Shrinkflation e sostenibilità: italiani più attenti a trasparenza, packaging e valore reale

La ricerca di Pro Carton: oltre 7 italiani su 10 sono consapevoli del fenomeno della shrinkflation. Preoccupano il costo della vita e i conflitti internazionali, ma rimane alta l’attenzione a sostenibilità e riciclabilità.

Autore: Redazione ImpresaGreen

Diminuisce il prodotto, resta invariata la spesa. La shrinkflation – la riduzione delle quantità o delle dimensioni di un articolo a parità di prezzo – non passa più inosservata. Il fenomeno è ora sotto la lente dei consumatori italiani, che si dimostrano oggi più attenti, informati e pronti a riconoscere confezioni alleggerite e formati ridotti. Secondo i nuovi dati dell’Osservatorio di Pro Carton, l’Associazione Europea dei Produttori di Cartone e Cartoncino, oltre 7 italiani su 10 (73%) dichiarano di essere consapevoli del fenomeno. L’indagine, condotta nel 2026 su oltre 5.000 consumatori in cinque Paesi europei, Italia, Regno Unito, Francia, Germania e Spagna, fotografa un cambio di passo significativo: la maggiore attenzione verso le confezioni “alleggerite” si traduce in scelte d’acquisto più selettive, con i consumatori pronti a premiare i marchi che garantiscono trasparenza, informazioni chiare e correttezza nelle comunicazioni di prodotto. La conoscenza più approfondita della shrinkflation si traduce in scelte concrete e ridefinisce le dinamiche di consumo in un contesto economico complesso. Se un prodotto abituale riducesse la quantità o le dimensioni senza variazioni di prezzo, l’84% degli intervistati ha dichiarato che reagirebbe intraprendendo azioni nei confronti del brand. Tra le opzioni più selezionate - con possibilità di scelta multipla - emergono la ricerca di un’alternativa con un miglior rapporto qualità-prezzo, il passaggio a un’altra marca e la decisione di smettere del tutto di acquistare il prodotto. Queste decisioni si collocano in unoscenariodi forte incertezza. Nell’ultimo anno sono aumentate le preoccupazioni degli italiani, con il costo della vita in cima alle priorità (80%), seguito dai conflitti internazionali (79%), dalla povertà (69%) e dall’inflazione (67%). Un quadro che riflette la percezione di un clima economico e sociale instabile. Parallelamente alle pressioni economiche,resta alta l’attenzione verso le questioni ambientali: il 56%degli intervistati dichiara di essere diventatopiù sensibile al tema del cambiamento climatico negli ultimi dodici mesi. Queste crescenti preoccupazioni e consapevolezze non incidono soltanto sulla percezione del prezzo, ma ampliano in modo significativo i criteri di valutazione dei prodotti. I consumatori, diventati più razionali e selettivi, si muovono oggi in un contesto profondamente cambiato, in cui evolvono i modelli di consumo e si ridefiniscono le priorità sociali, dando peso a fattori che fino a qualche decennio fa sarebbero stati marginali. In questo scenario anche il packaging diventa una leva e una variabile determinante nelle scelte d’acquisto: trasparenza e sostenibilità non sono più elementi accessori, ma componenti centrali nel processo decisionale. Se da una parte la shrinkflation solleva questioni etiche su prodotti e brand, dall’altra l’attenzione alla sostenibilità rimane centrale, a patto che non comporti un aumento di prezzo. Nell’ultimo anno, tra gli intervistati che hanno cambiato marca o prodotto a causa del packaging, il 57% ha dichiarato di farlo perché l’imballaggio non riciclabile. Di conseguenza, se lo stesso prodotto fosse disponibile in due versioni – una in plastica e una in cartone/cartoncino – l’89% dei rispondenti sceglierebbe il cartone. Entrambe le percentuali rappresentano i valori più alti in Europa. L’88% degli italiani dichiara di considerare almeno qualche volta l’impatto ambientale nelle proprie scelte di prodotti confezionati. Un dato che supera di 3 punti percentuali la media europea, confermando un’attenzione costante da parte degli italiani verso le tematiche ambientali. Tuttavia, il 73% sceglie prodotti sostenibili solo se proposti allo stesso prezzo delle alternative tradizionali, mentre il 27% è disposto ad acquistarli a prescindere dal costo. Questo dimostra che il packaging sostenibile sta diventando la "nuova normalità" e che, in assenza di soluzioni credibili, i consumatori cercheranno prodotti alternativi.

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