GIFI-ANIE polemizza con Report

Il Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane, parte di Confindustria ANIE, invia una lettera polemica alla conduttrice di Report, Milena Gabanelli, in merito ai contenuti trasmessi durante la puntata del 28 novembre 2010.

Pubblicata il: 02/12/2010 08:00

Redazione GreenCity

Nella puntata andata in onda su RAI3 domenica 28 novembre, la trasmissione televisiva Report ha dedicato un approfondimento sul tema delle rinnovabili descrivendo, in particolare, gli incentivi alle rinnovabili come un "meccanismo perverso succhia soldi".
Non si è fatta attendere la risposta di GIFI (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane), parte di Confindustria ANIE, che in una lettera indirizzata alla conduttrice Milena Gabanelli, e alla redazione del programma di RAI3, mette nero su bianco importanti precisazioni con l'auspicio che le stesse possano essere veicolate ai telespettatori.
GIFI-ANIE ha voluto in primo luogo evidenziare un aspetto importante che la, secondo il consorzio, la trasmissione della Gabanelli ha trascurato: i benefici per il Sistema Paese che lo sviluppo del fotovoltaico ha creato, anche per effetto della Legge di incentivazione del Conto Energia.
"La quasi totalità della forza lavoro impiegata nell'installazione e manutenzione degli impianti Fotovoltaici, figure professionali di elevata specializzazione e di vario profilo, è italiana", si precisa nella lettera che GIFI-ANIE ha inviato alla Gabanelli.
"In soli tre anni lo sviluppo del mercato fotovoltaico ha creato in Italia almeno 20.000 posti di lavoro lungo tutta la filiera e ne stimiamo ulteriori 70.000 per i prossimi 10 anni. Sono numeri importanti che ci permettono di osservare come, in un periodo di crisi economica come quello che stiamo vivendo, l'industria fotovoltaica italiana – anche beneficiando dell'incentivazione – ha potuto fronteggiare la crisi e nel contempo creare nuova occupazione".
GIFI-ANIE ricorda che oltre il 99% degli impianti fotovoltaici italiani sono di taglia piccola e media, con
l'obiettivo di aiutare le famiglie e le aziende a ridurre significativamente le spese energetiche. Di contro l'1% di impianti di grande taglia, che in termini di potenza installata rappresenta una quota molto rilevante, aiuta il settore nel suo complesso, garantendo economie di scala che vanno a vantaggio anche dei piccoli utenti, con riduzioni nei costi d'impianto che in pochi anni sono diminuiti anche del 40%, unico caso tra le fonti energetiche disponibili. I costi reali per la collettività sono molto inferiori ai costi derivanti dalle tariffe incentivanti in quanto i ricavi del Conto Energia, a parte i casi in cui il proprietario dell'impianto è una persona fisica, sono soggetti a imposizione fiscale. Le aziende del settore, nate proprio grazie alla  disponibilità di tali incentivi, restituiscono allo Stato tramite la normale fiscalità un'ulteriore importante quota dei fondi utilizzati per la diffusione degli impianti fotovoltaici.
"In un contesto sicuramente favorevole l'industria fotovoltaica italiana rappresentata da GIFI-ANIE ha
proposto al Governo di ridurre il valore dell'incentivo a partire dal 2011, in virtù del fatto che i prezzi per i  componenti e i sistemi fotovoltaici hanno registrato una significativa riduzione conseguente alle economie di  scala raggiunte – si prosegue nella lettera -. "Il ruolo degli incentivi è quello di accompagnare gradualmente la crescita del fotovoltaico, fino a quando sarà un mercato capace di camminare con le proprie gambe".
Chi  guarda agli incentivi come a un sussidio perenne o a una occasione di speculazione opera in errore. Le  aziende riunite nel GIFI, che profondamente credono nel valore di questo mercato e nel valore che gli  operatori della filiera possono offrire al nostro Paese, non hanno mai guardato agli incentivi in una logica di  speculazione".
La lettera alla redazione di Report non ha tralasciato, infine, il delicato tema della legalità, dichiarando la  ferma distanza delle aziende di GIFI-ANIE dal messaggio emerso chiaramente dai contenuti della
trasmissione. Gli operatori che credono nello sviluppo del fotovoltaico in Italia, che hanno investito e creato occupazione negli anni, non condividono lo scenario delineato che associa al sistema delle rinnovabili un  contesto di illegalità.
"Report più volte in passato ha mostrato casi di Paesi europei quali buoni esempi da seguire in tema di sviluppo delle fonti rinnovabili, denunciando l'arretratezza dell'Italia – ha dichiarato Valerio Natalizia
Presidente GIFI-ANIE, la quale ha aggiunto: "La situazione oggi è finalmente cambiata, probabilmente grazie anche alle passate denunce di Report - ha proseguito Natalizia - e di questo la trasmissione andata in onda lo scorso 28 novembre non ne ha tenuto conto, limitandosi a dare evidenza dei malfunzionamenti nei meccanismi di incentivazione e degli elevati costi per la collettività".
"I vantaggi economici e sociali di cui l'Italia beneficia dallo sviluppo del mercato fotovoltaico sono numerosi e le difficoltà nell'erogazione degli incentivi sono sì presenti ma in misura molto minore rispetto a quanto la redazione di Report ha voluto darne notizia - ha proseguito ancora Natalizia -. "Il rischio che ci preoccupa maggiormente è che nel pubblico si diffonda un'opinione sbagliata sul fotovoltaico. Alla luce degli oggettivi vantaggi per la collettività e, più in generale, per il Sistema Paese – ha concluso Natalizia - il fotovoltaico ha invece bisogno di un supporto fattivo da parte di testate di informazione importanti come Report e dai mezzi di comunicazione in generale".

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