Varese, i rifiuti elettronici diventano nuova risorsa
L’opera Terra Rara restituisce più di tre quintali di plastica e oltre 100 kg di metalli. Cellulari, caricabatterie e piccoli elettrodomestici sono stati raccolti da studenti, associazioni e cittadini nell’ambito del progetto del consorzio Ecolight in collaborazione con il Comune di Varese.
Autore: Redazione ImpresaGreen
Da rifiuti a fonte di materiali utili, a volte anche rari e ricercati. È questo il destino che attende i512 kg di RAEE– cioè dispositivi elettrici ed elettronici come telefonini, caricabatterie e piccoli elettrodomestici – che sono stati raccolti a Varese nell’ambito del progetto Terra Rara, promosso dalConsorzio Ecolightin collaborazione con ilComune di Varese, la curatela diKarakorum Impresa Socialee il sostegno diImpresa SangallieFondazione Molina.
Dagli oltre 5 quintali di apparecchi (1.300 pezzi) che in meno di un mese, tra ottobre e novembre, sono arrivati nei17 punti di raccolta attivati sul territorio, sono stati infattirecuperati circa 320 kg di plastica e 110 kg di metalli, fra cui anche una parte di materiali – le cosiddette “terre rare”, appunto – che scarseggiano in natura ma sono fondamentali per l’industria high-tech e la transizione ecologica. A questo si aggiungono15kg di pile esausteche si trovavano all’interno dei RAEE stessi.
«Al di là di questi numeri, che sono positivi – commentail presidente del Consorzio Ecolight Walter Camarda–, un risultato importante èl’alleanza virtuosache si è creata fra le realtà protagoniste del progetto:300 studenti di tre scuole superiori, due enti locali, otto enti del terzo settore e due imprese privatehanno promosso la raccolta e diffuso consapevolezza sui temi dell’ambiente e dell’economia circolare, dimostrando che coinvolgere le persone dal basso è la chiave per costruire un futuro sostenibile. Avere agito, oltre che sul piano ambientale, anche su quello educativo e culturale rappresenta il valore aggiunto del progetto».
Ad accendere la partecipazione è stata l’idea ditrasformare una parte dei RAEE raccolti, circa 50kg, nell’installazione artistica “Terra Rara” di Livia Paola Di Chiara, esposta durante le ultime feste natalizie a Palazzo Estense. Smontata l’opera, gli oggetti (assieme a tutti gli altri conferiti nell’ambito del progetto) sono stati portati agli impianti autorizzati al trattamento dei rifiuti elettronici. È importante ricordare cheiRAEE sono riciclabili per oltre l’85% del loro peso: «Molte delle loro componenti (le cosiddette materie prime seconde) si possono reimmettere nel ciclo produttivo.Sfruttare questa “miniera” comporta tanti vantaggi, come ridurre i costi derivanti dalla gestione dei rifiuti, risparmiare energia ed evitare lo sfruttamento delle risorse naturali» aggiunge Camarda.
Cittadini e cittadine possono proseguire lo spirito del progettoportando i RAEE in piattaforma ecologica, oppure in negozio in ragione dei principi “1contro1”(il nuovo per il vecchio)e “1contro0”(nei grandi negozi e per RAEE fino a 25 cm).
Da parte sua, il Comune di Varese ha annunciato l’intenzione di prendere spunto dall’iniziativa Terra Rara per adottare, in concomitanza con il rinnovo dell’appalto del servizio di igiene urbana, nuove pratiche che possano diventare stabili nel tempo.
«Il progetto “Terra Rara” e le iniziative dedicate alla raccolta dei piccoli RAEE – dichiaraNicoletta San Martino, assessora alla tutela ambientale, sostenibilità sociale ed economia circolare del Comune di Varese– consentono al Comune di Varese di rafforzare il proprio impegno nello sviluppo di modelli di economia circolare fondati sulla collaborazione strutturata tra cittadini, istituzioni e imprese. Con il nuovo appalto per il servizio di igiene urbana, l’Amministrazione intende dare continuità e ulteriore impulso a tale percorso, attraverso l’adozione di nuove modalità di raccolta porta a porta dei RAEE, in coerenza con gli obiettivi di sostenibilità ambientale».
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