dawson.

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Al via sperimentazione dei droni di nuova generazione per le Smart City http://www.impresagreen.it/news/7160/al-via-sperimentazione-dei-droni-di-nuova-generazione-per-le-smart-city.html.html Mon, 07 Jul 2014 15:13:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7160/al-via-sperimentazione-dei-droni-di-nuova-generazione-per-le-smart-city.html  L’iniziativa è frutto della collaborazione avviata dal Politecnico di Torino e Telecom Italia.

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L’evoluzione della robotica di servizio applicata alle smart city del futuro per garantire città più vivibili e sicure. È il tema dell’incontro “Droni: prospettive di ricerca e scenari applicativi”, promosso dal Politecnico di Torino e Telecom Italia nel capoluogo piemontese, con l’obiettivo di delineare lo stato delle innovazioni, anche dal punto di vista giuridico e normativo, riguardanti il settore.
L’iniziativa, frutto della collaborazione avviata tra le due parti, ha l’obiettivo di sperimentare, per la prima volta in Italia, l’utilizzo di Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR) – i cosiddetti “droni” – come strumenti di monitoraggio per la sicurezza delle città intelligenti.
Grazie alla piattaforma Cloud Robotics, i droni di prossima generazione potranno infatti essere gestiti da una centrale di controllo, che risiede in un punto della rete mobile 4G di TIM, e fornire servizi innovativi “Fly4Smart City” come il monitoraggio ambientale, oppure il controllo di spazi urbani in cui i cittadini potranno vivere in maggior sicurezza (ad esempio parchi pubblici).
Questo progetto, realizzato dal Joint Open Lab CRAB (Connected Robotics Applications laB) di Telecom Italia e dal Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni del Politecnico di Torino, trova valida applicazione in tutti i contesti urbani dove i droni potranno diventare parte integrante degli oggetti connessi alla rete, rappresentando in questo modo uno tra i più significativi trend tecnologici emergenti, in grado di supportare lo svolgimento di particolari attività anche in condizioni di emergenza o di pericolo.
All’incontro, svoltosi a Torino presso il Politecnico della città, hanno partecipato Marco Gilli, Rettore del Politecnico di Torino, Cesare Sironi, Direttore Innovation Telecom Italia, Riccardo Delise, Program Manager APR ENAC, Fulvia Quagliotti, Prof. Associato Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale - DIMEAS (Politecnico di Torino), Juan Carlos De Martin, Co-Fondatore e Co-Direttore Gruppo Nexa Dipartimento automatica e Informatica - DAUIN (Politecnico di Torino), Monica A. Senor, partner Studio Legale Catalano Penalisti Associati, Davide Scaramuzza, Professor of Robotics at the Artificial Intelligence Lab, Università di Zurigo e hanno illustrato lo stato di avanzamento del progetto i due responsabili Marcello Chiaberge, Prof. Aggregato Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni – DET (Politecnico di Torino) e Marco Gaspardone, Responsabile Joint Open Lab CRAB di Telecom Italia.

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A Brescia la prima smart city d’Italia: venti famiglie vivono nel futuro http://www.impresagreen.it/news/7159/a-brescia-la-prima-smart-city-d-italia-venti-famiglie-vivono-nel-futuro.html.html Mon, 07 Jul 2014 11:26:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7159/a-brescia-la-prima-smart-city-d-italia-venti-famiglie-vivono-nel-futuro.html  Al via in questi giorni “Smart Domo Grid”: venti nuclei familiari vivranno per un anno nella propria casa l’esperienza delle reti intelligenti. Capofila del progetto finanziato dal ministero dello Sviluppo economico è A2A.

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Venti famiglie residenti nel villaggio “Violino” (circoscrizione Ovest di Brescia) vivono da qualche giorno nella città del futuro, in quella “smart city” che ha le proprie fondamenta nei servizi in rete e che ha come dorsale quella catena tecnologica fatta di connettività, gestione delle risorse energetiche ed elettrodomestici di ultima generazione.
Per questi nuclei familiari ha preso infatti il via la fase sperimentale di “Smart Domo Grid”, il progetto di ricerca e sviluppo su scala reale che vuole saggiare i benefici delle reti elettriche intelligenti e dai programmi per un utilizzo più razionale dell’energia sulle utenze domestiche con funzionalità demand/response.
“Smart Domo Grid”, realizzato con i fondi messi a disposizione dal Ministero dello Sviluppo economico, ha in A2A Reti Elettriche il soggetto capofila, nel Politecnico di Milano (Dipartimento Energia) e in Whirlpool Europe i propri partner.  
Quello di Brescia è uno tra i più completi progetti di evoluzione della rete elettrica e di customer awareness realizzato sino a oggi in Italia per le dimensioni e per il numero e la tipologia degli attori in gioco: A2A Reti Elettriche è infatti azienda di riferimento per la distribuzione dell’energia elettrica nel Nord Italia e si è occupata nei mesi scorsi di implementare le logiche smart sulla rete elettrica e di  selezionare e coinvolgere venti famiglie interessate dal progetto; il Politecnico di Milano ha sviluppato un’apparecchiatura per migliorare la qualità complessiva dell’energia elettrica e in grado di far fronte a momentanee interruzioni dell’alimentazione di rete; Whirlpool, leader mondiale nella produzione di elettrodomestici, fornisce i prototipi dei modelli connessi che lancerà il prossimo anno sul mercato europeo.
Le case di ogni famiglia già in possesso di un impianto fotovoltaico e di connessione internet, sono state dotate di contatori elettronici di ultima generazione, hanno già ricevuto due elettrodomestici intelligenti di ultima generazione (frigorifero e lavastoviglie) e ne riceveranno un terzo (la lavatrice) subito dopo le vacanze estive, e di un tablet per il comando da remoto sul quale gira una APP  di un sistema di Energy Management per il monitoraggio e la gestione intelligente dei consumi energetici e degli elettrodomestici.. La scelta è caduta su questi tre elettrodomestici perché ritenuti più significativi, alla luce dell’utilizzo continuativo che se ne fa. 

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Tre i punti di forza di Smart Domo Grid:
  • La possibilità di pianificare nella fascia oraria più conveniente il funzionamento degli elettrodomestici alla luce dell’uso che si intende farne e grazie anche all’integrazione nel sistema di Energy Management domestico  delle previsioni di produzione degli impianti fotovoltaici degli utenti.
  • La possibilità per l’utente di partecipare attivamente affinché la rete elettrica possa funzionare al meglio, ricevendo informazioni e consigli utili per gestire i sovraccarichi  inviate direttamente al tablet.
  • La possibilità per ogni famiglia di monitorare lo storico dei propri consumi e delle produzioni del fotovoltaico tramite una web application messo a disposizione da A2A Reti Elettriche
La realizzazione di una città intelligente in una zona circoscritta, come quella individuata nella periferia bresciana, e per un numero agevolmente controllabile di famiglie vuole testare nella quotidianità l’impatto delle smart grid e delle funzionalità demand/response legate ai consumi energetici di cui gli utenti beneficeranno tramite i futuri apparecchi tecnologici delle case, in questo caso i tre modelli di elettrodomestici connessi.
Obiettivo del progetto SDG è mettere in moto quella catena tecnologica di domanda e offerta energetica che rappresenta la vera scommessa per la vita domestica e urbana degli anni a venire.
Le possibilità di programmare il funzionamento degli elettrodomestici alla luce di un’offerta tariffaria più ricca rispetto all’attuale bioraria (quindi con la simulazione dei risparmi in bolletta che ne deriverebbero), di utilizzare energia da fonti alternative (in questo caso il fotovoltaico) e di rivedere le scelte della fonte energetica sulla base delle disponibilità del momento hanno lo scopo di limare i picchi di domanda, spalmandola in più momenti del giorno e della notte.Questo concorrerà a migliorare la qualità della tensione dell’energia, soggetta a sbalzi proprio a causa dei picchi stessi e, con essa, la qualità generale del servizio. Il progetto, condotto su un campione significativo di persone e in una situazione reale, potrà dare indicazioni importanti sulle abitudini degli utenti, sui vantaggi per la rete alla luce di un regime tariffario più variegato, sui benefici economici e ambientali per gli utenti e il sistema che una smart grid può offrire. Gli utenti, per tutta la durata del progetto, vedranno premiati con un sistema di incentivazione i comportamenti energetici più virtuosi.

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In un anno raccolte 14.400 tonnellate di cellulari e piccoli elettrodomestici da Ecolight http://www.impresagreen.it/news/7158/in-un-anno-raccolte-14-400-tonnellate-di-cellulari-e-piccoli-elettrodomestici-da-ecolight.html.html Mon, 07 Jul 2014 11:22:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7158/in-un-anno-raccolte-14-400-tonnellate-di-cellulari-e-piccoli-elettrodomestici-da-ecolight.html  In occasione della presentazione del rapporto sociale, il consorzio per la gestione dei RAEE indica la via per aumentare i volumi: «Cassonetti automatizzati per rispondere all’Uno contro Zero. Portiamo i contenitori di RAEE più vicini ai consumatori, non solo nelle piazzole dedicate».

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Raccolta, recupero, conoscenza, ma soprattutto innovazione: l’azione di Ecolight nel corso del 2013 è stata caratterizzata da questi quattro elementi. Il consorzio nazionale per la  gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche - RAEE  - e delle pile e degli accumulatori a fine vita presenta il proprio rapporto sociale. Un documento che raccoglie l’azione di Ecolight in 12 mesi e che descrive l’impegno del consorzio per l’ambiente.
«Il nostro impegno che non si è fermato alla sola gestione dei rifiuti, ma ha trovato concreta applicazione in un’attenta azione di recupero, nel sensibilizzare una maggiore conoscenza di questo tipo di rifiuti e nell’individuare soluzioni innovative che possano incrementare i quantitativi raccolti e migliorare la qualità dei rifiuti gestiti», premette il presidente di Ecolight, Walter Camarda. Un impegno che è stato rivolto al futuro. Prosegue Camarda: «Il 2013 ha visto anche l’avvio del lavoro per il recepimento della nuova direttiva europea in materia di RAEE; lavoro che è approdato nel marzo di quest’anno all’approvazione e pubblicazione del decreto che stabilisce le nuove linee guida di operatività e i nuovi obiettivi di raccolta. Ecolight è pronto a fare la propria parte e si è già attivato mettendo in campo una serie di iniziative per agevolare l’applicazione del principio dell’Uno contro Zero per gli esercizi commerciali della Grande distribuzione organizzata».
I dati - Sul fronte della raccolta, nel 2013 il consorzio ha gestito quasi 20.500 tonnellate di RAEE - con un calo del 5% rispetto al 2012 -, raggiungendo elevati tassi di recupero che hanno sfiorato il 95 per cento in peso. La maggior parte dell’attività (il 70,4%) ha interessato il raggruppamento R4 dei RAEE: Ecolight ha gestito infatti quasi 14.400 tonnellate tra cellulari, piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo confermandosi così come il sistema collettivo di riferimento per questa tipologia di rifiuti. Sul fronte delle pile e degli accumulatori portatili, Ecolight ha raccolto oltre 1.200 tonnellate di pile e accumulatori, raddoppiando i quantitativi dell’anno precedente. Anche in questo caso, le percentuali di recupero hanno superato il 90% in peso.
L’analisi - La gestione dei RAEE in Italia ha risentito per il secondo anno consecutivo di un calo dei quantitativi. I motivi vengono rimandati al perdurare di un momento economico difficile do0ve a fronte di meno consumi vengono prodotti anche meno rifiuti. Ecolight conferma però le preoccupazioni in merito all’attività di sciacallaggio cui i rifiuti elettronici sono sottoposte le isole ecologiche comunali e alla presenza di circuiti paralleli che operano al di fuori del sistema RAEE.
Il futuro - Il nuovo decreto RAEE descrive la strada da seguire. Come spiega il direttore generale di Ecolight, Giancarlo Dezio: «Le novità che sono state introdotte mirano ad incrementare la raccolta dei RAEE per raggiungere gli obiettivi europei, ovvero il 45% dell’immesso sul mercato a partire dal 2016. Quota che diventerà il 65% dal 2019. Questo significa triplicare gli attuali volumi».
Ecolight ha voluto anticipare il futuro rispondendo alle prescrizioni indicate dal principio dell’Uno contro Zero. «In vista dell’obbligo di ritiro gratuito dei piccoli elettrodomestici (con dimensioni fino a 25 cm) per i negozi con una superficie di vendita dedicata alle apparecchiature elettriche superiore ai 400 mq, il consorzio sta già studiando delle soluzioni mirate con la predisposizione di isole ecologiche automatizzate da posizionare in prossimità dei negozi. È questo un progetto che a breve partirà con l’intento di essere più vicini non solamente ai consumatori e alle aziende della distribuzione, ma anche all’ambiente».

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Efficienza energetica: da Governo 800 mln per riduzione consumi http://www.impresagreen.it/news/7157/index.html.html Fri, 04 Jul 2014 10:20:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7157/index.html  Il ministro Guidi: "Un pacchetto significativo che ci rende più competitivi e rispettosi dell'ambiente".

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Ammontano a oltre 800 milioni le risorse che il governo stanzia a favore di interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica per conseguire una maggiore efficienza nel settore pubblico, nella produzione industriale e nei consumi domestici. Tra questi: riqualificazione energetica degli edifici pubblici, rafforzamento del meccanismo dei certificati bianchi, promozione dei sistemi di consumo energetico  individuale,  nuovi metodi di fatturazione basati sui consumi reali che favoriscano i consumatori  e finanziamenti a favore di progetti di efficienza e di reti per il teleriscaldamento e del teleraffrescamento. Una serie di misure aggiuntive che potenzia gli strumenti  della Strategia  Energetica Nazionale (SEN) per centrare l’ambizioso obiettivo fissato in sede Ue di riduzione dei consumi di energia primaria del 20% entro il 2020. 
Il Consiglio dei Ministri ha, infatti, approvato il Decreto di recepimento della Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, dal Ministro dello  Sviluppo economico, Federica Guidi, e dal Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, Gian Luca Galletti. Sul provvedimento si sono espressi la Conferenza delle Regioni e le Commissioni Parlamentari competenti.

Nel dettaglio, a partire da quest’anno sarà avviato il programma di interventi di riqualificazione energetica negli edifici della PA centrale grazie ad uno stanziamento di 355 milioni nel periodo 2014-2020. A queste risorse si aggiungeranno i finanziamenti privati che potranno essere attivati attraverso contratti di prestazione energetica che ripaghino gli investimenti con i risparmi sulla bolletta. Nell’ambito delle forniture di prodotti e servizi della PA centrale è stato, inoltre,  rafforzato il vincolo di acquisto di prodotti e servizi ad alta efficienza energetica. 

Le grandi aziende e le imprese ad alta intensità energetica, dal 5 dicembre 2015, saranno tenute a eseguire diagnosi energetiche periodiche, utili per individuare gli interventi più efficaci per ridurre i consumi di energia. Per le piccole e medie imprese sono stati stanziati 105 milioni per favorire il ricorso alle diagnosi energetiche e per focalizzare l’attenzione sui vantaggi competitivi dell’efficienza. Per incentivare la realizzazione dei progetti di efficienza energetica che scaturiranno dalle diagnosi è stato previsto di rafforzare il meccanismo dei certificati bianchi. Questi ultimi, noti anche come Titoli di Efficienza Energetica-TEE, sono titoli negoziabili che certificano il conseguimento di risparmi energetici negli usi finali di energia attraverso interventi e progetti di riqualificazione.
Le imprese che intendano realizzare nuovi impianti di produzione di energia elettrica o di energia termica, con potenza superiore a 20 MW termici nonché nuove reti di teleriscaldamento, dovranno effettuare un’analisi costi-benefici, mentre sarà contestualmente avviata un’analisi sul territorio nazionale per identificare le aree con maggiore potenziale di sviluppo del teleriscaldamento, allo scopo di indirizzare gli investimenti e di semplificare i procedimenti autorizzativi. 


Sono state introdotte norme per rafforzare, anche nella regolazione dei servizi energetici e delle attività di trasmissione e distribuzione dell’energia, la spinta verso l’efficienza energetica e verso l’eliminazione di eventuali ostacoli all’incremento dell’efficienza delle reti, al sostegno della diffusione efficiente delle fonti rinnovabili, alla generazione distribuita e alla cogenerazione ad alto rendimento, promuovendo in maniera più incisiva la partecipazione della domanda ai mercati dell’energia. Grande attenzione è rivolta all’incremento delle professionalità e della qualità dei servizi energetici. Il provvedimento potenzia, infatti, la disponibilità di regimi di qualificazione e certificazione per i fornitori di servizi, rendendoli obbligatori, in alcuni casi, per l’accesso agli incentivi. 

Il provvedimento istituisce, inoltre, il “Fondo nazionale per l’efficienza energetica”, un importante strumento finanziario volto a favorire gli interventi per la riqualificazione energetica degli edifici della PA e per la riduzione dei consumi di energia nei settori dell’industria e dei servizi. Una specifica sezione del Fondo sarà dedicata a sostenere gli investimenti in reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento. Il Fondo che agirà mediante la concessione di garanzie e finanziamenti sarà alimentato con circa 70 milioni di euro l’anno, nel periodo 2014-2020.

Rilevanti anche le misure a beneficio dei consumatori finali di energia. Sono infatti previste disposizioni che mirano ad accrescere la consapevolezza dei consumi energetici nei cittadini attraverso la promozione dei sistemi di misura individuali e una fatturazione più precisa e fondata sul consumo reale. Inoltre, conformemente al criterio di delega assegnato al Governo con legge europea del 2013, è demandato all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico l’incarico di superare la struttura progressiva delle tariffe rispetto ai consumi, tenendo conto dell’esigenza di tutelare i consumatori  economicamente svantaggiati.  

Introdotte anche importanti norme per la diffusione delle informazioni e per la formazione di imprese, pubbliche amministrazioni, cittadini e studenti. E’ previsto infatti il lancio di un programma, elaborato da ENEA, con la collaborazione delle associazioni di categoria, delle associazioni dei consumatori  e delle Regioni, che disporrà di una somma fino ad un milione di euro all’anno. 

“Si tratta di un pacchetto, che insieme alle altre misure approvate finora, consente di affrontare le importanti sfide dirette a migliorare la sicurezza di approvvigionamento e alla riduzione dei costi energetici”, ha detto Guidi auspicando che “possano presto diventare tangibili i benefici a favore dei consumatori, delle imprese e dell’ambiente”.

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Mise: 430 milioni per investimenti e efficientamento energetico nel Meridione http://www.impresagreen.it/news/7156/mise-430-milioni-per-investimenti-e-efficientamento-energetico-nel-meridione.html.html Fri, 04 Jul 2014 10:15:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7156/mise-430-milioni-per-investimenti-e-efficientamento-energetico-nel-meridione.html  Sono state concesse agevolazioni pari a circa 430 milioni di euro in favore di oltre 850 imprese.

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Sfiorano oltre 430 milioni le disponibilità di cui 850 imprese della Calabria, Campania, Puglia e Sicilia possono usufruire per finanziamenti agevolati destinati a investimenti innovativi e  efficientamento energetico. 
Il Ministero dello Sviluppo economico ha, infatti, concluso,  nel rispetto del termine di scadenza della Carta degli aiuti a finalità regionale, le attività di concessione delle agevolazioni a favore delle imprese che hanno presentato domanda a valere sui bandi, collegati alla programmazione comunitaria 2007/2013, “Investimenti innovativi” ed “Efficienza energetica” nelle Regioni obiettivo Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia). 
I bandi sono stati aperti il 4 marzo per gli “Investimenti innovativi” e il 29 aprile per l’ “Efficienza energetica”
Le agevolazioni, sotto forma di finanziamento rimborsabile,  coprono il 75% dei costi totali ammissibili dei programmi e consentiranno di realizzare investimenti tecnologicamente avanzati o per la riduzione del consumo di energia primaria, per un ammontare complessivo pari a oltre 570 milioni di euro, con un conseguente impatto positivo sulla competitività e sullo sviluppo tecnologico del territorio.
Entrambi i bandi hanno riscontrato una grande partecipazione da parte delle imprese, con oltre 1100 domande presentate. Per far fronte al maggior fabbisogno finanziario, le risorse del bando “Investimenti innovativi”, inizialmente pari a 150 milioni di euro, sono state incrementate dal Ministro dello Sviluppo economico di ulteriori 189 milioni di euro, portando così la dotazione finanziaria complessiva disponibile per i due interventi esattamente a 439 milioni di euro.

Per maggiori informazioni

 

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Dalla responsabilità alla sostenibilità: Alcatel-Lucent punta su ambiente ed etica http://www.impresagreen.it/news/7155/dalla-responsabilita-alla-sostenibilita-alcatel-lucent-punta-su-ambiente-ed-etica.html.html Thu, 03 Jul 2014 15:05:00 +0000 http://www.impresagreen.it/news/7155/dalla-responsabilita-alla-sostenibilita-alcatel-lucent-punta-su-ambiente-ed-etica.html  Il rapporto per il 2013 segnala non solo gli aspetti di “buona cittadinanza”, ma anche quelli sulla eticità del business e sul contributo allo sviluppo della “new economy” digitale per un mondo più interconnesso.

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In un mondo che cambia tanto in fretta, con nuove priorità che emergono, blocchi geo-politici-economici  che si confrontano, quale dev’essere il contributo delle aziende ad uno sviluppo equilibrato e quindi duraturo nel tempo? Il rapporto annuale di Alcatel-Lucent sulla Sostenibilità segna un’evoluzione nella risposta a questa domanda.
Nelle sue circa 200 pagine ricche di grafici e fitte tabelle sono presentati i temi affrontati, le risposte date, i successi ottenuti, quelli ancora da conquistare ma comunque già avvicinati. Si spazia dalle tematiche tipiche della CSR, la Corporate Social Responsibility, come la formazione, il lavoro femminile, le eque opportunità, il rispetto per le minoranze e le “diversità”, alle norme che regolano i rapporti con clienti e fornitori, fino all’impatto ambientale: acqua, rifiuti, consumi energetici.
Una vasta parte del rapporto è tuttavia dedicata anche al contributo che le tecnologie possono dare ad un mondo più interconnesso, più “inclusivo”, più attento consumatore delle risorse naturali. Si tratta di un vasto impegno che riflette un atteggiamento di fondo maturato negli anni, frutto di uno sforzo a tutto campo che è valso ad Alcatel-Lucent una serie di riconoscimenti internazionali, tra i quali il primato nel Dow Jones Sustainability Index del settore tecnologico, o la Gold Recognition per la valutazione CSR di Ecovadis.
Tra le eccellenze acquisite da Alcatel-Lucent figurano quelle nell’etica del business, con la promozione e il mantenimento su scala mondiale di una campagna “tolleranza zero” verso qualsiasi violazione di leggi e regole nei confronti di clienti e autorità: nessuna violazione è stata registrata, in nessuna parte del mondo, per tutto il 2013. Una vasta azione è stata anche condotta per assicurare il rispetto delle regole da parte di fornitori e subfornitori (cioè i fornitori dei fornitori). Solo per esaminare l’utilizzo eventuale di materiali originati da zone di conflitto sono stati “passati al setaccio” ben 350 fornitori in tutto il mondo. Parte di questo sforzo è anche la pubblicazione del primo Conflict Minerals Report nella storia dell’azienda.
Uno sforzo particolare è stato condotto in materia ambientale, per assicurare il corretto uso di risorse che, come l’acqua, sono particolarmente critiche in alcune aree del mondo, oltre che per ridurre la quantità dei materiali di scarto. 
Nell’anno, il 97% dell’ “electronic waste”, ovvero i residui elettronici, è stato riciclato o riutilizzato, riducendo in questo modo di un terzo anche le emissioni di CO2 corrispondenti. Si tratta in questo caso di un notevole progresso verso l’obiettivo della riduzione del 50% delle emissioni di CO2 per il 2020. Il dettaglio di analisi al riguardo è elevatissimo, con stime per categoria e sottocategoria degli impieghi, dei progressi e della strada ancora da fare.
Si scopre, per esempio, in questo modo che l’energia elettrica acquistata rappresenta l’1,2% del “carbon foot print”, contro il 10,0% dei prodotti e servizi acquistati, lo 0,2% dei viaggi di lavoro o dello 0,4% dei costi giornalieri del trasporto per recarsi al lavoro.
Il “grosso” delle emissioni, pari all’88,3%, riflette i prodotti venduti. Speciali “Green Team” analizzano la quantità di CO2 assorbita e prodotta dai vari siti, provvedendo anche a dare le informazioni utili al personale localmente coinvolto. E’ interessante notare come il 27% dell’energia elettrica mondialmente utilizzata provenga da fonti rinnovabili, mentre in paesi come Belgio, Austria e Svizzera il 100% dell’energia elettrica proviene da fonti idroelettriche.

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