Il mercato Smart City in Italia vale 1 miliardo: ma un comune su cinque è senza strategia post-PNRR

I dati dell'Osservatorio del Politecnico di Milano evidenziano il successo di mobilità e illuminazione intelligente, ma lanciano l'allarme sulla sostenibilità economica dopo la scadenza del Piano a giugno 2026.

Autore: Redazione ImpresaGreen

Il mercato italiano delle Smart City ha raggiunto nel 2025 il valore di 1,03 miliardi di euro, consolidando un percorso di innovazione urbana fortemente accelerato dai fondi del PNRR. Secondo la ricerca dell'Osservatorio Smart City del Politecnico di Milano, presentata oggi, i settori trainanti sono la mobilità intelligente (220 milioni di euro) e l'illuminazione pubblica (200 milioni), seguiti da monitoraggio ambientale e sicurezza. Tuttavia, l'imminente conclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza - prevista per giugno 2026 - sta aprendo una fase di profonda incertezza: il 22% dei comuni ammette di non avere ancora una strategia per garantire la continuità dei progetti dopo quella data. Nonostante le difficoltà finanziarie, la volontà di investire non si ferma. Per il biennio 2026-2027, le amministrazioni locali puntano con decisione sulla sicurezza (69%), sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (67%) e sui servizi digitali al cittadino. In questo contesto, l'Intelligenza Artificiale emerge come la tecnologia con il potenziale di crescita più elevato: sebbene oggi sia adottata solo dal 7% degli enti, ben il 34% pianifica di integrarla nei processi amministrativi a partire dal 2027. L'AI non sarà solo uno strumento di analisi, ma un supporto operativo capace di ottimizzare l'allocazione delle risorse e anticipare criticità urbane, a patto di affrontare i nodi etici e di sostenibilità energetica dei data center. La sfida del futuro si gioca però sulla capacità di fare rete attraverso la "Smart Land": un modello di territorio coeso dove i piccoli comuni collaborano per condividere standard e infrastrutture. Sebbene il 48% dei comuni dichiari di voler collaborare con altre amministrazioni locali, la realtà attuale vede ancora una forte frammentazione: solo il 13% partecipa attivamente a una Smart Land. Per superare la carenza di personale (citata dal 67% degli enti) e il deficit di competenze tecniche, diventa cruciale il ruolo di coordinamento delle Regioni e l'apertura verso il capitale privato tramite il project financing, uno strumento che il 72% delle amministrazioni ritiene fondamentale per dare respiro ai nuovi progetti di innovazione.

Visualizza la versione completa sul sito

Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.