Decreto rinnovabili, GIFI e ANIE in audizione al Senato

Presentate alla X Commissione – Industria Commercio e Turismo - le istanze e le osservazioni del comparto industriale del fotovoltaico GIFI e ANIE, in merito al Decreto Rinnovabili in discussione al Parlamento.

Pubblicata il: 13/01/2011 11:30

Redazione GreenCity

Una delegazione di ANIE, costituita dal Presidente del GIFI/ANIE (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane) Valerio Natalizia, dal Direttore Generale di Federazione ANIE Maria Antonietta Portaluri e dal Coordinatore delegato da ANIE del Gruppo Rinnovabili di Confindustria Gert Gremes, ha presentato oggi in Senato una relazione contenente le proposte di modifica della bozza del Decreto Rinnovabili che recepisce la direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'efficienza energetica e dell'uso delle fonti rinnovabili.
Sono sei i punti principali sui quali si basa la proposta di GIFI/ANIE. Proposta che mira a uno sviluppo sostenibile e bilanciato di tutti i segmenti del mercato per consentire il raggiungimento degli obiettivi comunitari al 2020.
A parere dell'industria fotovoltaica italiana rappresentata da GIFI/ANIE:
1. Non dovrebbe essere lasciata alla Regioni la facoltà di estendere la procedura abilitativa semplificata ad impianti fino a 1 MW di potenza;
2. La limitazione di 50 kW per ettaro in aree agricole (con una potenza nominale dell'impianto non superiore ad 1 MW) è eccessiva. Anche alle aziende agricole deve essere data la possibilità di accedere alle tariffe incentivanti previste dalla normativa in vigore. In tal modo, gli impianti fotovoltaici rappresenterebbero unaulteriore fonte di reddito a supporto dell'agricoltura;
3. Il periodo di garanzia dei moduli è un aspetto strettamente contrattuale/privato ed è già disciplinato dalla vigente normativa;
4. ENEA dovrebbe essere l'organismo centrale al quale inviare obbligatoriamente i titoli di qualificazione degli installatori: questi ultimi dovrebbero essere altresì resi accessibili su un unico portale informatico a livello nazionale;
5. Sarebbe opportuno che ai distributori di energia elettrica venga riconosciuta una maggiorazione della remunerazione del capitale investito anche per gli interventi di sviluppo fisico della rete nelle "aree critiche";
6. Le aste al ribasso gestite dal GSE proposte per gli impianti con potenza superiore a 5 MW potrebbe introdurre elementi di incertezza tra gli operatori del settore.

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