EURepack alla Commissione Europea per normare gli imballaggi riutilizzabili

Al via i tavoli di lavoro per aggiornare la Direttiva Europea su Packaging and Packaging Waste, al fine di normare, misurare ed espandere le pratiche di riuso in Europa.

Pubblicata il: 28/09/2018 14:42

Redazione ImpresaGreen.it

EURepack, il Consorzio italiano di aziende che promuovono l’imballaggio riutilizzabile, ha preso parte all’incontro "Measuring, Reporting and Expanding Reusable Packaging in Europe" incentrato sul tema del riutilizzo che si è tenuto presso la Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea. Promosso ed organizzato da Reloop, la piattaforma paneuropea attiva sulla promozione delle pratiche di economia circolare nell’ambito dell’Unione Europea, l’appuntamento ha coinvolto i rappresentanti della sezione Packaging della DG Ambiente della Commissione Europea e gli stakeholder comunitari del mondo del riutilizzo. Erano infatti presenti i rappresentanti dei Pooler (IFCO, Europool System); di Associazioni e Consorzi per il Riutilizzo (Initiative Mehrweg, Recircula, oltre a EURepack); dell’Associazione tedesca dell’industria del vetro (Bundesverband Glasindustrie); di Aziende impegnate nello sviluppo di sistemi innovativi per il riutilizzo (BOREALIS, FreePackNet, MIWA). 
Il confronto è stato indetto con l’obiettivo di fornire un supporto a livello di idee e buone pratiche ai funzionari impegnati nella redazione della bozza finale di aggiornamento della Direttiva Europea su Packaging and Packaging Waste, per la parte riguardante gli imballaggi riutilizzabili. In particolare, il dibattito si è focalizzato sul piano di implementazione del rinnovato art. 5 della Direttiva, con cui gli Stati membri saranno chiamati ad adottare misure volte a incoraggiare l’aumento della percentuale di imballaggi riutilizzabili immessi sul mercato, nonché dei sistemi per il riutilizzo degli imballaggi in modo ecologicamente corretto e nel rispetto del trattato, senza compromettere l’igiene degli alimenti né la sicurezza dei consumatori.
Queste misure potranno includere tra l’altro l’utilizzo di sistemi di restituzione con cauzione, la fissazione di obiettivi qualitativi o quantitativi, l’impiego di incentivi economici o la fissazione di una percentuale minima di imballaggi riutilizzabili immessi sul mercato ogni anno per ciascun flusso di imballaggi. Centrale è stato il dibattito sui criteri di misurazione della reverse logistics, partito da una proposta presentata da parte del Consorzio per il Riutilizzo tedesco, Initiative Mehrweg, che ha realizzato un proprio studio volto a calcolare l’indice di copertura delle cassette riutilizzabili rispetto al totale dei movimenti di cassette di prodotti ortofrutticoli, considerando un mix di dati raccolti e di assunzioni di partenza (peso medio trasportato con una cassetta 60x40, valore medio del contenuto della stessa cassetta).
L’algoritmo suggerito verrà preso in esame dalla Commissione, per verificare se possa tradursi in un buon metodo per stabilire, per ogni stato membro, il dato di partenza e gli obiettivi di crescita del riutilizzo, così come implementare un sistema armonizzato di reporting.  Il secondo tema preso in esame, sempre inerente all’attuazione del rinnovato art. 5 della Direttiva, ha riguardato le barriere da eliminarsi per favorire la diffusione dell’imballaggio riutilizzabile, che sono rappresentate principalmente dalle tasse addizionali legate al noleggio, dall’IVA sui depositi cauzionali e dai dazi doganali per le merci (e le cassette) provenienti da paesi extra UE
Queste barriere costituiscono di per sé un aggravio amministrativo, reso più problematico dal fatto che le legislazioni fiscali nei paesi UE non sono armonizzate, oltre che finanziario, tale da disincentivare l’imballaggio riutilizzabile. Siccome è ormai provato che la cassetta riutilizzabile, gestita da Pooler che ne curano la gestione dell’obsolescenza, fino al diretto riciclo nella produzione di nuove cassette, non entra mai nel tradizionale circuito della raccolta dei rifiuti, su quelle cassette in nessuno Stato membro dovrebbe essere applicato il contributo previsto dalla Direttiva, salvo che sulla frazione dispersa.
In conclusione è stato unanime l’invito a proseguire nella collaborazione con la Commissione Europea sul tema di come rendere sempre più diffusa l’adozione di imballaggi riutilizzabili, ed è stata pertanto accolta di buon grado la proposta di creazione di tavoli di lavoro che si occupino, ad esempio, di reverse logistics; di armonizzazione delle legislazioni sul deposito cauzionale; della creazione di un “passaporto verde” per le cassette riutilizzabili che attraversano i confini della UE. 

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