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SC Johnson: dagli scarti di lavorazione energie rinnovabili per ridurre le emissioni di CO2

Nel 2013 l’utilizzo di energie rinnovabili negli impianti in Indonesia ha evitato di immettere nell’atmosfera più di 13.000 tonnellate di anidride carbonica.

Redazione ImpresaGreen

SC Johnson ha annunciato che l'utilizzo di energie alternative nei due impianti in Indonesia ha permesso di tagliare di oltre 13.000 tonnellate di anidride carbonica. L'uso degli scarti di lavorazione come biocarburante nei due siti produttivi di Medan e Surubaya dimostra l'impegno dell'azienda nel ridurre l'impatto ambientale e le emissioni di gas serra.
"Siamo sempre attenti a trovare le soluzioni più innovative per utilizzare in tutto il mondo le energie alternative ed il lavoro fatto in Indonesia dimostra questo nostro impegno" ha dichiarato Kelly Semrau, Chief Sustainability Officer di SC Johnson.
SC Johnson ha identificato e realizzato due soluzioni innovative che utilizzano gli scarti di lavorazione come fonti alternative. Dal 2007, l'impianto di Medan ha impiegato i gusci di palma, riducendo dell'80% l'uso di diesel ed evitando l'emissione in atmosfera di circa 6.000 tonnellate di gas serra.
Nel 2012 l'impianto di Surubaya ha cominciato a utilizzare fonti alternative per scaldare l'acqua necessaria per la produzione degli antizanzare a spirale. Inizialmente l'azienda aveva ipotizzato l'utilizzo dei gusci di palma. Ad un'analisi più attenta del contesto agricolo, però, la scelta è caduta sui gusci di riso, uno dei prodotti maggiormente coltivati nei dintorni della fabbrica. In questo modo si è inciso sul trasporto e il conseguente impiego di carburante con evidenti benefici sulle emissioni calcolate in 7.090 tonnellate annue.

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Pubblicato il: 23/04/2014

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