Edilizia green, Limenet e Fassa Bortolo investono 5 milioni nel calcinatore elettrico

L'accordo punta a realizzare un forno commerciale da 10 MW entro due anni: emissioni ridotte del 22% e recupero totale dei "fini di cava".

Autore: Redazione ImpresaGreen

La startup innovativa Limenet e il gruppo Fassa Bortolo, leader internazionale nei materiali per l’edilizia, hanno siglato un accordo di co-sviluppo industriale da 5 milioni di euro per la realizzazione di un forno elettrico indiretto di nuova generazione. Il progetto punta a decarbonizzare il processo di produzione della calce, uno dei comparti industriali storicamente classificati come hard-to-abate a causa dell'alto tasso di emissioni. L'intesa odierna consolida la sinergia strategica avviata nel dicembre 2025, quando Fassa Bortolo e CDP Venture Capital avevano iniettato 7 milioni di euro nel capitale di rischio della startup lecchese. Il nuovo stanziamento, coperto pariteticamente dalle due realtà con 2,5 milioni di euro ciascuna, finanzierà la progettazione e la messa in funzione, entro i prossimi due anni, di un impianto su scala commerciale con una potenza di circa 10 megawatt. La produzione manifatturiera della calce è un processo ad altissimo impatto energetico. Con i metodi tradizionali, la fabbricazione di una singola tonnellata di prodotto genera complessivamente circa 1,066 tonnellate di $CO_2$. Questo volume di gas climalterante deriva da due fonti precise: la reazione chimica intrinseca di calcinazione del calcare, che rilascia 0,79 tonnellate di emissioni di processo non eliminabili all'interno del nucleo termico, e la combustione del gas metano necessario per raggiungere le altissime temperature del ciclo, responsabile delle restanti 0,28 tonnellate. Sostituendo i bruciatori a combustibile fossile con l'alimentazione elettrica, la tecnologia di Limenet azzera la quota legata alla combustione. Le analisi condotte tramite Life Cycle Assessment (LCA) confermano che le emissioni energetiche crollano a sole 0,038 tonnellate per tonnellata prodotta, determinando una riduzione netta del 22% dell'impronta carbonica complessiva. L'architettura del nuovo calcinatore elettrico risolve anche un'importante inefficienza gestionale della filiera estrattiva attraverso la valorizzazione dei cosiddetti "fini di cava". Questa frazione granulometrica ultra-fine costituisce tra il 30% e il 40% di tutto il calcare estratto, ma non può essere immessa nei forni convenzionali poiché ne comprometterebbe la stabilità fluidodinamica, venendo declassata a scarto di lavorazione a basso valore aggiunto. Il sistema brevettato da Limenet è invece ingegnerizzato specificamente per processare i materiali fini, applicando pienamente i paradigmi dell'economia circolare. In un'ottica di lungo periodo, la startup prevede di integrare il forno con i propri sistemi di cattura e stoccaggio permanente dell'anidride carbonica (come l'impianto pilota avviato ad Augusta nel 2024), catturando le emissioni di processo residue per traguardare una produzione di calce decarbonizzata al 100%.

Visualizza la versione completa sul sito

Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.