Renovo sottoscrive con Legambiente il Manifesto per l’autoproduzione da fonti rinnovabili nei territori

I progetti sono stati inseriti tra le buone pratiche di comunirinnovabili.it, il portale curato da Legambiente e presentato in occasione del lancio del rapporto Comuni Rinnovabili 2015.

Pubblicata il: 18/05/2015 10:41

Redazione ImpresaGreen

Renovo, un’azienda italiana che opera come aggregatore di competenze e risorse tecnologiche, industriali e finanziarie posto al servizio di un modello di sviluppo economico e sociale etico e sostenibile, basato sull’integrazione tra autoproduzione territoriale di energia da fonti rinnovabili e iniziative produttive innovative, rinsalda la propria collaborazione con Legambiente diventando primo firmatario e promotore del Manifesto per l’autoproduzione da fonti rinnovabili nei territori.
Presentato il 15 maggio a Pesaro dal Vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini nell’ambito di un convegno dedicato, il manifesto è un invito ai sindaci dei Comuni italiani ad adottare politiche energetiche basate sullo sviluppo di sistemi di autoproduzione di energia grazie alla valorizzazione di fonti rinnovabili. “Abbiamo deciso di sostenere l’iniziativa perché ci riconosciamo totalmente nelle finalità di questo documento” afferma Stefano Arvati, Presidente di Renovo che ha partecipato al convegno per portare la propria esperienza a testimonianza.
“La nostra mission è quella di promuovere uno sviluppo del territorio basato sulle energie rinnovabili, aggregando diverse competenze multisettore per la creazione di biodistretti integrati tra valorizzazione delle rinnovabili e innovazione produttiva sostenibile e che favoriscano un risparmio di consumi elettrici per i cittadini e la Pubblica Amministrazione e una forte diminuzione di emissioni in atmosfera”.
Due esempi concreti di tale modello, la cui validità è stata esaltata nel 2012 dalla collaborazione di Legambiente che ha voluto farsi promotrice del progetto, sono i biodistretti della bioeconomia a Caltagirone e della bioedilizia a Iglesias che, attraverso la valorizzazione delle biomasse locali di origine agroforestale vogliono istituire due importanti poli di innovazione nei rispettivi settori di competenza: a Iglesias verrà costituito il polo della bioedilizia, che utilizzerà gli scarti di biomassa per realizzare pannelli fonoassorbenti e altri materiali per l’edilizia green; a Caltagirone, invece, grazie a una partnership con il polo solare del CNR, verrà sviluppata una filiera finalizzata all’estrazione dei principi attivi di prodotti agricoli territoriali, con importanti applicazioni in biomedicina e biocosmesi, affiancata alla produzione di eco pallet certificati.
Il rapporto vuole fare il punto sulla diffusione delle energie rinnovabili in Italia a partire dall’Analisi dei singoli Comuni e degli impianti “green” installati e che registra il raggiungimento di oltre il 38% del fabbisogno energetico italiano coperto da energia rinnovabile. Come dimostra il rapporto, il coinvolgimento dei Comuni è fondamentale, perché la rivoluzione energetica deve necessariamente partire dal basso affinché sia capillare ed efficace, ma da solo non basta.
 Affinché le rinnovabili superino i già ottimi risultati raggiunti, infatti, dovrebbero essere supportate da un impianto normativo che ne faciliti l’utilizzo e la diffusione, superando barriere anacronistiche che limitano la possibilità dei cittadini e delle pubbliche amministrazioni di beneficiare in termini economici e ambientali di un proficuo e razionale autoconsumo dell’energia prodotta dagli impianti già installati.
È questa la riflessione alla base della strategia che ha portata alla formalizzazione del manifesto per l’autoproduzione da fonti rinnovabili nei territori: spingere i sindaci ad adottare politiche energetiche green a livello locale e a farsi promotori a livello nazionale di un rinnovamento normativo atto a rendere pienamente efficaci tali politiche.

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