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Inflazione OCSE: balzo al 4,0% a marzo 2026 trainato dal caro energia

I prezzi dell'energia registrano la crescita più alta degli ultimi tre anni, portando l'inflazione complessiva in aumento in quasi tutti i paesi dell'area, inclusi i membri del G7.

Redazione ImpresaGreen

L'inflazione annua nell'area OCSE, misurata dall'Indice dei Prezzi al Consumo (CPI), è salita al 4,0% nel marzo 2026, segnando un netto incremento rispetto al 3,4% di febbraio. Questa accelerazione è stata quasi interamente determinata da un'impennata dei prezzi energetici, che hanno registrato un aumento dell'inflazione di settore pari a 8,6 punti percentuali, portandola all'8,1%: il livello più alto rilevato dal febbraio 2023. Mentre l'energia corre, l'inflazione alimentare ha mostrato segnali di rallentamento in due terzi dei paesi OCSE, mentre la core inflation (quella al netto di cibo ed energia) è rimasta sostanzialmente stabile, indicando che la pressione attuale deriva principalmente da fattori volatili esterni.

All'interno del G7, l'inflazione complessiva è passata dal 2,1% di febbraio al 2,8% di marzo. Il balzo più significativo è stato osservato negli Stati Uniti, dove l'inflazione energetica ha raggiunto il 12,5%, contribuendo a un aumento dell'inflazione totale superiore allo 0,8%. Anche in Francia e Germania il rincaro energetico ha superato la soglia del 7,0%. Al contrario, in paesi come il Giappone e l'Italia, l'inflazione energetica è rimasta in territorio negativo grazie all'efficacia dei sussidi governativi. Nonostante queste dinamiche, gli esperti sottolineano che la core inflation resta comunque il motore principale che sostiene i livelli attuali dei prezzi in tutto il blocco delle economie più avanzate.

Nella zona euro, l'inflazione armonizzata (HICP) è salita al 2,6%, il valore più alto dal luglio 2024, con i prezzi dell'energia tornati in territorio positivo per la prima volta dall'inizio del 2025. Le stime preliminari di Eurostat indicano un ulteriore possibile peggioramento per il mese di aprile, con una previsione del 3,0%, sempre sotto la spinta di un comparto energetico previsto in crescita del 10,9%. A livello globale, nel G20, l'inflazione ha raggiunto il 4,0%, nonostante cali significativi in Indonesia e una lieve flessione in Argentina e Cina. La stabilità del nucleo di fondo dell'inflazione suggerisce che, sebbene lo shock energetico sia violento, la struttura dei prezzi interni sta mantenendo una certa resilienza.



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Pubblicato il: 08/05/2026

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