Il progetto pilota della Commissione europea sulla politica integrata dei prodotti (PIP) dedicato ai telefoni cellulari ha analizzato l'impatto ambientale di questi dispositivi lungo l'intero ciclo di vita.
La relazione finale ha esortato l'adozione di alcune misure, tra le quali figurano:
l'introduzione di un indice ambientale specifico per i telefoni cellulari, analogo all'indice di efficienza energetica ideato per i cosiddetti «apparecchi bianchi», e l'organizzazione di campagne volte a incoraggiare i consumatori ad adottare abitudini sostenibili, come staccare la spina dei caricatori quando non sono in uso e smaltire i dispositivi in modo responsabile.
La casa produttrice
Nokia stima che, se appena il 10% degli utenti staccasse la spina del proprio caricatore dopo averlo utilizzato, si risparmierebbe una quantità di energia sufficiente all'approvvigionamento annuo di 60.000 abitazioni europee.
Convincendo i produttori di telefoni cellulari a rendere uniformi i caricatori, l'Unione europea ha compiuto un passo avanti significativo nella riduzione dei rifiuti. La decisione, annunciata nel giugno 2009, è avvenuta in seguito a una richiesta di impegno volontario formulata dalla Commissione e non ha richiesto l'introduzione di leggi specifiche. I costi per gli utenti saranno dunque ridotti poiché, grazie alla possibilità di riutilizzare i caricatori, i telefoni cellulari nuovi verranno venduti sprovvisti degli stessi. Di conseguenza, i vecchi caricatori non diventeranno rifiuti elettronici.
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