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Smart City, la parola ai sindaci

Wladimiro Boccali, Sindaco del Comune di Perugia, il sindaco di Torino Piero Fassino, Mario Occhiuto, Sindaco del Comune di Cosenza e Per Paolo Perrone, Sindaco del Comune di Lecce, mettono in evidenza le difficoltà che incontrano a livello locale.

Barbara Torresani

Se l'analisi di Capitani (Netconsulting) ha mostrato le tendenze emerse nel corso dell'anno in tema di smart City, un contributo importante arriva dai sindaci, asse portante per lo sviluppo delle città.
Città di tutte "le taglie" a partire da Perugia.
Per Wladimiro Boccali, Sin
boccali-perugia.jpgdaco del Comune di Perugia: “Nelle politiche nazionali deve tornare prioritario il tema delle città al centro di processi di sviluppo. Emerge un’esigenza di coordinamento a livello nazionale, poi a livello di città ma non in modo parcellizzato. Occorre ragionare come aggolomerati urbani. Lo deve fare la città peché noi ci occupiamo di bene comune e tutti i progetti devono avere un obiettivo: migliorare la qualità della vita dei cittadini. Il cittadino è prima risorsa nella costruzione della città. L'innovazione sta nel riscoprire corretti comportamenti. E oggi abbiamo una straordinaria opportunità a disposizione: l'utilizzo delle tecnologie”.
Lavorare per un modello vincente è ia strategia messa in campo da Piero Fassino, Sindaco di Torino e Membro piero-fassino.jpgdel Direttivo Anci, che parte dalla situazione attuale."Siamo in un momento di transizione. Abbiamo alle spalle un biennio in cui ci si è mossi in modo sperimentale su tema delle Smart City. La fase successiva consente di arrivare ad accelerazioni che stabilizzano il progetto. Dopo questo biennio è necessario arrivare a un modello; costruire una strategia che consenta di fare salto di qualità verso un’idea nuova della città, non solo città tecnologica ma flessibile non più rigida e gerarchizzata”. E ha proseguito: “Manca ancora un quadro di riferimento dentro cui collocarsi: una regia quadro nazionale, di sistema come l'agenda digitale nazionale per avere agenda di territorio. E poi vi sono difficoltà di ordine finanziario, per questo è importante che vi siano risorse pubbliche e private e l'ordinamento e la PA sono ancora troppo rigidi”.
Mario Occhiuto, Sindaco del Comune di Cosenza ha sottolineato l’esigenza di fare tesoro dell’esperienza pass
mario-occhiuto-cosenza.jpgata: “I processi di sviluppo urbano delle nostre città, nel passato, hanno mostrato quali sono i rischi da non sottovalutare: periferie con alto indice di delinquenza, quartieri-dormitorio, zone urbane iper-congestionate dal traffico e aree sottosviluppate sono il frutto di una cattiva progettazione urbana. L’uso delle tecnologie deve tenere conto delle esigenze dei cittadini e deve rispondere a un disegno ben meditato prima della messa in atto, per evitare di commettere gli stessi errori del passato”.
Le città devono mutatre anche per offrire ai turisti servizi concreti. Per Paolo Perrone, Sindaco del Comune di Lecce, ha osservato che nel caso di una città turistica co
perrone-lecce.jpgme quella che amministra, “le responsabilità aumentano, perché i referenti non sono più solo i cittadini, ma anche i turisti che sono portati inevitabilmente a fare paragoni con la realtà da cui provengono. A Lecce fino ad ora il progetto Smart city è ancora piuttosto rarefatto, e sottolineo in questa occasione che non possiamo permetterci di lasciare indietro, anche nello sviluppo tecnologico, i centri importanti del Sud”.
 


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Pubblicato il: 08/11/2012

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