Batterie esauste: lItalia sfiora i 9 milioni di chili raccolti e punta ai nuovi target UE
l Rapporto Annuale 2025 del CDCNPA rivela una rete di raccolta sempre più capillare, con oltre 15.000 punti sul territorio, mentre il settore affronta il cambio di paradigma normativo europeo.
Autore: Redazione ImpresaGreen
Il gesto quotidiano di smaltire correttamente una pila stilo o la batteria di un vecchio smartphone alimenta in Italia un sistema industriale complesso e sempre più efficiente. Secondo il Rapporto Annuale 2025 presentato dal Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (CDCNPA), l'anno appena trascorso ha fatto registrare la raccolta di 8.868.248 chili di pile e accumulatori portatili. Questo dato non rappresenta solo un bilancio operativo, ma segna lo spartiacque definitivo tra la vecchia gestione e il nuovo Regolamento UE 2023/1542, che mira a trasformare radicalmente l'architettura della filiera per renderla ancora più circolare e sfidante.
Analizzando i volumi, il rapporto evidenzia una flessione tecnica del 14,6% rispetto al 2024, un numero che tuttavia non deve trarre in inganno. La diminuzione è infatti l'esito di un "effetto contabile" dovuto alla nuova classificazione europea, che ha ridefinito in modo più puntuale cosa rientri nella categoria delle batterie portatili, escludendo alcuni quantitativi precedentemente conteggiati. Al contrario, l'efficacia reale del sistema è dimostrata dalla crescita costante della raccolta coordinata direttamente dal Centro di Coordinamento, segnale di una filiera che gode di ottima salute e che si prepara a scalare i nuovi, ambiziosi obiettivi di recupero imposti da Bruxelles per i prossimi anni.
La capillarità del servizio è uno dei punti di forza del modello italiano. La rete dei punti di raccolta ha superato quota 15.000 unità, con un incremento del 3,5% nell'ultimo anno e una crescita imponente del 37% nell'ultimo quinquennio. Sebbene il Nord Italia mantenga il primato per densità di strutture con oltre 7.300 centri, il Sud e le Isole stanno correndo più velocemente, registrando l'incremento più alto di nuovi punti a disposizione dei cittadini. La struttura della rete vede una prevalenza numerica dei punti vendita, ma sono i centri di raccolta comunali a confermarsi il vero polmone del sistema, garantendo il maggior afflusso di volumi di rifiuti avviati al trattamento.
A livello territoriale, il Piemonte si conferma la regione trainante con oltre 2,3 milioni di chili raccolti, guidando il raggruppamento del Nord che da solo intercetta quasi 6,5 milioni di chili. Nel Centro Italia spicca il Lazio, responsabile di oltre un terzo della raccolta dell'area, mentre al Sud la Campania guida la classifica regionale per volumi conferiti. Oltre alle batterie portatili, il sistema ha gestito oltre 43 milioni di chili di batterie industriali e per veicoli. Con l'entrata in vigore dei nuovi obblighi di rendicontazione estesi a tutti gli operatori, l'Italia si avvia verso una trasparenza totale della filiera, fondamentale per governare la transizione energetica e il recupero delle materie prime critiche contenute in questi dispositivi.
Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.