Acquistare un notebook verde

Comprare un notebook o un laptop rispettoso dell’ambiente può essere complicato. EPAT fornisce una guida

Autore: Redazione GreenCity

Devi comprare un nuovo notebook, ma vuoi che il tuo acquisto, oltre alle caratteristiche tecniche di capacità, potenza e velocità, rifletta anche le tue preoccupazioni per l’impatto ambientale della macchina, nel suo intero ciclo di vita: dalla progettazione alla produzione, all’utilizzo.
Come fare, e quali parametri tenere in considerazione? Non è una domanda di poco conto, e non è sempre semplice orientarsi tra i dati tecnici pubblicati dai produttori, che a volte si “dimenticano” di rendere noti quelli, magari, non proprio positivi per il loro prodotto.
Per fortuna, a supporto del consumatore di tutto il mondo viene un organismo americano, il The Green Electronics Council, che ha messo a punto uno strumento molto semplice per la classificazione dei prodotti IT in base all’impatto che hanno sull’ambiente.
La classifica viene fatta prendendo in considerazione i materiali con cui sono costruti, il packaging, i consumi di energia e altri ancora. Il tutto concorre a formare un valore finale, sintetizzato con la concessione di una medagla d’oro, d’argento o di bronzo. Le Olimpiadi dei notebook, potremmo definirle.
Vediamo in dettaglio le cinque principali categorie di giudizio.
1. Consumi energetici.

I prodotti vengono comunemente valtati da Energy Star, secondo parametri di efficienza energetica e consumi di elettricità. Nel caso dei notebook, vengono considerati tre diverse modalità operative: stand-by, sleep, e in uso. L’tilizzo di schermi di tipo LED consente un risparmio di energia di circa il 30% rispetto agli schermi LCD, per esempio.
2. Impatto ambientale dei materiali usati.

I materiali utilizzati nella costruzione di n laptop ricoprono n rolo essenziale nalla valutazione del suo impatto ambientale globale. EPEAT spesso fa riferimento allo standard europeo RoHS (Restriction of Hazardous Substances Directive) per valutare le sostanze più rischiose presenti in prodotti elettronici destinati al grande consumo, come appunto laptop e notebook (ma non solo). Si tratta di materiali come cadmio, cromo esavalente, mercurio, piombo, ritardanti di fiamma, PVC e altri ancora, il cui uso è scoraggiato. Le batterie non devono contenere piombo, cadmio e mercurio.
3. Ciclo di vita di un prodotto.

I prodotti elettronici diventano obsoleti in brevissimo tempo. Ogni sei mesi circa, l’industria dell’IT mette sul mercato modelli nuovi con prestazioni migliori. Comprare in laptop le cui parti diventano “vecchie” dopo soli sei mesi signifca, però, produrre grandi quantità di rifiuti elettronici, uno dei maggiori problemi industriali di oggi. EPEAT valuta la facilità di aggiornamento di un prodotto nelle se parti, incluse hard disk e RAM., senza dover ricorrere a professionisti. Ttti i notebook devono avere una garanzia addizionale di tre o, in alternativa, un servizio di assistenza a disposizione degli acquirenti.
4. Imballaggio eco-compatibile.
Anche l’imballaggio ha il so peso rispetto alla valutazione dell’impatto ambientale di un prodotto. Gli standard stabiliti da EPEAT prevedono di non utilizzare metalli pesanti in qualunqe momento o componenti dei processi di produzione e imballaggio di un prodotto, diversi produttori, come Apple e HP, hanno cominciato a utilizzare materiale riciclato nella produzione di imballaggi per laptop.
5. Cosa fare alla fine del ciclo di vita.
Nella sola America si stima che circa 19mila tonnellate di laptop ogni anno finiscano tra i rifiuti. Il loro recupero e reinserimento nel ciclo produttivo costituisce un poarametro di valutazione da parte di EPAT. I laptop “più verdi” sono quelli che non contengono vernici e rivestimenti o grandi parti plastiche che non possano essere riutilizzate o riciclate. EPEAT vuole che i produttori includano, nelle condizioni di vendita, la possibilità per il consumatore di acquistare un servizio di take-back (ritiro del prodotto a fine vita) o di riciclaggio. Lo stesso per quanto concerne le batterie.

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