Inaugurato a Bergamo il "kilometroverde", una barriera naturale di oltre 1.500 alberi per isolare l'area protetta dall'autostrada A4 e tutelare la biodiversità.
Una scommessa sulla rigenerazione ambientale che si trasforma in una riserva da record. In occasione del suo terzo anniversario, Dreamland, il parco natura protetta ideato da Legami a Bergamo, cambia scala: l'area è decuplicata, passando dai 3 ettari iniziali del 2023 agli oltre 30 ettari attuali, candidandosi a diventare la più grande area metropolitana riconvertita alla biodiversità in Italia. Il progetto è stato presentato dal fondatore e CEO di Legami, Alberto Fassi, e da Enrico Drago, Presidente Esecutivo di De Agostini S.p.A. (socio di minoranza dell'azienda), affiancati dall'Assessora all'ambiente del Comune di Bergamo, Oriana Ruzzini, e dal fondatore di Rete Clima, Paolo Viganò.
L'evento ha segnato anche il debutto ufficiale del kilometroverde®, un imponente intervento forestale lineare lungo un chilometro, composto da oltre 1.500 tra alberi e arbusti autoctoni. Questa vera e propria muraglia vegetale sorge proprio di fronte alla facciata del Kilometro Rosso ed è stata progettata con una funzione strategica ben precisa: fungere da barriera naturale tra l'oasi verde e l'autostrada A4. L'obiettivo è proteggere l'ecosistema dai fattori inquinanti e acustici in un contesto fortemente antropizzato, garantendo la necessaria connettività ecologica e migliorando la qualità dell'aria a ridosso dell'arteria autostradale.
Nato come progetto pilota su un terreno precedentemente sfruttato dall'agricoltura intensiva, Dreamland è oggi un laboratorio di rinaturalizzazione di successo. Il numero di piante messe a dimora è salito a 6.600 unità appartenenti a 51 specie vegetali, mentre il monitoraggio scientifico ha già censito 25 specie di insetti impollinatori, la cui presenza (insieme a quella dei fiori nettariferi) è aumentata di 15 volte rispetto al periodo pre-intervento. Per preservare questi risultati ed evitare il disturbo antropico, l'area è e rimarrà rigorosamente preclusa all'accesso del pubblico, lasciando che la fauna e la flora si riproducano secondo le sole leggi della natura.
L'espansione del parco, accelerata tra il 2024 e il 2025, è interamente finanziata da Legami, che in quanto Società Benefit destina il 5% dei propri utili netti a progetti di sostenibilità e tutela sociale. I prossimi passi operativi per Dreamland prevedono un piano integrato che unisce forestazione e agricoltura sostenibile: verranno realizzati sistemi agroforestali con la piantumazione di circa 400 alberi da frutto di varietà antiche combinati a colture cerealicole, una nuova macchia boschiva da 500 alberi e, soprattutto, una grande zona umida naturaliforme di circa un ettaro che andrà ad affiancare il laghetto preesistente da 250 metri quadrati. Nel progetto troverà spazio anche una finalità formativa e didattica, grazie alla creazione di una scuola dedicata ai tree-climber dotata di un'apposita "aula natura".
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