Cambiamento climatico: un elemento critico per qualsiasi CEO

Il cambiamento climatico visto dai CEO delle imprese è un problema ma anche una opportunità, spiega PwC. Se ci si muove nella direzione giusta.

Autore: f.p.

A prendere posizione sul cambiamento climatico sono, prevalentemente, persone e organizzazioni che si sentono più coinvolte dai temi ambientali. In realtà il climate change riguarda tutti. E in particolare tocca le imprese di qualsiasi settore. Quindi è interessante capire come i loro CEO considerano il fenomeno. E come valutano i suoi impatti sulla operatività e sulle strategie della loro azienda. PwC lo ha fatto nell'ambito della sua Annual Global CEO Survey. Analizzando a fine 2019 un campione di circa 3.500 manager di tutto il mondo.

L'opinione di PwC è che per qualsiasi dirigente d'impresa il cambiamento climatico rappresenti un fattore di incertezza. Magari perché tocca materialmente i processi d'impresa. O perché deve affrontare nuove aspettative "immateriali" della sua clientela. Questo lo si vede in una cifra di sintesi. Il 24% dei CEO si dice "estremamente preoccupato" riguardo al climate change. Una percentuale che è aumentata di un quarto rispetto all'analisi dell'anno precedente.

Buona parte dei CEO hanno compreso che è opportuno agire per ridurre l'impatto ambientale delle loro imprese. Rispetto alle analisi PwC di dieci anni fa, le percentuali relative a questo interesse sono praticamente raddoppiate. Oggi il 30% dei CEO è "fortemente d'accordo" sul fatto che investire in iniziative a favore dell'ambiente porta vantaggi reputazionali. Nel 2010 la percentuale era del 16%.

Ma in gioco non c'è semplicemente la reputazione, per quanto importante. I CEO guardano anche al business, ovviamente. E molti (oggi il 25%) ritengono che investire per l'ambiente apra l'opportunità di sviluppare nuovi prodotti e servizi. Che saranno quasi certamente graditi alla clientela. Questo fenomeno è più marcato nelle regioni del mondo in cui la questione cambiamento climatico è vissuta più da vicino.
Un caso peculiare, segnala PwC, è quello della Cina. Che è allo stesso tempo la nazione più "inquinante" - consuma circa la metà del carbone usato a livello mondiale per generare energia - e il mercato principale per i prodotti green come pannelli solari, turbine per l'energia eolica, veicoli elettrici. Il 47% dei CEO cinesi ritiene che il climate change sia un'opportunità di business. Oltre che un grave problema.

I CEO delle altre nazioni sono meno ottimisti. Forse perché, spiega PwC, già da diversi anni vedono che di cambiamento climatico si parla ma nella pratica si fa poco. Specie a livello governativo. Quindi il concetto del climate change come opportunità viene condiviso solo dal 20-25% dei CEO occidentali. Cifre nella media, quindi. L'Italia si pone al 24%.

La nazione più scettica sulle opportunità che vengono dal combattere il cambiamento climatico sono gli Stati Uniti. Solo il 15% dei CEO statunitensi è positivo in questo senso. Una percentuale che tra l'altro non è praticamente variata in dieci anni. Mentre altrove è sensibilmente aumentata. Gli Stati Uniti sono oggi tra i leader nella produzione di combustibili fossili, spiega PwC. E questo motiva il poco interesse aziendale per i temi green.

Cambiamento climatico ed economie "verdi"

Eppure la transizione verso modelli economici più sostenibili è inevitabile. E qualsiasi azienda dovrebbe analizzare quanto tale transizione impatterà sul proprio business. A livello globale, solo il 17% dei CEO è "fortemente d'accordo" con l'affermazione secondo cui la propria azienda ha già condotto una analisi del genere. Ma il 47% è quantomeno "d'accordo", il che è comunque positivo. Il 64% dei CEO, insomma, sta lavorando in tal senso.

Queste percentuali cambiano sensibilmente nelle varie aree del pianeta. Sono più elevate nelle regioni dove sono state annunciate iniziative nazionali e sovranazionali contro il cambiamento climatico. Ad esempio in Europa Occidentale (66% di CEO "positivi") e in Asia-Pacifico (73%). Meno in Nord America (54%) e in Europa Centrale (ancora 54%). E soprattutto in Medio Oriente (36%), dove invece l'impatto dell'abbandono progressivo dei combustibili fossili sarà assolutamente rilevante.

C'è comunque da fare per tutti. "Oggi è imperativo che i CEO sviluppino una visione dettagliata della sostenibilità e la integrino nei loro piani strategici a lungo termine", spiega Bob Moritz, Chairman della PwC Network. E quel "lungo termine" è uno dei veri problemi. Qualsiasi iniziativa legata al cambiamento climatico impiega anni per portare frutti concreti. Ma i consumatori e i dipendenti del futuro - ossia i più giovani di oggi - richiedono interventi immediati.

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