La Russia continua a bruciare asfissiata da un caldo definito il "peggiore in mille anni", ma intanto destano molta preoccupazione gli incendi che assediano tre siti nucleari:
Sarov, Snezhinsk e Mayak.
Se a Sarov, che si trova a 500 Km a est di Mosca, due militari sono morti lottando contro le fiamme a causa di alcuni alberi in fiamme che li avrebbero travolti, a Snezhinsk, che produce armi nucleari e che si trova a 1.500 Km da Mosca, secondo quanto riferiscono le autorità, l'incendio attorno alla città degli Urali è stato domato, anche se i pompieri continueranno a presidiare il posto.
Il terzo sito nucleare a rischio è quello di Mayak, sede di un enorme deposito di scorie radioattive, ma
Rosatom, la società atomica pubblica, ridimensiona gli allarmi spiegando che gli incendi si sono sviluppati a 80 chilometri dall'impianto. Il portavoce Sergei Novikov ha riferito infatti che "L'incendio più vicino è a 80 chilometri, non c'è alcun pericolo diretto per la città o per l'impianto di Mayak".
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