Da Favini una carta prodotta con gli scarti della lavorazione delle lenticchie

Con la linea Crush di Favini è nato un nuovo modo di concepire l'utilizzo dello scarto agro-industriale: prima, infatti, i residui erano destinati a essere utilizzati come filler in zootecnia oppure come combustibile per la produzione di energia, o altrimenti eliminati in discarica.

Pubblicata il: 26/04/2016 15:09

Redazione ImpresaGreen

La cartiera Favini ha presentato Crush Lenticchia, la prima carta ottenuta dagli scarti della lavorazione della lenticchia e prodotta in esclusiva per Pedon, azienda vicentina oggi tra i big player mondiali del settore dei cereali, legumi e semi.100% riciclabile e biodegradabile.
Crush Lenticchia è una carta prodotta con una speciale attenzione per l'ambiente: consente infatti di risparmiare, per la sua produzione, il 15% di cellulosa proveniente da albero e di diminuire del 20% l'emissione di gas effetto serra.
Durante la fase del controllo qualità di Pedon, le lenticchie non conformi agli standard qualitativi necessari vengono scartate: si tratta, ad esempio, di semi aggrediti da insetti, deteriorati, anneriti o comunque danneggiati. In un'ottica di economia circolare, tutti i semi non più idonei all'alimentazione umana vengono raccolti per essere successivamente purificati, micronizzati e introdotti all'interno del ciclo produttivo della carta, in parziale sostituzione della cellulosa. 
Nasce così Crush Lenticchia: il risultato della lavorazione è una carta dalla colorazione bianca naturale, leggermente porosa al tatto e con i residui del legume ben visibili sulla superficie. La minor quantità di cellulosa non inficia la qualità e la stampabilità della carta: Crush Lenticchia è infatti adatta ad ogni tipo di stampa e di lavorazione cartotecnica.
Lo sviluppo di questa nuova carta eco-friendly è la naturale evoluzione dell'esperienza acquisita da Favini negli anni. Alga Carta, la prima nata all'interno di questo filone, è la carta prodotta con le alghe in eccesso degli ambienti lagunari a rischio. Ebbe un grandissimo successo ed eco internazionale perché liberò dalle alghe la laguna di Venezia: ad oggi il processo produttivo viene utilizzato per riusare creativamente alghe provenienti da altre parti del mondo, come ad esempio la Bretagna. 
Altro passo in questa direzione è stato il lancio, avvenuto nel 2012, di Crush, la straordinaria e innovativa gamma di carte ecologiche realizzate con scarti di lavorazioni agro-industriali di mais, agrumi, kiwi, olive, mandorle, nocciole, caffè, lavanda e ciliegia e uva, che sostituiscono fino al 15% della cellulosa proveniente da albero. 

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