Life Effige: le imprese italiane misurano la loro “impronta ambientale”

Coinvolti quattro settori produttivi: fonderia, arredamento da ufficio, agroalimentare, ristorazione per aumentare sostenibilità e competitività sui mercati dei loro prodotti e servizi.

Pubblicata il: 15/02/2018 15:41

Redazione ImpresaGreen.it

Le imprese italiane misurano la loro impronta ambientale grazie al nuovo progetto Effige (acronimo di “Environmental Footprint For Improving and Growing Eco-efficiency”) finanziato dal programma Life della Commissione Europea, dedicato a progetti su temi di carattere ambientale e naturale. Il progetto, che è appena iniziato e si concluderà nel 2021, è stato promosso dall’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che svolge il ruolo di coordinatore e di partner tecnico del progetto. Le attività tecniche saranno seguite da Enea, agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, insieme alla Scuola Superiore Sant’Anna.
Le imprese coinvolte nel progetto operano in settori diversificati - dall’industria pesante, all’agricoltura fino ai servizi di ristorazione - sono interessate a capire qual è l’impatto dei propri servizi e prodotti, per migliorarne le prestazioni ambientali, grazie ad azioni mirate. Indagini europee e studi nazionali evidenziano come il mercato richieda prodotti sempre più sostenibili: il progetto Life Effige vuole rispondere a questa esigenza attraverso la sperimentazione di un metodo di calcolo dell’impronta ambientale di prodotti e servizi, la cosiddetta “Pef” (acronimo di “Product Environemtnal Footprint”), promosso dalla Commissione Europea con la raccomandazione 179/2013.
Il progetto ne sperimenta l’adozione in quattro settori produttivi - fonderia, arredamento da ufficio, agroalimentare, ristorazione - coinvolgendo le imprese nell’attività di verifica. Le imprese che parteciperanno al progetto saranno impegnate anche nel miglioramento dell’impronta ambientale dei propri prodotti e servizi, pianificando azioni strategiche per renderli più sostenibili in termini ambientali e più competitivi.
Al progetto Effige partecipano cinque organizzazioni in rappresentanza dei settori coinvolti: Assofond per il settore fonderia; Federlegno Arredo, per l’arredamento da ufficio; Agrica e Consorzio Agrituristico Mantovano “Verdi Terre d’Acqua” per il settore agroalimentare; Camst per la ristorazione.
I partner di Life Effige lavoreranno su un duplice binario. Da un lato, sperimenteranno attività scientifiche di calcolo dell’impronta ambientale; dall’altro, si impegneranno nella definizione di modalità e strumenti per comunicare al meglio il “peso” dell’impronta ambientale dei prodotti, rendendoli più competitivi sul mercato attuale.
Coordinatore di Life Effige è il docente di economia e gestione delle imprese all’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna Fabio Iraldo con il collega Francesco Testa, in qualità di project manager. “Questo progetto – commentano - rappresenta un'opportunità di innovazione e crescita della competitività, temi su cui il Sant’Anna è impegnato da sempre e che in questo momento rappresentano una vera sfida”. 

Cosa ne pensi di questa notizia?