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Pendolari in Italia: l'auto domina nonostante tempi e distanze da record europeo

La ricerca di SD Worx rivela un paradosso: gli italiani hanno i tragitti casa-lavoro più brevi d'Europa, ma solo il 15% sceglie i mezzi pubblici per mancanza di fiducia.

Redazione ImpresaGreen

In occasione della Giornata Internazionale del Trasporto Pubblico, i nuovi dati della ricerca “HR & Payroll Pulse” di SD Worx mettono a nudo una profonda contraddizione italiana. Sebbene il Paese goda di parametri strutturali favorevoli per una svolta ecologica, il 75% dei lavoratori italiani continua a scegliere l'automobile per recarsi in ufficio o in fabbrica, superando di ben 16 punti percentuali la media europea (59%). Al contrario, l'utilizzo di treni, autobus e metropolitane resta inchiodato al 15%, evidenziando una dipendenza dal mezzo privato che fatica a scalfirsi.

Il dato è sorprendente se analizzato alla luce della brevità degli spostamenti. Secondo lo studio condotto su un panel di 16.500 lavoratori, l'Italia vanta uno dei pendolarismi più rapidi d'Europa: il tragitto medio di andata e ritorno richiede appena 35,2 minuti, contro una media UE di quasi 53 minuti. Inoltre, il 43% dei dipendenti italiani completa il viaggio in meno di mezz'ora, e le distanze medie percorse (circa 46 km totali) sono tra le più basse del continente. Questi numeri, supportati anche dal 22° Rapporto ISFORT, indicano che l'80% degli spostamenti avviene entro un raggio di 10 km, una distanza ideale per soluzioni di mobilità alternativa.

Se non è la distanza il problema, dove risiede il blocco? La ricerca identifica il vero ostacolo nella mancanza di fiducia. Solo il 29,5% degli italiani considera il trasporto pubblico affidabile e accessibile, un giudizio nettamente più severo rispetto alla già critica media europea. La percezione di una scarsa flessibilità e di un'offerta di opzioni insufficiente (lamentata dal 67% degli intervistati) spinge i lavoratori verso la "sicurezza" dell'auto privata, percepita come l'unico mezzo capace di garantire puntualità e autonomia, nonostante i costi e l'impatto ambientale.

Per invertire la rotta, non sembra bastare la vicinanza geografica tra casa e ufficio: la sfida della mobilità sostenibile in Italia passa necessariamente per un potenziamento dell'affidabilità percepita e per una comunicazione che rassicuri il cittadino sulla reale efficacia dei servizi pubblici.



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Pubblicato il: 16/04/2026

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