Stop ai sussidi, occasione per le aziende serie

Moralizzare il sistema e realizzare risparmi di spesa. Sono i due obiettivi principali che si è posto il Governo con la decisione di congelare il vecchio sistema di incentivi e realizzarne uno nuovo. Situazione che accomuna il nostro a molti altri paesi. Nel complesso, un'occasione per il settore per uno sviluppo più ordinato, sano e veritiero.

Pubblicata il: 21/03/2011 09:00

Franco Cavalleri

Moralizzare il sistema e realizzare risparmi di spesa. Sono i due obiettivi principali che si è posto il Governo con la decisione di congelare il vecchio sistema di incentivi e realizzarne uno nuovo. Situazione che accomuna il nostro a molti altri paesi. Nel complesso, un'occasione per il settore per uno sviluppo più ordinato, sano e veritiero.
stop-ai-sussidi-occasione-per-le-aziende-serie--2.jpgStefania Prestigiacomo, Ministro dell'Ambiente, è stata chiara, al riguardo: "Moralizzare il settore con incentivi inversamente proporzionali all'innovazione tecnologica", ha detto al termine dell'incontro al ministero dello Sviluppo con gli operatori del settore. "Sono convinta - ha proseguito - che in pochissimi giorni produrremo un provvedimento che darà certezza, equilibrio, equità e futuro alle rinnovabili italiane".
Un tema, quello della moralizzazione, che è stato toccato anche da Roberto Castelli, vicesegretario al Ministero retto da Paolo Romani, nel suo intervento all'inaugurazione della edizione 2011 della MECI, l'appuntamento annuale che Lariofiere di Erba dedica all'edilizia e che, quest'anno, è puntato prevalentemente proprio sui temi del risparmio energetico e della certificazione energetica.
"Vogliamo evitare il ripetersi delle situazioni di abuso che si sono registrate in questi anni", ha detto. Chiudendo il suo intervento con una riflessione molto interessante ed importante: "Abusi che finiscono per pesare sulle famiglie: sono loro, infatti, a pagare il costo di questi sussidi che vengono scaricati sulle bollette".
stop-ai-sussidi-occasione-per-le-aziende-serie--1.jpgIn effetti, il settore delle energie alternative è stato spesso, l'anno scorso, al centro di inchieste giudiziarie che hanno portato alla luce non pochi casi di truffa nei confronti dello Stato, con impianti eolici o fotovoltaici che esistevano solo sulla carta ma richiedevano – e, ancora peggio, ottenevano – i sussidi. Ancora, impianti apparentemente in regola ma che, invece, finivano per produrre energia grazie all'impiego di generatori elettrici. Le inchieste hanno messo in luce quanto rilevante fosse il peso acquisito dalla criminalità organizzata nel settore, in particolare in Regioni come Calabria, Sicilia, Puglia, ma non solo.
Nel frattempo si moltiplicano gli interventi di esponenti del governo sul tema del nuovo sistema di incentivi per le fonti alternative di energia. A cominciare dallo stesso Ministro maggiormente coinvolto, quello dello Sviluppo economico, Paolo Romani, secondo il quale il governo vuole procedere speditamente per arrivare alla formulazione di un nuovo sistema di incentivi alle rinnovabili. Giancarlo Galan, responsabile dell'agricoltura – settore che punta molto sulle energie alternative e che ricopre un ruolo fondamentale per quella da biomasse - , si è anche spinto a indicare "una decina di giorni", quale termine per il governo. Ovvero, entro la fine di questo mese. Staremo a vedere.
Punto di partenza indicato da Romani e da tutti gli altri esponenti governativi, una serie di tavoli tecnici con i protagonisti del settore. Il che significa, semplicemente, l'intenzione del Governo di guadagnare tempo prima di arrivare ad una decisione definitiva, in modo da rimandare l'entrata in vigore del nuovo sistema il più a lungo possibile, magari al gennaio 2012: tutti soldi che rimangono in cassa, obiettivo non certo disprezzabile, se lo guardiamo dal punto di vista di chi ha la responsabilità del bilancio nazionale.
Su questo c'è l'avallo anche di Confindustria, che però chiede il calo sia graduale – a partire, appunto, da gennaio del prossimo anno – e che sia previsto, secondo quanto ha dichiarato la Presidente Emma Marcegaglia, "un meccanismo di transizione per i progetti in corso fino a dicembre 2011, con un leggerissimo 'decalage' per arrivare a fine anno". Gli industriali propongono anche che venga messo un limite al valore degli incentivi al 2016, con un controllo molto ferreo per evitare gli sforamenti (in questo, allineandosi completamente al Governo).
L'azione del Governo italiano non è peraltro isolata: al contrario, l'Italia arriva ultima, tra le Nazioni dove le fonti alternative di energia hanno raggiunto un deciso livello di sviluppo, nel mettere un freno al sistema degli incentivi e ridisegnare il suo funzionamento. E a parte la Spagna, costretta a prendere provvedimenti già un paio di anni fa per affrontare l'uragano della crisi economica, gli altri Paesi – Francia, Germania, Repubblica Ceca e, fuori dell'Europa, Australia – lo hanno fatto più per mettere ordine in un caos che rischiava di andare fuori controllo.
Nel complesso, lo stop posto in Italia e altrove ai sussidi e l'introduzione di nuove regole, più razionali, uniti alla 'pulizia' del settore. unito al rialzo deciso del prezzo del petrolio di queste settimane – che ha raggiunto livelli che presumibilmente manterrà per il resto dell'anno – e a quanto successo in Giappone, con l'incidente presso la centrale nucleare di Fukushima Daiichi, rappresenta un'occasione da non perdere per quegli industriali e investitori veramente interessati alle energie alternative.
Ne sapranno approfittare?

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