Rifiuti e riciclo: CONAI aumenta il Contributo Ambientale per gli imballaggi in plastica
Dal 1° ottobre 2026 scattano i nuovi rincari del CAC a causa dell'impennata dei costi di gestione della filiera e della debolezza del mercato europeo dei materiali rigenerati.
Autore: Redazione ImpresaGreen
Il Consiglio di amministrazione del CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi), in stretta sinergia con il consorzio di filiera COREPLA, ha deliberato una revisione al rialzo dei valori del Contributo Ambientale (CAC) per gli imballaggi in plastica. I nuovi importi, definiti dopo una complessa serie di tavoli tecnici con tutti gli operatori industriali del settore, entreranno ufficialmente in vigore a partire dal 1° ottobre 2026. La decisione si è resa necessaria per fronteggiare un quadro economico ancora fortemente instabile, caratterizzato da una pesante volatilità dei mercati e da un progressivo aumento dei costi di raccolta differenziata, selezione e riciclo a carico del sistema consortile italiano.
Le analisi di mercato più recenti evidenziano una situazione a due velocità: se da un lato si registra un lieve miglioramento dei ricavi provenienti dalle aste per specifiche frazioni di materiale nobile (pari a poco più del 25% del totale), dall'altro persiste una forte debolezza della domanda europea per le plastiche riciclate meno stabili dal punto di vista commerciale. Questo fenomeno colpisce in particolare gli imballaggi più complessi da trattare, collocati nelle fasce B2 e C (circa il 34% del materiale gestito), i quali risentono della mancanza di sbocchi industriali stabili. L'adeguamento delle tariffe del contributo ha l'obiettivo fondamentale di garantire la continuità finanziaria alle imprese della filiera e mantenere il tasso di riciclo nazionale ad almeno il 50%, in attesa che l'Unione Europea vari misure strutturali a tutela del mercato delle materie prime seconde.
Entrando nel dettaglio dei rincari stabiliti dal piano tariffario del CONAI, le variazioni per tonnellata colpiranno tutte le categorie di ecocontributo. Nelle fasce a maggiore riciclabilità si passa dai 40 ai 51 euro per la fascia A1.1, dagli 87 ai 92 euro per la fascia A1.2 e dai 258 ai 264 euro per la fascia A2. Gli incrementi diventano decisamente più marcati per le tipologie di plastica a circuito prevalentemente commerciale o meno automatizzabili: la fascia B1.1 sale da 219 a 260 euro, la B1.2 balza da 228 a 304 euro, mentre la B2.1 cresce da 611 a 639 euro. Le stangate maggiori si concentrano infine sulle plastiche più critiche e sui materiali misti, con la fascia B2.2 che schizza da 724 a 856 euro, la B2.3 da 785 a 917 euro e la fascia C che tocca il picco massimo passando da 790 a 922 euro per tonnellata.
La scelta di far decorrere le nuove tariffe dal prossimo autunno risponde alla precisa volontà dei vertici del Consorzio di concedere al tessuto imprenditoriale e manifatturiero italiano un congruo periodo di preavviso per riorganizzare i budget e assorbire l'impatto economico della manovra. Il CONAI ha comunque confermato che manterrà attivo un monitoraggio mensile sull'andamento dei mercati e sui deficit di catena, riservandosi la possibilità di valutare ulteriori interventi correttivi qualora lo scenario geopolitico ed economico internazionale dovesse presentare repentine variazioni di rotta.
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