La Norvegia guida la classifica con 662 impianti ogni 1.000 case. La CNA lancia un piano nazionale per qualificare i tecnici italiani.
L'Europa sta vivendo un'accelerazione senza precedenti nell'adozione delle pompe di calore, ma l'Italia fatica a tenere il passo dei leader continentali. Secondo gli ultimi dati dell'EHPA, il parco installato nei 16 principali Paesi europei ha raggiunto i 28,2 milioni di unità nel 2025, con una crescita dell'8% in un solo anno. Il divario geografico resta tuttavia impressionante: mentre la Norvegia vanta 662 installazioni ogni 1.000 abitazioni, seguita da Finlandia (548) e Svezia (509), l'Italia si ferma a 184, superando di poco la Svizzera ma restando ben lontana dai livelli di saturazione scandinavi.
Il successo della tecnologia nei Paesi nordici smentisce il pregiudizio secondo cui le pompe di calore non sarebbero efficaci climi rigidi: nel 2025 Oslo ha gestito con successo temperature fino a –14,2 °C, dimostrando che la tecnologia è pienamente operativa anche in condizioni estreme. In Italia, la convenienza economica rimane però legata al fattore energetico: la pompa di calore risulta competitiva quando il costo dell'elettricità è inferiore a 1,5 volte quello del gas, mentre il vantaggio si assottiglia sensibilmente quando questo rapporto supera la soglia di 3,5.
Per colmare questo gap, CNA Milano e CNA Nazionale hanno lanciato un ambizioso programma di formazione che coinvolge tre nuove accademie a Busto Arsizio, Forlì e Roma. L'obiettivo è formare installatori capaci di gestire una tecnologia che, a differenza delle vecchie caldaie, non tollera errori di progettazione o installazione. Come sottolineato dai vertici di CNA, la pompa di calore richiede competenze tecniche sofisticate e una manutenzione precisa: l'efficienza cala drasticamente se la temperatura di mandata è troppo elevata o se il dimensionamento è errato.
La transizione energetica italiana passerà dunque dalla professionalizzazione della filiera. Il piano per il 2026 prevede eventi tecnici, webinar e corsi pratici per 60 nuovi installatori, con l'obiettivo di trasformare la percezione della tecnologia da "scelta di nicchia" a soluzione strutturale. L'approccio di CNA punta a evitare nuovi obblighi burocratici, scommettendo invece sulla qualità del lavoro e sull'informazione al cliente, elementi indispensabili per evitare delusioni nei consumi e garantire un vero risparmio energetico alle famiglie italiane.
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