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Cooperativa Agricola Girolomoni al Biofach 2014

Un’ottima chiusura di bilancio, l’ingresso in nuovi mercati europei ed extra-europei e un’intensa attività culturale della Fondazione: questo il bilancio che la Cooperativa porterà all'evento italiano dedicato al biologico.

Redazione ImpresaGreen

Ecco come Girolomoni si presenta al Biofach 2014, la più importante fiera del biologico: chiusura in positivo del bilancio (8,5 milioni di euro di fatturato), con un incremento dello stesso di oltre il 10%; prosecuzione delle attività della Fondazione Girolomoni, realtà voluta fortemente dallo stesso Gino Girolomoni, scomparso già da un paio d’anni, per promuovere iniziative culturali sul territorio. 
Fiore all’occhiello dell’azienda è certamente l’ampia gamma di prodotti biologiciche verrà presentata alla manifestazione. Ma vediamo nello specifico i 3 fronti in cui si è operato:
  1. Fronte commerciale: particolare importanza riveste l’ingresso in tre nuovi mercati: Israele, Inghilterra e Corea del Sud. Tale espansione, oltre ad ampliare le possibilità commerciali della Cooperativa, conferma la capacità dell’azienda di andare anche oltre i confini italiani ed europei. Non si dimentichi infatti che circa il 90% del proprio fatturato va all’estero, anche grazie, certo, alla fiducia costante nutrita nei confronti del biologico Made in Italy.
  1. Fronte logistico: Recentissima l’inaugurazione di un nuovo centro di stoccaggio per i cereali, realizzato con le più moderne tecnologie. Il centro è infatti provvisto di un ufficio accettazione della materia prima dotato di pesa; di strumenti di prelievo e analisi in grado di individuare i principali parametri qualitativi della materia prima stoccata; di un impianto di refrigerazione per la conservazione ottimale dei cereali e di quattro nuovi silos verticali, che ci permettono di arrivare a una capacità di 15.000 quintali.
  1. Fronte culturale: particolare importanza riveste il ricco calendario di attività firmate Fondazione Girolomoni, il cui obiettivo primario è la conservazione e l'archiviazione degli scritti e del patrimonio librario lasciati da Gino, nonché la divulgazione del suo pensiero e la valorizzazione dei luoghi che, grazie a lui e a sua moglie Tullia Romani, hanno ritrovato significato e potenzialità economiche.
Ma sentiamo anche quel che ha da dirci il loro figlio Giovanni Battista, ora Presidente della Cooperativa Agricola Gino Girolomoni: "Il bio italiano deve essere capace di conciliare la ricchezza e la diversità dei vari attori, con la necessità di presentare all'estero un ‘sistema Italia’ del biologico. Spesso infatti non si riesce ad essere consapevoli fino in fondo delle potenzialità di cui si dispone.  Sul piano tecnico si deve poi a mio parere assolutamente investire nell'innovazione: ricerca e sperimentazione potrebbero e dovrebbero dedicare al biologico maggiori attenzioni”.

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Pubblicato il: 20/01/2014

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