Sulla via per Cancùn

All'ormai prossimo COP16 di Cancùn, in Messico, l'Unione Europea punterà molto sul rafforzamento del sistema di scambio dei permessi di emissioni (Emission Trading Scheme, ETS), che a Bruxelles viene visto come il miglior strumento per il controllo e la riduzione delle emissioni dannose per l'ambiente.

Pubblicata il: 02/12/2010 19:30

Franco Cavalleri

All'ormai prossimo COP16 di Cancùn, in Messico, l'Unione Europea punterà molto, per espressa dichiarazione della Commissaria ai Cambiamenti Climatici, Connie Hedegaard, al rafforzamento del sistema di scambio dei permessi di emissioni (Emission Trading Scheme, ETS), che a Bruxelles viene visto come il miglior strumento per il controllo e la riduzione delle emissioni dannose per l'ambiente.
Vi è, in realtà, una crescente incertezza sull'effettiva efficacia di questo strumento nel guidare sulla-via-per-cancun-5.jpggli investimenti verdi necessarie affinché l'Europa raggiunga gli obiettivi a lungo termine in materia di clima e di energia che lei stessa si è posta.
I prezzi del carbonio, nel sistema ETS, sono inferiori rispetto a quello che molti indicavano come il livello minimo e necessario per spingere le aziende a modificare le loro politiche energetiche e a impegnarsi nelle fonti alternative di energia, o comunque nel controllo delle loro emissioni. Alcuni sostengono che, in questa situazione, i limiti di emissione dovrebbero essere abbassati, in modo da far salire il prezzo del carbonio e spingere la bilancia verso l'equilibrio desiderato. I rappresentanti del settore, però, resistono con forza a questa soluzione. Non tutti gli osservatori, peraltro, sono così pessimisti: alcuni sembrano guardare con relativo ottimismo allo stato attuale delle cose, suggerendo che la semplice esistenza di un prezzo per il carbonio è utile a far muovere il mercato e che l'aspetto importante è creare un clima di fiducia sulla permanenza dell'ETS come strumento di tassazione. La vera questione attorno a cui gira il dibattito è la reale efficacia dell'ETS, in vigore dal 2005 all'interno dell'Unione Europea.
Nel sistema ETS, a ciascun impianto industriale nella UE viene rilasciato un numero limitato di permessi di emissione di carbonio. Le aziende che dispongono di un numero di permessi di emissione superiore alla loro effettiva necessità possono vendere le quote in eccesso, mentre quelli che superano i limiti devono acquistare quote per soddisfare i loro obblighi. L'incrocio tra offerta e richiesta di permessi crea il mercato, e determina la quotazione di ogni permesso.
La necessità di limitare i costi che derivano dall'acquisto dei permessi dovrebbe spingere le aziende poco virtuose a impegnarsi in una politica di investimenti a favore del contenimento delle loro emissioni. All'azione del mercato si aggiunge quella delle normative, che puntano a fare leva sull'abbassamento continuo dei limiti di emissioni consentiti (i consumi di energia e le emissioni industriali devono arrivare al 21% rispetto ai livelli del 2005 entro il 2020) per stimolare le aziende a tenere sotto controllo i loro valori, impegnandosi nell'adozione di tecnologie e sistemi sempre più puliti ed efficienti.

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