20mila tonnellate di rifiuti tecnologici trasformati in nuove risorse nel 2015 in Triveneto

A Panorama d'Italia, a Padova, Cobat presenta i dati su raccolta e riciclo nel 2015. Un tesoro minacciato dalla piaga del traffico illecito.

Pubblicata il: 10/06/2016 11:46

Redazione ImpresaGreen

Oltre 20 mila tonnellate di rifiuti tecnologici raccolti in Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia solo nel 2015. L'equivalente in peso di circa 500 autoarticolati a pieno carico.
Sono questi i dati presentati da Cobat - Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo, nel corso del convegno "Economia circolare nel Triveneto: riciclo, legalità e best practice", tenutosi a Padova presso il Centro Altinate-San Gaetano, nell'ambito di Panorama d'Italia, il tour che il newsmagazine Panorama compie attraverso il Paese tra informazione, cultura, spettacolo, enogastronomia e intrattenimento.
Da mercoledì 8 e fino a sabato 11 giugno è in corso a Padova un calendario di 21 iniziative aperte a tutti per stabilire un legame con le eccellenze del made in Italy della città, in particolare nel mondo dell'impresa, dell'economia, della cultura e della tecnologia. Nel 2015 Cobat ha raccolto e avviato al riciclo in Triveneto oltre 17.500 tonnellate di pile portatili e batterie industriali e per auto, 2.300 tonnellate di apparecchiature elettriche ed elettroniche – categoria che oltre ai dispositivi elettronici include anche i moduli fotovoltaici, sempre più presenti sui tetti del Nord Est – e 200 tonnellate di pneumatici provenienti da autodemolizione.
Il Veneto, in particolare, risulta la regione più virtuosa d'Italia per la raccolta di pile portatili: 407 mila chili solo nel 2015. Una montagna di smartphone, tablet, elettrodomestici e batterie che, vittime dell'usura o dell'incessante innovazione tecnologica, sono stati gettati e successivamente trasformati in nuove materie prime. Un tesoro che potrebbe essere ancora più ricco, senza la piaga del traffico illecito di rifiuti, come batterie e apparecchiature elettriche ed elettroniche, che dalla frontiera orientale del Triveneto vengono esportati illegalmente, togliendo risorse al Paese. 
Una raccolta capillare e "a chilometro zero" che ha permesso di ottimizzare la logistica e di abbattere le emissioni di anidride carbonica in atmosfera dovute al trasporto dei rifiuti. Sono infatti 9 i Punti Cobat – aziende autorizzate alla raccolta e allo stoccaggio distribuite in maniera omogenea su tutto il territorio del Triveneto – che hanno servito le isole ecologiche e le imprese di piccoli e grandi comuni, dalla pianura alla montagna, avviando al riciclo i rifiuti nei 4 impianti di selezione e trattamento di pile, apparecchiature elettriche ed elettroniche e pneumatici, tutti localizzati nelle province venete di Vicenza, Verona, Treviso e Venezia.

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