La crisi energetica rafforza la domanda di cambiamento nelle politiche energetiche del Paese: il 41% degli italiani ritiene che il Paese debba accelerare sulle energie rinnovabili.
Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il conseguente aumento dei prezzi di petrolio e gas rischiano di avere effetti immediati sui bilanci delle famiglie italiane. È quanto emerge da una nuova indagine realizzata da Eumetra subito dopo l’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele, che analizza come un possibile incremento delle bollette energetiche potrebbe influenzare i comportamenti di consumo degli italiani.
Secondo la ricerca, solo una minoranza della popolazione ritiene di poter assorbire senza particolari difficoltà un aumento del 10–20% delle bollette di energia e gas, mentre per la maggioranza delle famiglie l’impatto sarebbe significativo o addirittura critico.
L’impatto sui bilanci familiari
Alla domanda su quanto inciderebbe un aumento del 10–20% delle bollette energetiche sul bilancio familiare:
Le difficoltà risultano più marcate tra le donne e nelle regioni del Sud e delle Isole, mentre la quota di chi definisce la situazione “molto critica” è più elevata nel Centro Italia.
Due famiglie su tre pronte a ridurre altre spese
L’eventuale aumento delle bollette avrebbe effetti diretti sui comportamenti di consumo. Il 68% degli italiani afferma che dovrebbe ridurre altre spese per compensare l’aumento dei costi energetici, mentre il 32% ritiene che i propri consumi resterebbero invariati. Anche in questo caso emergono differenze significative di genere: tra gli uomini il 63% prevede di comprimere altre spese, mentre tra le donne la quota sale al 72%.
Dove si taglierà di più
Tra coloro che prevedono di ridurre i consumi, i tagli riguarderebbero soprattutto:
Colpisce in questo caso che quasi un italiano su quattro dichiari che potrebbe rinviare visite mediche, controlli o cure dentistiche, una conseguenza impattante su ambiti sensibili della vita quotidiana, che nel dettaglio riguarda soprattutto le donne.
Differenze per età e territorio
La strategia di ridurre il più possibile i consumi energetici domestici è indicata in particolare dagli over 55 (71%), con valori ancora più elevati nel Nord Est (81%). Le spese per abbigliamento e accessori saranno invece ridotte soprattutto tra gli over 55, dove la quota arriva al 73%.
L’intenzione di limitare spostamenti e trasporti non strettamente necessari è invece espressa soprattutto nella fascia di età 35-54 anni (53%).
Politica energetica: cresce il consenso per le rinnovabili
Alla luce della crisi energetica, gli italiani indicano con chiarezza la direzione da prendere per il futuro della politica energetica nazionale. Il 41% ritiene che l’Italia debba accelerare sullo sviluppo delle energie rinnovabili, opzione che raccoglie il maggiore consenso. Il sostegno è particolarmente forte tra le donne (46%), tra gli over 55 (48%) e nelle regioni del Sud e delle Isole (48%). Il 27% punta invece su nuovi accordi di importazione dell’energia, mentre il 24% considera prioritario sviluppare il nucleare, una soluzione che trova maggiore consenso tra i giovani tra i 18 e i 34 anni (32%). Solo una minoranza, pari all’8%, ritiene che non sia necessario cambiare l’attuale strategia energetica.
Un effetto che va oltre l’energia
Nel complesso, i dati mostrano come un possibile aumento delle bollette non abbia effetti limitati al settore energetico, ma rischi di innescare una contrazione diffusa dei consumi, incidendo sulle scelte quotidiane delle famiglie e alimentando allo stesso tempo una crescente domanda di cambiamento nelle politiche energetiche del Paese.
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