Un software svela limpatto ambientale degli ingredienti per i prodotti cosmetici

Unifarco ha elaborato un software proprietario per la scelta degli ingredienti a ridotto impatto ambientale.

Autore: Redazione ImpresaGreen

La misurazione della ‘carbon foorprint’ dei prodotti cosmetici è diventata ormai prioritaria per le aziende. Unifarco, infatti, oltre a valutare efficacia e sicurezza, considera anche l’impatto ambientale dei propri ingredienti.Questo avviene attraverso degli standard definiti a livello mondiale e che si rifanno tutti all’approccio LCA (Life Cycle Assessment), il modello analitico che permette di fare questo tipo di valutazioni. In quest’ottica, Unifarco ha semplificato e messo a sistema, attraverso un software realizzato internamente, un metodo di calcolo in grado di misurare l’impatto ambientale delle materie prime analizzando 16 categorie, tra le quali ad esempio: il consumo di acqua, di suolo, di risorse fossili e l’eutrofizzazione.
Il software fornisce ai formulatori due diversi output: l’indicatore unico, ottenuto dalla sommatoria di tutti i 16 parametri e la CO2 equivalente, ovvero la quantità di anidride carbonica emessa nell’atmosfera per produrre quella determinata materia prima. Questi due parametri permettono al formulatore di scegliere, a parità di performance, la combinazione di materie prime con il minor impatto ambientale. 
Unifarco valuta, ad esempio, l’impatto che ha il processo di estrazione di un ingrediente da una pianta fornendo parametri misurabili e confrontabili. Può accadere per esempio che tale processo abbia una carbon footprint più elevata rispetto alla produzione per via sintetica di un estratto equivalente. In questo caso va valutato l’intero processo ‘cradle to grave’ partendo dalla materia prima/ingrediente per arrivare al prodotto finito e all’end of life. Circa 9 mesi fa l’azienda ha iniziato il percorso di raccolta di tutte le informazioni possibili da parte dei produttori.
Una parte certamente non priva di difficoltà che ha visto molto spesso l’azienda collaborare direttamente con il fornitore, un lavoro a quattro mani per ricostruire insieme il dato mancante. Unifarco ha quindi mappato l’impronta ambientale di 150 materie prime, alcune delle quali sono multicomponenti. Il totale degli ingredienti è quindi pari circa a 250. Questo lavoro è molto utile anche per gli stessi produttori che hanno così una visione concreta e misurabile sull’impronta di carbonio dei propri ingredienti. E possono quindi capire dove lavorare e in che modo poterla ridurre.
“Ciò esprime pienamente la visione di Unifarco che ragiona sempre in termini di sostenibilità” ha dichiarato Gianni Baratto, Scientific Vice President Unifarco. “Formulare in ecodesign ci permette di realizzare prodotti sicuri, efficaci e con un profilo ambientale sostenibile. Un processo in continuo divenire per prenderci cura, oggi e in futuro, dell’ambiente che ci circonda”.

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