LItalia dubbiosa sul taglio delle emissioni dal 20 al 30%

Secondo il Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo "L'Italia non è assolutamente disponibile'ad avvallare il passaggio unilaterale dal 20% al 30% di riduzione del C02". Lo ha affermato il Ministro a margine dei lavori del Consiglio Ambiente della Ue che si è tenuto a Lussemburgo Venerdì 11 Giugno.

Autore: Redazione GreenCity

Secondo il Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo "L'Italia non è assolutamente disponibile ad avvallare il passaggio unilaterale dal 20% al 30% di riduzione del C02".
Lo ha affermato il Ministro a margine dei lavori del Consiglio Ambiente della Ue che si è tenuto a Lussemburgo Venerdì 11 Giugno. Secondo il Ministro Prestigiacomo infatti "Con il risultato di Copenaghen, è evidente che le condizioni per passare dal 20 al 30% non ci sono", e ha poi continuato "il passaggio non è perseguibile oggi per via della crisi economica mondiale che colpisce duramente anche l'Europa. E' fuori dal mondo continuare a sentire proposte di passaggio in maniera unilaterale, sganciandolo addirittura dall' accordo e dal negoziato globale. Se il consiglio andrà avanti su questa strada sarà destinato a dividersi". Ciò non significa negare la necessità di andare avanti, ma di pensare ad una tempistica diversa".
La spinta per aumentare il taglio delle emissioni passando dal 20al 30% entro il 2020 arriva dal commissario europeo per il Clima, Connie Hedegaard che nei giorni scorsi ha spiegato a riguardo: "Bisogna essere chiari: c'è un importante spinta in corso da parte di tutte le grandi economie per investire nell'economia verde del futuro. I pacchetti di misure per la ripresa economica assunti da Cina, Usa e Corea del Sud sono molto illustrativi. La Cina ha il maggiore programma di investimento, di circa 230 miliardi di dollari, mentre gli Usa investiranno qualcosa come 80 miliardi di dollari in energia pulita. Al contrario, l'UE e i maggiori Stati membri investono solo 25 miliardi di Euro".

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