Secondo GRESB, il numero di asset immobiliari valutati secondo criteri ESG è aumentato del 140% rispetto al 2024, superando i 500.000 asset, confermando la centralità della sostenibilità nel Real Estate.
Il settore immobiliare globale sta attraversando una trasformazione senza precedenti, segnata da una crescita esponenziale degli asset certificati secondo i criteri ambientali, sociali e di governance (ESG). Stando agli ultimi dati del Global Real Estate Sustainability Benchmark (GRESB), il numero di proprietà valutate in base a questi parametri è aumentato del 140% rispetto al 2024, superando la soglia dei 500.000 asset. Questo incremento, che rappresenta un'aggiunta di oltre 290.000 unità rispetto all'anno precedente, evidenzia come la sostenibilità sia passata da un elemento puramente reputazionale a una leva strategica fondamentale per gli investimenti, la progettazione e la gestione immobiliare. In questo contesto, la Tassonomia Europea si sta affermando come il riferimento centrale, introducendo criteri chiari e misurabili che orientano non solo le scelte operative ma anche i flussi finanziari verso progetti allineati agli obiettivi climatici dell'Unione Europea.
Tuttavia, questa evoluzione positiva si inserisce in un quadro ambientale ancora critico. L'ultimo rapporto dell'UNEP rivela infatti che il settore delle costruzioni e degli edifici è responsabile del 34% delle emissioni globali di CO₂ e del 32% del consumo energetico mondiale. Queste cifre sottolineano l'urgenza di accelerare la transizione verso modelli più sostenibili. Anche in Italia la tendenza è tracciata: secondo le proiezioni di GRESB, l'intensità delle emissioni di gas serra nel settore Real Estate del Belpaese è destinata praticamente a dimezzarsi entro il 2050, passando dagli attuali 26,63 kg/m² a 13,46 kg/m². Questo scenario apre grandi opportunità affinché l'immobiliare diventi un motore di rigenerazione urbana e innovazione lungo tutta la filiera nazionale.
Proprio per rispondere a queste sfide e promuovere modelli di business a impatto positivo, EETRA, Società Benefit certificata B Corp specializzata in strategie ESG per il Real Estate, ha organizzato la prima edizione di "RE Impact" in occasione del B Corp Month. L'evento, tenutosi presso BASE Milano, ha riunito imprese, organizzazioni e professionisti per confrontarsi sulla rigenerazione sostenibile della filiera. Carlo Rossini, CEO di EETRA, ha sottolineato come "oggi la sostenibilità non possa più essere affrontata a livello di singola organizzazione, ma richieda un’integrazione strutturata lungo tutta la catena del valore. Il vero salto di qualità risiede nella capacità di rendere i criteri ESG operativi, coerenti e misurabili tra tutti gli attori coinvolti, dalla finanza alla progettazione fino all'esecuzione".
Il dibattito ha approfondito nuovi paradigmi per la sostenibilità attraverso due tavole rotonde. La prima, dedicata all'innovazione e alla circolarità, ha visto la partecipazione di realtà come Green Building Council Italia e Grendi Holding. È emerso come la logistica non sia più solo un vettore di trasporto, ma una leva strategica per l'efficienza dei processi industriali, dove strumenti concreti come l'intermodalità ferroviaria possono ridurre significativamente l'impatto ambientale. Il secondo momento di confronto ha esaminato il ruolo della finanza sostenibile e delle reti collaborative nella trasformazione del settore, evidenziando come l'unione tra strumenti finanziari avanzati e approcci ecosistemici sia fondamentale per tradurre la Tassonomia UE in progetti concreti di sviluppo immobiliare a impatto misurabile.
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