Fotovoltaico: l'AFASE contro misure protezionistiche nel settore

AFASE: "Misure protezionistiche contro i pannelli fotovoltaici cinesi non sono nell'interesse dell'industria solare europea".

Pubblicata il: 27/07/2012 15:05

Redazione GreenCity

I mercati aperti hanno contribuito a creare un'industria europea fotovoltaica dinamica ed in rapida crescita. L'Alleanza per un'Energia Solare Accessibile (AFASE) ritiene che l'introduzione di tariffe punitive contro i pannelli solari cinesi venduti in Europa potrebbe seriamente danneggiare le prospettive del fotovoltaico in Europa e mettere a rischio migliaia di posti di lavoro lungo l'intera filiera.  Alcune aziende europee, a quanto si apprende, avrebbero depositato nei giorni scorsi una denuncia antidumping presso la Commissione Europea.
"Una denuncia antidumping sarebbe miope di fronte all'evidenza che la maggior parte delle aziende sarebbe sfavorita di fronte ad un'iniziativa guidata soltanto da pochi rappresentanti del settore" afferma Till Richter, Managing Partner dell'azienda fotovoltaica tedesca Richter Solar. "La struttura portante dell'industria solare, costituita da piccoli e medi installatori locali, sviluppatori, rivenditori, ingegneri e tecnici, che rappresentano migliaia di posti di lavoro in Europa, sarebbe messa a rischio nel caso in cui l'Unione Europea arrivasse ad imporre misure antidumping".
La neonata associazione ProSun afferma che la denuncia sarebbe appoggiata dalla maggioranza delle aziende fotovoltaiche europee. Tuttavia, soltanto 20 aziende – per lo più anonime – si sono associate all'iniziativa, mentre l'intera industria del solare è molto più ampia e può contare su circa 10.000 aziende solo in Germania, così come confermato dalla German Solar Industry Association BSW.
"L'Unione Europea trae ampi vantaggi dai mercati aperti e dal libero scambio. Eventuali misure protezionistiche creerebbero una situazione in cui tutti sono perdenti sotto vari fronti. È quindi necessario che tutti i player del mercato fotovoltaico mondiale lavorino insieme costruttivamente, per risolvere qualsiasi disputa commerciale in maniera congiunta, attraverso la negoziazione piuttosto che attraverso azioni unilaterali", conclude Richter.

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