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EcoTyre: oltre 32 mila kg di PFU gestiti nel 2012

Più di 13 mila missioni di ritiro presso i 7320 punti di raccolta serviti in tutte le Regioni, con una puntualità superiore al 96%.

Redazione ImpresaGreen

EcoTyre, il consorzio italiano impegnato nella gestione delle attività di raccolta e riciclo degli Pneumatici Fuori Uso (PFU) derivanti dal mercato nazionale del ricambio, ha presentato a Roma l’Annual Report 2012 che traccia una fotografia dei numerosi successi raggiunti e dei prossimi traguardi da realizzare. Hanno partecipato Enrico Ambrogio, Presidente di EcoTyre, Renzo Maggiolo, Vicepresidente UNIRIGOM, Prof. Alessandro Fantilli, DISEG - Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica del Politecnico di Torino, e On. Ermete Realacci, Presidente Commissione Ambiente Camera dei Deputati.  
EcoTyre si conferma il primo Consorzio in Italia per numero di soci, registrando una crescita costante negli anni: si è passati da circa 80 alla fine del 2011 a 165 a fine 2012 (più del 100% di crescita) e a maggio 2013 è stata superata la soglia dei 200 soci. Il Consorzio, inoltre, è il secondo al livello nazionale per quantitativi di PFU raccolti.  
Nel 2012, infatti, ha gestito complessivamente 32.317.617 Kg di PFU (il 103% dell’obiettivo assegnato dalla normativa) ossia oltre 4 milioni di pezzi trattati e avviati al corretto recupero e ha svolto 13.386 missioni di ritiro fornendo i propri servizi in tutte le Regioni con una puntualità superiore al 96%. La maggior parte degli PFU raccolti, pari all’82%, appartiene alla Classe 1 (auto e moto).  
Per garantire un corretto trattamento e recupero, EcoTyre ogni giorno, attraverso 45 raccoglitori operativi, offre il servizio a 7.230 punti di raccolta distribuiti in tutta Italia. Un punto di forza del Consorzio è l’aver attivato partnership con diversi impianti di trattamento che, oltre a garantire elevati standard, consentono di ottenere importanti sinergie: avere la tracciabilità dei rifiuti e dei prodotti che ne derivano, gestire gli PFU con una logica di prossimità, limitando, laddove possibile, il trasporto dei rifiuti, individuare l’impianto più̀ adeguato in caso di specifiche esigenze di trattamento ed essere in grado di gestire contemporaneamente quantità variabili degli PFU.  
Una volta trattati, l’80% degli PFU raccolti è destinato al recupero di materia e soltanto il restante 20% è avviato al recupero energetico. Dagli PFU è possibile, infatti, ottenere un polverino utilizzato, per esempio, nei sottofondi stradali, nel rivestimento di piste di atletica, di aree gioco per bambini etc.

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Pubblicato il: 17/06/2013

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