Da fabbrica di ordigni a bosco urbano: la nuova vita dellarea Ex Sipe a Spilamberto
Tecne e il Gruppo Autostrade per l’Italia trasformano un sito industriale bellico in un polmone verde, parte di un piano nazionale di forestazione che toccherà i 63 ettari entro fine anno.
Autore: Redazione ImpresaGreen
Il paesaggio emiliano si appresta a vivere una metamorfosi dal forte valore simbolico ed ecologico. A Spilamberto, in provincia di Modena, l’area che un tempo ospitava lo stabilimento SIPE - un sito industriale storicamente dedicato alla produzione di ordigni bellici - è al centro di un profondo progetto di rigenerazione ambientale. Grazie alla collaborazione tra Tecne, società di ingegneria del Gruppo Autostrade per l’Italia, e Rete Clima, questo spazio segnato dal passato industriale verrà restituito alla comunità sotto forma di un bosco urbano orientato alla tutela della biodiversità. L’intervento mira a sostituire la vegetazione infestante con essenze autoctone, trasformando gradualmente i 15 ettari messi a disposizione dal Comune in un parco pubblico capace di generare benefici sociali e climatici.
In questo specifico cantiere naturale, Tecne contribuirà direttamente alla piantumazione di 150 esemplari tra alberi e arbusti, tra cui querce, pioppi, gelsi e ontani, rigenerando quasi un ettaro di superficie nell’ambito della campagna nazionale Foresta Italia®. Ma l’impegno del Gruppo ASPI non si ferma a Spilamberto: l’operazione si inserisce in una strategia di forestazione molto più vasta che interessa l'intera rete autostradale nazionale. Tra il 2024 e il 2025, sono già stati realizzati interventi di sistemazione del verde per 30 ettari, con l'obiettivo ambizioso di raggiungere 632 mila metri quadrati di superficie riforestata entro la fine del 2026, distribuiti in cinque regioni chiave: Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio.
L’Emilia-Romagna guida questa classifica della sostenibilità con circa 22 ettari di nuove aree verdi, seguita da vicino dal Piemonte con oltre 21 ettari. Le attività non riguardano solo la creazione di nuovi boschi, ma anche il rafforzamento delle fasce verdi esistenti in prossimità di carreggiate e svincoli, utilizzando specie coerenti con gli ecosistemi locali come la farnia e il carpino bianco. Questo approccio permette di integrare l'infrastruttura nel paesaggio in modo armonico, favorendo la stabilità ecologica dei territori attraversati e contribuendo alla resilienza ambientale contro il cambiamento climatico.
Questo percorso di riqualificazione dimostra come la gestione delle grandi infrastrutture possa evolvere verso un modello di mobilità sempre più attento agli equilibri naturali. La trasformazione dell’Ex Sipe da luogo di produzione bellica a bosco urbano ne è l’esempio più lampante: un investimento sul futuro che mette al centro il benessere della comunità e la salvaguardia del territorio, trasformando le ferite del passato industriale in nuove infrastrutture verdi per le generazioni a venire.
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