G8, sul clima passi avanti o fallimento totale?

Opinioni contrastanti in merito ai risultati del G8 in merito ai temi ambientali: mentre il Ministro dell’Ambiente accoglie il documento finale del meeting come un risultato di portata storica, Greenpeace lo ritiene un fallimento completo e invita i cittadini a mobilitarsi per fare pressione sui governi.

Autore: Redazione GreenCity


A pochi giorni dalla fine del G8, emergono opinioni contrastanti in merito ai risultati raggiunti nel corso del meeting per quanto riguarda i temi ambientali.
Da una parte i leader politici intervenuti a L’Aquila ritengono di aver ottenuto un accordo fondamentale, base per un’azione decisiva in merito ai temi green.
Dopo gli interventi dei vari capi di stato a sostegno del loro operato, nelle parole del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo si legge soddisfazione per “un risultato di straordinaria portata storica”, un accordo che ha finalmente messo nero su bianco l’impegno dei paesi industrializzati.
Gli otto leader hanno decretato il taglio dell’80% nelle emissioni di gas serra e la limitazione dell’innalzamento della temperatura globale a 2 gradi centigradi, dichiarando inoltre il raddoppio dei fondi per gli investimenti in low carbon technologies.
Il ministro Prestigiacomo indica nel documento firmato la scorsa settimana un segnale importantissimo in vista della Conferenza Onu di Copenhagen di settembre.
Visione diametralmente opposta quella di Greenpeace, che si scaglia contro il G8 definendolo un fallimento dal punto di vista delle problematiche ambientali.
Simona Fausto, attivista dell’associazione, dall’alto della ciminiera di Brindisi occupata, afferma che “i governi del G8 stanno nascondendo la loro mancanza di leadership dietro parole vuote e gesti vani, l’inazione del G8 ha portato il mondo un passo ancora più vicino a cambiamenti climatici catastrofici”.
Dello stesso avviso è Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia, secondo il quale “il G8 ha abdicato, in modo disgustoso, dalle proprie responsabilità; invece di affrontare i cambiamenti climatici e di salvare le nazioni più vulnerabili del pianeta, a partire da quelle dell’Africa, dagli impatti devastanti già in atto, i leader hanno rinviato questa responsabilità a i governi futuri e alle prossime generazioni”.
Greenpeace ha dunque intrapreso una campagna di sensibilizzazione per invitare i cittadini a fare pressione sui propri capi di stato, perchè stabiliscano degli obiettivi e facciano dei passi avanti prima dell’inizio della conferenza di settembre.

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