Energia e gas: per le Pmi prima riduzione delle bollette dopo 18 mesi

La spesa unitaria media si assesterà dunque sui 429 euro al MWh per l’energia elettrica e 1,30 euro al mc per il gas naturale nel secondo trimestre 2022.

Autore: Redazione ImpresaGreen

Dopo 6 trimestri consecutivi di aumenti, torna a scendere il prezzo delle bollette a carico delle micro e piccole imprese, pur rimanendo accentuata la crescita della spesa rispetto allo scorso anno. Nel secondo trimestre 2022 la spesa per energia elettrica e gas naturale, riferita ad alcuni profili tipo operanti in regime di tutela e rappresentativi delle esigenze produttive e di consumo delle micro e piccole imprese italiane (ad esempio negozio di ortofrutta, bar, parrucchiere), registrerà una diminuzione rispettivamente del -9,7% e del -7,4%, rispetto allo scorso trimestre. Si ferma così un percorso di forte aumento iniziato dalla fine della primavera dello scorso anno.
E’ quanto emerge dal monitoraggio periodico dei costi dei servizi pubblici locali sostenuti dalle micro e piccole imprese operato da Unioncamere e BMTI, con il supporto di REF Ricerche.
Il contesto di grande incertezza conseguente allo scoppio del conflitto in Ucraina è stato in parte bilanciato dalle misure straordinarie prese del Governo italiano, che ha confermato l’azzeramento degli oneri generali e la riduzione dell’IVA per il gas.
La spesa unitaria media si assesterà dunque sui 429 euro al MWh per l’energia elettrica e 1,30 euro al mc per il gas naturale nel secondo trimestre 2022. Nello specifico, tra i differenti profili tipo di impresa analizzati, per quanto riguarda l’energia elettrica, le riduzioni rispetto al I trimestre 2022 oscillano tra il -10,2% per il negozio di beni non alimentari e il -8,8% per l’ortofrutta, mentre per la spesa di gas naturale le diminuzioni vanno dal -10 % per i parrucchieri al -3% per i supermercati.
Rimane comunque elevata la pressione sulle imprese, con un aumento della spesa che rispetto al secondo trimestre del 2021 è del +88% per l’energia elettrica e del +83,8% per il gas naturale. A pesare è soprattutto l’effetto del notevole incremento della componente vendita. Le tensioni internazionali causate dalla guerra in Ucraina hanno determinato gli aumenti delle quotazioni internazionali di gas naturale e, di conseguenza, dell’energia elettrica. La ricerca da parte dei Paesi europei di nuove fonti di approvvigionamento ha attenuato la tensione nelle ultime settimane, pur rimanendo forte la dipendenza dalla Russia. Inoltre, le condizioni meteorologiche non hanno certo aiutato l’Italia, che ha a lungo affrontato temperature rigide e una siccità straordinaria, che ha dimezzato la produzione idroelettrica nazionale.

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