Il riciclo della plastica “made in Italy”: nel 2015 raccolti 15,1 Kg per abitante

Legambiente: “Raccolte differenziate in aumento e impianti di selezione e riciclo hi tech sono la soluzione alle emergenze rifiuti. L’Italia oggi può vantare un primato impensabile fino a pochi anni fa”.

Pubblicata il: 06/05/2016 11:31

Redazione ImpresaGreen

Nel 2015 sono state raccolte circa 900.000 tonnellate di imballaggi in plastica, 15,1 Kg per abitante all’anno (erano 13,9 nel 2014), un primato notevole dovuto alla crescita del servizio al Sud e all’aumento avvenuto nelle zone “consolidate” (come il Veneto, passato da 21 a 23 kg circa procapite).
Grazie all’innovazione tecnologica, oltre alla raccolta differenziata, cresce notevolmente anche il riciclo: nel 2015 sono state riciclate 540.000 tonnellate di rifiuti di imballaggio in plastica, mentre solo lo 0,8% del materiale raccolto è stato avviato a discarica dove, grazie al recupero della materia, si è evitato di immettere 29 milioni di metri cubi di rifiuti. Grazie al riciclo, nel 2015 sono stati risparmiati oltre 9.500 GWh di energia.
La raccolta differenziata e il riciclaggio degli imballaggi in plastica rappresentano quindi una nuova ma già consolidata frontiera industriale, in grado di aumentare posti di lavoro e contribuire a uno sviluppo tecnologico innovativo e pulito, a vantaggio del clima e dell’ambiente.
I numeri e le best practices del riciclo della plastica sono state illustrate nel corso del convegno sul riciclo della plastica made in Italy, organizzato da Corepla e Legambiente.
“Dopo lunghe stagioni caratterizzate dalle emergenze rifiuti - dichiara Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente - nel nostro Paese si sono consolidate numerose esperienze di gestione virtuosa e di imprese attive nel settore del riciclo della plastica, fondate su efficienza e innovazione tecnologica. Nonostante la diminuzione dei prezzi del materiale vergine, l’industria del riciclo ha comunque aumentato i suoi numeri. Grazie al forte impulso delle ultime novità normative sugli acquisti verdi previsti dal Collegato ambientale e dal nuovo Codice degli appalti, l’Italia può oggi contribuire alla discussione europea sulla definizione del pacchetto dell’economia circolare con un protagonismo impensabile fino a pochi anni fa”.

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