Economia circolare: Ecolight conferma Walter Camarda alla presidenza

Rinnovati i vertici del consorzio per il triennio 2026-2028: al centro della strategia l'aumento della raccolta dei piccoli RAEE e la valorizzazione della "miniera urbana".

Autore: Redazione ImpresaGreen

Il Consorzio Ecolight, punto di riferimento nazionale per la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) e delle batterie, ha scelto la continuità per affrontare le sfide della transizione ecologica. L’assemblea annuale ha infatti confermato l'ingegnere varesino Walter Camarda alla guida del CdA per il prossimo triennio. Camarda, figura di grande esperienza nel settore illuminotecnico, sarà affiancato dal vicepresidente Marco Pagani di Federdistribuzione. Questa conferma arriva in un momento di forte espansione per il consorzio, che ha visto la propria base associativa crescere esponenzialmente, superando all'inizio del 2026 la quota di 3.000 consorziati, a testimonianza di una sensibilità sempre maggiore delle imprese verso la Responsabilità Estesa del Produttore. Negli ultimi tre anni, Ecolight ha gestito quasi 60.000 tonnellate di rifiuti, con una specializzazione distintiva nei piccoli elettrodomestici e nell'elettronica di consumo, che rappresentano oltre il 70% del volume totale raccolto. Questa attività richiede una presenza capillare sul territorio e una logistica complessa, fondamentale per intercettare quei dispositivi che spesso finiscono erroneamente nei rifiuti indifferenziati. Il presidente Camarda ha sottolineato come l'obiettivo del nuovo mandato sia incrementare ulteriormente i tassi di raccolta, facendo leva su strumenti normativi chiave come l'"Uno contro Uno" e l'"Uno contro Zero", che permettono ai cittadini di consegnare i vecchi apparecchi direttamente ai rivenditori in modo semplice e gratuito. Il futuro prossimo del consorzio sarà segnato da importanti novità legislative, tra cui il nuovo decreto batterie che introduce target nazionali più ambiziosi e nuove categorie di raccolta. Per Ecolight, la sfida non è solo logistica ma culturale: trasformare la percezione del rifiuto elettronico in una risorsa strategica. Attraverso progetti come "Terra Rara", il consorzio punta a massimizzare il recupero delle materie prime seconde, alimentando una vera miniera urbana capace di ridurre la dipendenza dalle importazioni di materiali critici. L'impegno per il triennio 2026-2028 si concentrerà quindi su tre pilastri: informazione costante per i cittadini, creazione di filiere circolari efficienti e supporto tecnico ai produttori per rendere la transizione circolare una realtà concreta e sostenibile.

Visualizza la versione completa sul sito

Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.