Premio al progetto “Raee in carcere”, determinante lunione fra rispetto per lambiente e impegno sociale

Ecomondo ha premiato il progetto “Raee in carcere” di Forlì, il laboratorio per il reinserimento sociale dei detenuti attraverso il recupero dei rifiuti elettrici ed elettronici.

Autore: Redazione GreenCity

Sostenibilità ambientale e progetti socialmente utili: queste la parole chiave dell'iniziativa vincitrice del premio Cooperambiente. Il progetto “Raee in carcere”, realizzato a Forlì dalla cooperativa Gulliver, ha infatti vinto il premio nazionale Cooperambiente nella sezione “cooperare”; il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione di diversi soggetti: il Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria e direzione della Casa Circondariale di Forlì, il consorzio Ecolight, consorzio di produttori per la gestione dei Raee, il Gruppo Hera, il Centro Servizi Raee, l'agenzia di formazione Techne, la Regione Emilia Romagna, la Provincia di Forlì-Cesena e il Comune di Forlì, la Direzione provinciale del Lavoro, Cclg spa, Cna, Legacoop e Confcooperative.
Il progetto è stato ritenuto la migliore pratica ambientale capace di introdurre innovazione di mercato e nuove forme di collaborazione finalizzate alla riduzione dei consumi e all’uso di fonti rinnovabili, fornendo anche risposte ai bisogni dei consumatori.
Questa la motivazione della giuria: “Il progetto si distingue per l’integrazione di molteplici obiettivi: da quello sociale a quello professionale, passando per finalità formative e legate ai temi della sostenibilità ambientale. L’iniziativa consiste nella realizzazione di un servizio di recupero di rifiuti elettrici ed elettronici attuato attraverso l’inserimento lavorativo dei detenuti. Viene premiata in particolar modo la logica cooperativa che diventa la linfa per lo sviluppo di un intervento che vede coniugare temi quali la tutela ambientale, lo sviluppo dell’occupazione e la solidarietà sociale”.
Con il laboratorio che è stato inaugurato all’inizio di ottobre a Vecchiazzano - Forlì, il progetto mira infatti al reinserimento sociale della persona detenuta attraverso il recupero dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee).
Tre i detenuti che sono impegnati 25 ore alla settimana ciascuno nello smontare le apparecchiature elettriche ed elettroniche che arrivano dai centri raccolta e nel separare i diversi materiali. Il progetto ha avuto un esordio positivo ed è destinato ad ampliarsi.
A pieno regime, il laboratorio potrà stoccare e smaltire fino a 400 tonnellate di Raee, “permettendo di recuperare oltre 185mila kg di ferro, 100mila kg di plastica e più di 6mila kg di alluminio, e contribuendo al risparmio di quasi 800mila Kwh di energia elettrica. Sarà una vera e propria unità produttiva”, ricorda Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight. “Un importante contributo ambientale che si associa ad un impegno sociale. Attorno a queste finalità, il mondo della cooperazione e le realtà profit si sono ritrovati per sostenere un sistema che possa essere sociale, solidale e sostenibile”.

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