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I CEO mantengono l'impegno verso la sostenibilità, ma chiedono azioni politiche più efficaci

Il più ampio studio globale sulla sostenibilità, condotto tra i CEO dal UN Global Compact e da Accenture, identifica gli approcci che associano alte performance nella leadership di mercato e sostenibilità.

Redazione ImpresaGreen

Più di due terzi (67%) dei chief executive ritiene che le aziende non stiano facendo abbastanza per affrontare le sfide della sostenibilità globale, secondo quanto emerge da un'indagine condotta dal Global Compact delle Nazioni Unite e da Accenture.
Il notevole impegno dei CEO nell'integrare la sostenibilità nelle rispettive organizzazioni è dimostrato dal fatto che la grande maggioranza ora chiede di agire per incentivare e premiare i leader che si dedicano alla sostenibilità e di sfruttare interamente il potenziale del settore privato.
Le opinioni dei dirigenti aziendali sui progressi del settore privato in merito alle problematiche della sostenibilità globale, sono descritte nel sondaggio condotto su 1000 CEO. Si tratta del più recente sondaggio triennale del Global Compact delle Nazioni Unite e di Accenture e del più ampio studio mai condotto sulla sostenibilità tra i top executive.
Quest'anno il 93% dei rispondenti afferma che le questioni ambientali, sociali e di governance sono importanti per il futuro della propria azienda; la stessa percentuale dello studio precedente, condotto nel 2010. Ma la quota che considera la sostenibilità molto importante è scesa dal 54 al 45% e in Europa questo parere è condiviso solo dal 34% dei CEO.
L'84% è convinto che l'azienda debba affrontare le sfide che riguardano la sostenibilità, ma mette anche in evidenza una serie di ostacoli:
  • La mancanza di risorse finanziarie è una delle principali difficoltà, indicata dal 51% dei rispondenti; il 40% afferma che le condizioni economiche hanno reso difficile l'integrazione della sostenibilità nel core business.
  • L'impossibilità di stabilire un collegamento tra la sostenibilità e il valore aziendale è la barriera di maggiore impatto. Nel 2007 il 18% aveva riscontrato un effetto deterrente di questo fattore verso ulteriori azioni, quota salita al 30% nel 2010. Quest'anno il 37% dei CEO ha citato questo motivo e solo il 38% di loro ritiene di poter quantificare con precisione il valore aziendale della sostenibilità.
  • Solo il 15% dei CEO rispondenti pensa che negli ultimi tre anni le aziende abbiano compiuto progressi nella trasformazione della sostenibilità in un fattore imprescindibile per i consumatori, anche se l'82% ritiene che questo processo sia cruciale per sfruttare la sostenibilità come forza trasformativa dell'economia. Quasi la metà (46%) ritiene che i consumatori considereranno sempre la sostenibilità secondaria rispetto a prezzo, qualità e disponibilità.
  • Sebbene il 52% dei rispondenti consideri l'interesse degli investitori come un incentivo a migliorare le procedure di sostenibilità, solo il 12% ritiene che la loro pressione sia una forte spinta motivazionale, a dimostrazione di una certa ambivalenza. Ciò nonostante solo una piccola minoranza di CEO (15%) critica la visione a breve termine dei mercati finanziari ritenendola una barriera, mentre il 69% crede che l'interesse degli investitori sarà un fattore sempre più importante alla base del loro approccio.
"Come riflette lo studio sui CEO, la sfida attuale è quella di sfruttare appieno il potenziale di sostenibilità aziendale per trasformare i mercati e le società di tutto il mondo" - ha dichiarato Georg Kell, Executive Director del Global Compact delle Nazioni Unite - "Con migliaia di aziende, dai leader di mercato alle piccole imprese, impegnate in pratiche commerciali responsabili, possiamo affermare che la questione è di grande attualità. Ora è necessario che politici, investitori e consumatori lancino i segnali giusti per stimolare il prossimo livello di azione, innovazione e collaborazione a favore della sostenibilità aziendale".

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Pubblicato il: 18/11/2013

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